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Fiducia e conoscenza degli italiani verso le tecnologie emergenti, per alimentarle serve collaborazione tra aziende e settore pubblico

Gli italiani adottano sempre più le tecnologie emergenti e il 72% ritiene che influenzino in modo concreto la vita di tutti. Tuttavia, riconoscono al contempo di aver bisogno di una formazione maggiore da parte delle aziende e del settore pubblico su temi come l’Intelligenza Artificiale, la Blockchain e l’Internet of Things (IoT)

La nuova ricerca sull'intelligenza artificiale
Claudia Costa

 

Gli italiani adottano sempre più le tecnologie emergenti e il 72% ritiene che influenzino in modo concreto la vita di tutti. Tuttavia, riconoscono al contempo di aver bisogno di una formazione maggiore da parte delle aziende e del settore pubblico su temi come l’Intelligenza Artificiale, la Blockchain e l’Internet of Things (IoT).

I benefici che queste tecnologie innovative implicano, non sono ancora del tutto chiari: basti pensare che molti consumatori definiscono l’intelligenza artificiale ancora “un robot”, attingendo ai film di fantascienza, piuttosto che riferirsi ad essa come una capacità di calcolo eccezionale, integrata nei servizi, che permette di creare esperienze migliori e più coinvolgenti in tutti i settori.

Questo è quello che emerge dalla ricerca condotta da YouGov Plc per VMware, società globale e innovatrice nel software enterprise, su un campione totale di 1.030 adulti intervistati nel periodo dal 3 all’8 maggio 2019.

«C’è ancora spazio per promuovere una maggiore educazione che alimenti la fiducia verso un ulteriore livello di innovazione e di adozione della tecnologia, e i consumatori hanno compreso quale possa essere il ruolo delle aziende e del settore pubblico nel guidare questo cambiamento. Le aziende devono cogliere l’attimo – abbracciando le tecnologie emergenti per offrire servizi nuovi e differenziati in modo da soddisfare i propri clienti e collaborare con il settore pubblico ancora più strettamente, in modo da cogliere le nuove opportunità che il futuro del lavoro alimentato dalla tecnologia offrirà a tutti noi», afferma Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia.

L’impatto significativo della tecnologia sulla vita degli italiani

Il 62% degli intervistati riconosce i benefici che la tecnologia è in grado di apportare in molteplici settori.  Il 67% ritiene che abbia consentito di migliorare la propria customer experience nella relazione con le aziende private, le banche, i rivenditori e il sistema sanitario, mentre il 53% pensa di avere trovato un equilibrio maggiore nella propria vita (divenendo, ad esempio, maggiormente produttivi o potendo lavorare dal luogo desiderato).

Inoltre, il 48% dei consumatori ritiene che la tecnologia abbia permesso  di guadagnare del tempo libero nella vita privata, sottraendolo ad attività di ordinaria amministrazione, e l’85% ha fiducia nel potere delle tecnologie emergenti come supporto per aiutare a prendersi cura dei genitori anziani che vivono da soli. I consumatori credono anche nel potenziale della tecnologia di influire sulle questioni ambientali come il cambiamento climatico (56%).

Rifiuto della tecnologia per la gestione delle finanze e della chirurgia

Nuove sfide però affiorano dal punto di vista della sicurezza e della fiducia. Per quanto riguarda i nuovi servizi e l’utilizzo dei dati personali a supporto, il 62% dei consumatori italiani ammette di non sapere chi ha concretamente accesso ai propri dati personali.

Quando si tratta del proprio portafoglio, vogliono mantenere il controllo: solo un quarto degli intervistati, infatti, permetterebbe alla tecnologia di gestire le proprie finanze, anche se ne risultasse in un risparmio più efficiente.

Inoltre, mentre i consumatori sono felici di dare ai propri medici l’accesso ai dati sulla propria salute, il 55% non è a suo agio o si dichiara preoccupato all’idea di permettere alla propria banca di accedere a dati che riguardano le abitudini di spesa, l’alimentazione e la dieta, i viaggi e gli spostamenti, anche se questo permettesse di migliorare la gestione delle proprie finanze.

Infine, solo il 30% preferirebbe che fosse un robot ad effettuare un intervento chirurgico invasivo piuttosto che un medico reale, anche se il primo caso comportasse tempi di recupero più rapidi.

Serve una guida per alimentare un clima di maggiore fiducia

ll 39% degli intervistati ammette di possedere una scarsa conoscenza delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’Internet of Things o la Blockchain: il 30%, per esempio, crede che l’Intelligenza Artificiale equivalga a un robot. Inoltre, il 65% dei consumatori non ritiene che le aziende o lo Stato siano abbastanza trasparenti sulle tecnologie che hanno adottato e su come le utilizzano. Il 60% afferma che le aziende devono svolgere un ruolo importante nell’aiutarli a capire in cosa consistano queste tecnologie, mentre il 57% crede che questo compito debba essere svolto dal settore pubblico.

«I consumatori si rivolgono alle aziende e al settore pubblico perché assumano un ruolo di guida nell’educarli in modo da accrescere la fiducia e l’adozione delle nuove tecnologie. Le aziende e i governi devono offrire al grande pubblico maggiori informazioni sui vantaggi e sulle sfide che le nuove tecnologie presentano, in modo che possano imparare e adattarsi ai nuovi ruoli che queste abiliteranno», ha commentato Joe Baguley, Chief Technology Officer, EMEA di VMware. «È fondamentale operare in modo coordinato, insieme alle università, per educare in modo più efficace il pubblico sui potenziali benefici della tecnologia, così che sia le generazioni attuali sia quelle future siano preparate e possano migliorare l’immagine del Paese dal punto di vista dell’eccellenza tecnologica».

 

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