Microsoft punta alla “vera autosufficienza” nell’intelligenza artificiale costruendo modelli potenti propri e riducendo la dipendenza da OpenAI. Lo ha dichiarato il responsabile AI dell’azienda, Mustafa Suleyman, delineando un cambio strategico significativo per il colosso tecnologico da 3mila miliardi di dollari.
Suleyman ha spiegato al Financial Times che la svolta segue la ristrutturazione del rapporto con la società creatrice di ChatGPT, avvenuta in ottobre. Questo ha spinto Microsoft a sviluppare in modo indipendente le sue tecnologie più avanzate, invece di affidarsi a un partner esterno.

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Nuovi modelli di frontiera e investimenti massicci
“Dobbiamo sviluppare i nostri foundation models, che siano alla frontiera assoluta, con capacità di calcolo su scala gigawatt e alcuni dei migliori team di addestramento AI al mondo”, ha affermato il cofondatore di Google DeepMind, entrato in Microsoft nel 2024.
Il gigante del software sta investendo ingenti risorse per raccogliere e organizzare i vasti set di dati necessari ad addestrare sistemi avanzati. “Questa è la nostra vera missione di autosufficienza”, ha aggiunto.
Microsoft, tra i primi e maggiori investitori di OpenAI, ha finora utilizzato i modelli della start-up per alimentare strumenti come Copilot. L’anno scorso ha accettato la ristrutturazione societaria di OpenAI, mantenendo una quota da 135 miliardi di dollari e l’accesso ai modelli più avanzati fino al 2032.
Tuttavia, l’accordo consente a OpenAI maggiore libertà nella ricerca di nuovi investitori e partner infrastrutturali, potenzialmente trasformandola in un concorrente più diretto.
Nel frattempo, Microsoft ha diversificato gli investimenti, sostenendo anche Anthropic e Mistral, e accelerato lo sviluppo di modelli interni che, secondo Suleyman, saranno lanciati “nel corso di quest’anno”.
L’automazione del lavoro impiegatizio
Uno degli obiettivi principali è conquistare una quota maggiore del mercato enterprise lavorando su “AGI di livello professionale”, cioè strumenti capaci di svolgere attività quotidiane dei lavoratori della conoscenza.
“Il lavoro impiegatizio, dove si è seduti davanti a un computer, che si tratti di fare l’avvocato, il contabile, il project manager o il responsabile marketing: la maggior parte di queste attività sarà completamente automatizzata da un’AI entro i prossimi 12-18 mesi”, ha dichiarato Suleyman.
Secondo il manager, nei prossimi due o tre anni questi agenti AI saranno in grado di coordinarsi meglio nei flussi di lavoro delle grandi organizzazioni, apprendendo e migliorando nel tempo e assumendo azioni sempre più autonome.
“Creare un nuovo modello sarà come creare un podcast o scrivere un blog”, ha spiegato. “Sarà possibile progettare un’AI che si adatti alle esigenze di ogni organizzazione istituzionale e di ogni persona sul pianeta.”

Concorrenza e timori di bolla
Microsoft deve però affrontare una concorrenza agguerrita nel mercato aziendale. Anthropic ha conquistato una posizione di vantaggio negli strumenti di programmazione basati su AI, mentre OpenAI e Google investono pesantemente per assicurarsi contratti corporate redditizi.
Per sostenere la corsa all’AI, Microsoft prevede una spesa in conto capitale di 140 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale che termina a giugno, destinata a potenziare le infrastrutture necessarie.
I timori degli investitori che tali investimenti stiano gonfiando una “bolla” dell’AI hanno colpito i titoli Big Tech, con le azioni Microsoft in calo di oltre il 13% nell’ultimo mese.
“Non c’è dubbio che questi siano tempi senza precedenti, e penso che i mercati stiano cercando di capire come evolverà la situazione nei prossimi cinque anni”, ha osservato Suleyman. Tuttavia, ha aggiunto: “Non abbiamo alcun dubbio che questi ritorni si traducano in ricavi e in utili netti.”
Sanità e “superintelligenza umanista”
Un altro fronte strategico per Microsoft è l’applicazione dell’AI alla sanità, con l’obiettivo di costruire una “superintelligenza medica”, in grado di aiutare a risolvere crisi di personale e lunghe liste d’attesa nei sistemi sanitari sotto pressione. L’anno scorso l’azienda ha presentato uno strumento diagnostico basato sull’AI, che sostiene possa superare i medici in alcune attività.
Suleyman ha infine chiarito che l’obiettivo è sviluppare una “superintelligenza umanista”, ovvero tecnologie AI che restino sotto il controllo umano, rispondendo alle crescenti preoccupazioni che altri laboratori stiano correndo verso sistemi potenti difficili da supervisionare.
“Dobbiamo ripartire da questo presupposto e assumere che dovremmo portare nel mondo un sistema del genere solo se siamo certi di poterlo controllare e che operi in modo subordinato a noi”, ha affermato.
“Questi strumenti, come ogni altra tecnologia del passato, sono progettati per migliorare il benessere umano e servire l’umanità, non per superare l’umanità.”








