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“AI generativa per manager”: le istruzioni per l’uso sul lavoro e nelle aziende



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Sfruttare al meglio l’intelligenza artificiale, semplificare il lavoro e migliorare i risultati. Le indicazioni e il percorso da seguire, in una guida pratica realizzata da Elisa Farri e Gabriele Rosani, e pubblicata da ROI edizioni. Perché l’AI generativa non è una bacchetta magica, ma uno strumento potente che richiede visione, competenza e responsabilità

Pubblicato il 7 nov 2025

Stefano Casini

giornalista



“AI generativa per manager”: le istruzioni per l’uso sul lavoro e nelle aziende

“Non puoi permetterti di ignorare il modo in cui l’AI generativa valorizzerà e trasformerà il tuo lavoro di manager. Se non sai come sfruttarla, rischi di lasciarti sfuggire i suoi vantaggi, e se non ti impegni a sviluppare nuove competenze in questo ambito, la tua carriera ne potrebbe risentire”.

Questo “monito” è contenuto nell’introduzione del volume “AI Generativa per manager”, di Elisa Farri e Gabriele Rosani, edito da ROI Edizioni (Titolo originale: “HBR Guide to Generative AI for Managers”, Harvard Business School Publishing Corporation). Pubblicato originariamente in inglese, la traduzione in italiano si deve a Valentina Muccichini.

Diviso in cinque sezioni, più un Epilogo e un Glossario, il libro tratta di argomenti come la gestione aziendale supportata dall’AI generativa o come gestire te stesso, un team o un’azienda con l’AI generativa.

L’intelligenza artificiale generativa non è più una tecnologia da osservare con curiosità, ma uno strumento concreto che ogni manager dovrebbe conoscere, sperimentare e integrare nel proprio lavoro quotidiano.

Non si tratta solo di automazione: “l’AI generativa può diventare un vero e proprio collaboratore, operativo o strategico, capace di affiancare il leader nella gestione di sé e del proprio lavoro, del team, dell’azienda. Più in generale, dei vari cambiamenti in corso”, come rimarcano Elisa Farri e Gabriele Rosani nel loro libro.

I primi passi da compiere

Da dove si parte? Innanzitutto, per compiere bene i primi passi di questo percorso, è importante l’approccio a questa tecnologia e al cambiamento.

Per prosperare nell’era dell’AI generativa, i manager devono adottare un nuovo approccio mentale, un nuovo mindset, basato su tre caratteristiche fondamentali:

  • Conversazionale: interagire con l’AI attraverso dialoghi strutturati, ponendo domande chiare e mirate.
  • Sperimentale: testare modelli diversi, esplorare prompt alternativi, imparare dagli errori e adattare l’uso dell’AI alle proprie esigenze.
  • Responsabile: promuovere un uso etico e consapevole, proteggendo dati sensibili e guidando il team verso una cultura della sicurezza e dell’innovazione.
Immagine che contiene computer, computer, vestiti, personaIl contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto.

Il ruolo del manager come facilitatore

In questo quadro e con queste prospettive, uno dei ruoli principali che deve svolgere il manager o il responsabile di un team è quello di facilitatore, uno dei compiti chiave è incoraggiare la propria squadra di lavoro a utilizzare l’AI generativa. Domande semplici come “avete provato a usare il chatbot?” possono diventare leve di cambiamento culturale.

L’obiettivo “non è quello di sostituire il pensiero umano, ma di potenziarlo”, sottolineano gli autori: “l’AI può fungere da collaboratore operativo, per attività quotidiane, ripetitive e tecniche. Ma funziona anche come partner più strategico, capace di sviluppare riflessioni, analisi e decisioni che non riguardano solo l’operatività quotidiana, bensì progetti e visione di ampio respiro e orizzonte”.

Non esiste un solo modello di AI adatto a tutte le situazioni. Alcuni strumenti eccellono nella sintesi di documenti, altri nella generazione di contenuti creativi o nella ricerca.

Le tecniche di prompt engineering variano da sistema a sistema, e anche tra versioni dello stesso modello. Per questo, “sperimentare è fondamentale: solo testando diverse soluzioni si può individuare quella più efficace per ogni contesto e necessità”.

