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SpaceX acquisisce xAI, operazione da 1.250 mld: Musk punta a centri dati spaziali e IPO record



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La fusione unisce razzi, satelliti, internet dallo spazio e intelligenza artificiale con l’obiettivo di sviluppare centri dati orbitanti per sostenere la crescita dell’AI. L’azienda punta a una offerta pubblica iniziale fino a 50 mld di dollari entro il 2026

Pubblicato il 3 feb 2026



SpaceX xAI
Foto: Space X

Elon Musk ha annunciato che SpaceX ha acquisito xAI, la società di intelligenza artificiale da lui fondata, per 250 miliardi di dollari, creando una delle più grandi entità private nella storia del settore tecnologico e aerospaziale. La combinazione delle due aziende porta la valutazione complessiva a circa 1,25 trilioni di dollari, con SpaceX valutata a 1.000 miliardi e xAI a 250 miliardi.

Questa operazione segue alle precedenti mosse strategiche di Musk, inclusa la fusione di xAI con la piattaforma social X (ex-Twitter) e un investimento significativo da parte di SpaceX nel 2025.

Starship

L’obiettivo dei centri dati orbitanti

Nel comunicato ufficiale Musk ha descritto la fusione come the most ambitious, vertically-integrated innovation engine on (and off) Earth, ovvero “il motore di innovazione più ambizioso, verticalmente integrato, sulla Terra e nello spazio”.

Il fulcro della strategia è lo sviluppo di centri dati nello spazio, alimentati da energia solare e collegati alla costellazione di satelliti Starlink di SpaceX. Secondo Musk: “La domanda globale di energia elettrica per l’intelligenza artificiale non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri… A lungo termine, l’intelligenza artificiale spaziale è ovviamente l’unica soluzione scalabile” ha affermato Musk.

In altre parole, l’ambizione è spostare gran parte del carico computazionale dell’intelligenza artificiale fuori dalla Terra per superare i limiti energetici e di raffreddamento dei data center tradizionali.


IPO record e nuovi piani industriali

Prima di questa fusione, SpaceX stava già preparando una offerta pubblica iniziale (IPO) prevista per la metà del 2026 che potrebbe raccogliere fino a 50 miliardi di dollari, potenzialmente una delle più grandi della storia. La presenza di xAI nella struttura societaria potrebbe accelerare o complicare questa tempistica.

La società risultante punta a valorizzare non solo razzi e servizi spaziali, ma anche l’AI su larga scala, competendo con giganti come Google, Meta, Amazon/Anthropic e OpenAI per infrastrutture e tecnologia.


Cosa cambia per i dipendenti e i prodotti

Secondo note interne diffuse ai dipendenti, xAI continuerà a operare con il suo nome e missione, almeno inizialmente, pur integrandosi gradualmente con SpaceX. Per il momento, non ci sarà accesso immediato incrociato ai sistemi interni, soprattutto per ragioni di regolamentazione nei settori spaziali e della difesa.

xAI porta con sé prodotti come il chatbot Grok e le tecnologie alla base della piattaforma X, ampliando il perimetro tecnologico sotto un unico grande ombrello aziendale.

Foto: Starlink

Un mosaico di imprese sotto la visione di Musk

Questa fusione è l’ultimo tassello di una strategia più ampia di integrazione delle imprese di Musk. Oltre a SpaceX e xAI/X, il miliardario è anche alla guida di:

  • Tesla (veicoli elettrici e robotica),
  • Neuralink (interfacce cervello-computer),
  • The Boring Company (tunnelling e infrastrutture).

Con la nuova entità, Musk mira a creare un ecosistema completo che spazia dalla mobilità terrestre all’esplorazione spaziale, dalla connettività globale alla potenza computazionale dell’intelligenza artificiale.

Questa operazione è meno una fusione industriale e più un atto di potere strategico. Musk non sta cercando sinergie di costo, ma controllo dell’infrastruttura futura: energia, dati, spazio e intelligenza artificiale nello stesso perimetro societario. Il prezzo – apparentemente fuori scala – segnala che la vera scommessa non è l’AI di oggi, ma chi possiederà la capacità di farla scalare domani.

Resta il nodo regolatorio e finanziario: un colosso così integrato promette rendimenti straordinari, ma concentra rischi sistemici che i mercati pubblici potrebbero non essere pronti a digerire.


Implicazioni e reazioni globali

L’accordo ha attirato l’attenzione dei mercati globali, contribuendo a un clima positivo nei principali indici borsistici, mentre analisti e investitori discutono sulle implicazioni di un’azienda che unisce infrastrutture spaziali e capacità di calcolo AI su scala senza precedenti.

Resta da vedere come regolatori, concorrenti e stakeholder reagiranno a questa mossa, che ridefinisce i confini tra tecnologia, energia, spazio e intelligenza artificiale.


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