analisi

Le aziende non lasciano il software aziendale per l’AI: ecco perché



Indirizzo copiato

Le grandi aziende non stanno sostituendo i software aziendali con l’intelligenza artificiale, nonostante le turbolenze nei mercati. Preferiscono negoziare migliori condizioni con i fornitori e sviluppare applicazioni interne personalizzate. L’AI viene usata per ottimizzare processi e creare nuovi strumenti, aprendo la strada a un futuro dominato da agenti intelligenti integrati

Pubblicato il 24 mar 2026



software aziendale AI

Nonostante il recente calo dei titoli tecnologici legato all’intelligenza artificiale, le grandi imprese non stanno abbandonando i loro software gestionali principali. Aziende come Salesforce, SAP e Workday restano centrali nelle infrastrutture digitali.

Piuttosto che sostituire questi sistemi, le aziende stanno sfruttando il momento per negoziare prezzi migliori con i fornitori e rivedere i contratti in un contesto di incertezza tecnologica.

L’obiettivo non è eliminare questi strumenti, ma adattarli al futuro: l’AI rappresenta un’opportunità per ripensare costi e modalità d’uso.


Perché sostituire il software è difficile

I dirigenti IT sottolineano che rimpiazzare completamente il software aziendale è complesso e spesso non conveniente. Sistemi come gli ERP gestiscono normative, lingue, mercati globali e processi articolati.

Costruire da zero sistemi equivalenti con l’AI è ancora estremamente difficile. Inoltre, sviluppare software interno comporta costi di manutenzione elevati e un continuo impiego di risorse ingegneristiche.

Per molte aziende, quindi, ha più senso investire in soluzioni innovative e differenzianti piuttosto che ricostruire l’intero ecosistema tecnologico.


L’ascesa del “vibe-coding” e degli strumenti AI

Se da un lato i sistemi principali restano, dall’altro cresce l’uso del cosiddetto vibe-coding: sviluppo rapido di piccole applicazioni personalizzate grazie all’AI.

Secondo Gartner, il 96% delle organizzazioni di ingegneria software offre strumenti di AI ai propri sviluppatori, e oltre il 70% utilizzerà strumenti basati su agenti entro due anni.

Questa tendenza consente alle aziende di costruire soluzioni su misura senza dover acquistare costosi aggiornamenti dai fornitori.


Un futuro guidato dagli agenti intelligenti

Alcune aziende stanno già sperimentando questo approccio. In Ernst & Young, ad esempio, si continua a usare il software ERP di SAP, ma si sviluppano personalizzazioni interne tramite AI.

Anche Cisco Systems ha creato un proprio agente AI sostituendo un software di presentazione, risparmiando milioni di dollari all’anno. L’azienda punta a rimpiazzare progressivamente altri strumenti costosi con soluzioni sviluppate internamente.

Secondo i dirigenti, il cambiamento più importante riguarda il modo in cui si interagisce con il software: gli agenti AI potrebbero diventare l’interfaccia principale, automatizzando processi e riducendo la necessità di applicazioni tradizionali.


Software come base dati, non più centro operativo

Il ruolo del software aziendale è destinato a evolversi. In futuro, potrebbe diventare soprattutto una base dati, mentre gli agenti AI gestiranno operazioni e interazioni.

Secondo i responsabili tecnologici, non tutti i dipendenti avranno bisogno di software complessi come i CRM tradizionali: basteranno interfacce più semplici, basate su chat o agenti intelligenti.


PMI più agili, grandi aziende più caute

Le piccole e medie imprese si muovono più velocemente: alcune hanno già sviluppato autonomamente CRM e altri sistemi grazie all’AI.

Amjad Masad, CEO di Replit, sottolinea però che le grandi aziende non dovrebbero ricostruire da zero software complessi. Piuttosto, dovrebbero concentrarsi sulla creazione di processi, workflow e automazioni sopra le piattaforme esistenti.


Un equilibrio tra innovazione e stabilità

Il quadro che emerge non è quello di una rivoluzione immediata, ma di una trasformazione graduale. Le aziende mantengono i sistemi esistenti, ma li arricchiscono con intelligenza artificiale e soluzioni personalizzate.

Il futuro non sarà fatto di sostituzioni radicali, ma di integrazioni intelligenti: meno software monolitici, più agenti AI capaci di orchestrare processi e dati in modo flessibile ed efficiente.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x