Fare attenzione agli aspetti critici

L’adozione dell’AI generativa comporta anche responsabilità. I manager e vertici aziendali devono essere consapevoli dei principali rischi e guidare il team nella loro gestione:

  • Privacy e protezione dei dati: inserire informazioni personali o aziendali in modelli pubblici può comportare la perdita di controllo sui dati. E anche quelli anonimizzati possono essere de-anonimizzati da sistemi di AI.
  • Violazione della proprietà intellettuale: gli output generati possono contenere contenuti protetti da copyright, poiché i modelli sono addestrati su grandi quantità di dati pubblici, senza fare grandi distinzioni sulla loro origine, provenienza e proprietà.
  • Bias, errori, imparzialità: l’AI – nelle sue operazioni e risposte – riflette i pregiudizi presenti nei dati di addestramento, con il rischio di errori, discriminazioni o distorsioni. Anche in questo caso, l’affidabilità dei risultati dipende dalla qualità di fonti e informazioni.
  • Sostenibilità ambientale: l’addestramento e l’uso dei modelli richiedono risorse energetiche rilevanti. Esistono però soluzioni più efficienti di altre, da preferire quando possibile.

Le attività manageriali da innovare

Il libro ‘AI generativa per manager’, tra i vari aspetti trattati, propone anche un elenco di molte attività manageriali “che possono essere ottimizzate utilizzando le risorse della Gen AI”. Queste si suddividono in quattro aree principali: gestire se stessi e il proprio lavoro, gestire il team, e poi l’azienda il cambiamento nel suo complesso.

Nel primo ambito – la gestione personale, di se stessi –, la Gen AI può aiutare e migliorare la produttività personale, la gestione delle email, del tempo, la creazione di sintesi e riassunti operativi.

Nel favorire la crescita personale, sviluppa possibili riflessioni sullo stile di leadership, o la richiesta di feedback da parte dei propri collaboratori. Per una comunicazione più persuasiva, aiuta la preparazione di discorsi e colloqui.

Gestione del team e dell’azienda

Per quanto riguarda la gestione del team aziendale, la Gen AI può, ad esempio, fornire supporto operativo, per riunioni, definizione degli obiettivi, reporting. E poi anche per creatività e generazione di idee, analisi delle cause di un problema e problem solving.

Se maneggiata in maniera adeguata, la Gen AI può essere un valido strumento anche per ciò che riguarda le varie attività di gestione dell’azienda. A partire dall’analisi dei dati aziendali, e anche loro ricerca, visualizzazione, interpretazione. In questo ambito, è fondamentale utilizzare dati di qualità, perché il risultato finale fornito dall’AI dipende da ciò che gli viene passato da elaborare.

E poi, anche: attività di conoscenza dei clienti, analisi basata su dati reali e sintetici; approfondimento dei business case, con valutazione dei pro e contro, prospettive degli stakeholder, mitigazione dei rischi. Fino alle decisioni più strategiche: formulazione della strategia di medio periodo e in prospettiva, analisi della supply chain, valutazione di idee innovative.

Un altro snodo critico: il cambiamento

C’è poi l’altrettanto ampio e cruciale capitolo che riguarda la gestione del cambiamento. Gli strumenti di AI generativa “possono dare supporto alle trasformazioni in corso, ad esempio, con attività di pianificazione, monitoraggio, comunicazione”, spiegano Farri e Rosani.

Definendo anche una sorta di guida del cambiamento in azienda: con la definizione della strategia da seguire e realizzare, il superamento della resistenza, la promozione di un nuovo mindset. Che necessariamente deve partire dai manager, dai vertici e responsabili che coordinano tutti i lavori.

Per ogni attività, il manager può esercitarsi con prompt suggeriti o personalizzati. Se il risultato non è soddisfacente, “è utile riformulare la richiesta e chiedere direttamente al sistema come migliorare il prompt. L’interazione con l’AI diventa così un processo simile a un percorso, che non si esaurisce in poche operazioni, che stimola l’apprendimento e l’efficienza”.

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L’AI non è una bacchetta magica

L’AI generativa, fanno notare i due esperti e autori, “non è una bacchetta magica, ma uno strumento potente che richiede visione, competenza e responsabilità”.

Il manager del futuro – che è già il manager del presente – deve saper integrare l’AI nel proprio stile di leadership, promuovendo una cultura della sperimentazione e della consapevolezza.

Solo così è possibile trasformare l’AI da tecnologia emergente ad alleato strategico per la crescita personale e aziendale. Le ‘istruzioni per l’uso’ ci sono, occorre seguirle con attenzione e metterle in pratica.

Di seguito riportiamo un passo dall’Introduzione del volume di Farri e Rosani.

AI Generativa per manager

Introduzione


Oggi, leader e manager riconoscono apertamente i vantaggi in termini di efficienza e produttività offerti dall’Intelligenza Artificiale generativa alle organizzazioni di ogni settore. Tuttavia, i benefici per i singoli manager possono risultare meno evidenti. (…) Fortunatamente, questo divario può essere colmato in tempi brevi. L’AI generativa, infatti, non richiede competenze di programmazione. Sono finiti i giorni in cui data scientist, sviluppatori ed esperti informatici erano i soli guardiani dell’AI. Oggi, grazie a interfacce in linguaggio naturale, chiunque può interagire con l’AI generativa nel proprio ambito lavorativo.

