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Vibercrime, come l’AI generativa entra nel cybercrime underground



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Un nuovo studio sui forum underground analizza l’adozione reale dell’AI generativa nel cybercrime. Due gli scenari: il Vibercrime, in cui il vibe coding abbassa la soglia d’ingresso al crimine informatico, e lo Stand-Alone Complex, l’ipotesi di una gang-in-a-box automatizzata end-to-end. Quali sono i rischi

Pubblicato il 22 mag 2026

Gioele Fierro

CEO e Founder Promezio Engineering



Vibercrime


Lo stesso modello che un team di sicurezza interroga per fare audit del proprio codice può finire, qualche ora dopo, nelle mani di chi in quel codice cerca una vulnerabilità da rivendere. I LLM di frontiera sono diventati strumenti operativi tanto nei SOC aziendali quanto nei canali Telegram del cybercrime. Servono a generare patch e fare fuzzing semantico, ma anche a scrivere malware adattivo, automatizzare il reverse engineering di binari e confezionare campagne di phishing difficili da individuare.

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