Apple resta alla finestra nella competizione globale sull’intelligenza artificiale, evitando gli investimenti colossali in modelli e data center che stanno caratterizzando i suoi rivali. Questa scelta trasforma il produttore di iPhone in un potenziale kingmaker, capace di influenzare l’esito della sfida tra colossi tecnologici senza esporsi direttamente ai costi più elevati.
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Corsa all’AI: Apple arbitro tra Google e OpenAI
L’azienda di Cupertino sceglie di non entrare nella costosa corsa alla costruzione di modelli e infrastrutture di intelligenza artificiale. Con un accordo miliardario con Google per usare Gemini su iPhone e Siri rafforza un approccio prudente agli investimenti, diventando al tempo stesso un attore chiave negli equilibri tra i grandi rivali dell’AI

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