Diversi fattori possono rallentare i manager che vogliono integrare l’AI generativa nella propria routine quotidiana. Alcuni di loro credono che il proprio ruolo non subirà trasformazioni significative. Molti non sono a conoscenza dell’ampia gamma di attività manageriali che l’AI generativa può supportare. Altri ancora la utilizzano, ma non sanno come integrarla appieno nei propri flussi di lavoro.

In assenza di consigli pratici, suggerimenti e un’esperienza concreta, molti manager restano bloccati. Spesso si arrendono dopo pochi tentativi, focalizzandosi solo sugli errori o sui rischi percepiti. In alcuni casi, delegano l’uso dell’AI ad altri, perdendo così terreno competitivo.

Che tu sia un manager alle prime armi o un veterano, il tuo successo dipende dalla capacità di sfruttare l’AI generativa per fare le cose in modo diverso. Non puoi delegare o lasciare che qualcun altro se ne occupi: si tratta del tuo lavoro, è una tua responsabilità. Devi sperimentare in prima persona con l’AI generativa e comprendere come sfruttarla al meglio per te stesso, per il tuo team e per la tua azienda.

Spetta a te anche comprendere le sfide legate all’adozione dell’AI generativa. Oltre ai benefici, essa presenta rischi di natura etica, legale, normativa e legati alla sicurezza. In qualità di manager, sei chiamato a dare l’esempio e a fare luce sui potenziali pericoli, aiutando il tuo team a gestirli consapevolmente.


A cosa ti sarà utile questo libro

“AI generativa per manager” ti mostrerà come non limitarti a riconoscere il potenziale dell’Intelligenza Artificiale generativa, ma come sfruttarla appieno nel tuo lavoro quotidiano.

Attingendo all’esperienza diretta degli autori, questo libro offre suggerimenti pratici, illustra le insidie a cui prestare attenzione e fornisce istruzioni semplici, ispirate da ricerche, interviste con pionieri del settore ed esperimenti. Ti guiderà nell’applicazione di concetti e strumenti nuovi nella tua attività professionale, grazie a modelli, esempi concreti e consigli pratici pensati per offrire un’esperienza di apprendimento realmente immersiva.
Ogni capitolo si conclude con un riepilogo dei punti chiave, per aiutarti a mettere subito in pratica le idee presentate.

Questo libro unisce l’acquisizione di conoscenze allo sviluppo di competenze attraverso la pratica. È suddiviso in cinque sezioni: si apre affrontando il cambiamento fondamentale introdotto dall’AI generativa nel modo in cui manager e tecnologia collaborano, e illustra l’approccio che dovrai sviluppare per lavorare in modo efficace e responsabile con l’AI generativa. Prosegue esplorando le attività che riguardano la gestione di te stesso, del tuo team e della tua azienda. Infine, l’ultima sezione si concentra sulla gestione della complessità legata alla trasformazione delle organizzazioni attraverso l’adozione dell’AI generativa.

Come usare questo libro

Se per te i concetti legati all’AI generativa sono una novità, ti consigliamo di leggere il libro dall’inizio alla fine. Se invece hai già una buona conoscenza delle basi, ti suggeriamo di leggere almeno la prima sezione (capitoli 1-6) per acquisire familiarità con i termini e gli approcci chiave che saranno utilizzati nel corso del libro. Successivamente, puoi consultare l’indice e scegliere liberamente i capitoli che ti interessano di più, iniziando così a sperimentare.

Se ti imbatti in termini tecnici che non conosci, puoi fare riferimento al glossario alla fine del libro, dove troverai utili definizioni relative all’AI generativa.

Ricorda soprattutto che questo non è solo un libro da leggere, ma un manuale pratico, pensato per aiutarti a ottenere risultati concreti con qualsiasi strumento di AI generativa. Mentre lo sfogli, sentirai spesso la voglia di provare qualcosa di nuovo: fallo! Sentiti libero di mettere giù il libro e sperimentare subito. Succederà spesso che emergano nuove idee e che tu ti senta ispirato.

Ci auguriamo che, grazie a questo libro, tu possa posizionarti in prima linea nella rivoluzione dell’AI generativa. Anziché aspettare che siano gli altri a spiegarti cosa può fare questa tecnologia, sarai tu a scoprirne il potenziale e a integrarlo nelle tue responsabilità manageriali. È la tua opportunità per diventare uno dei pionieri capaci di sfruttare appieno le potenzialità dell’AI generativa, di fungere da esempio anziché cercare di metterti al passo.

Potrai inoltre ispirare e guidare il tuo team, i tuoi colleghi e i tuoi pari a seguire le tue orme, contribuendo a costruire una nuova cultura della collaborazione tra manager e AI.

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