Robotica

Robot cartesiano, cos’è e come funziona

Il robot cartesiano è il robot che si muove in linea retta lungo un sistema di coordinate cartesiane: gli assi x, y e z del piano. La sua particolarità è che ha solo giunti prismatici per i movimenti principali: può quindi muoversi solo in linea retta sui tre assi.

Pubblicato il 31 Gen 2022

Josephine Condemi

giornalista

ingegneria meccatronica
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Quando si parla di robot occorre riferirsi a categorie specifiche, poiché le tipologie in cui si dividono sono tante e diverse. Analizziamo cos’è un robot cartesiano.

Cos’è un robot cartesiano

Il robot cartesiano è il robot che si muove in linea retta lungo un sistema di coordinate cartesiane: gli assi x, y e z del piano.

Il piano cartesiano è così chiamato dal matematico e filosofo francese René Descartes (Cartesio) che, a metà del Seicento, a partire dagli studi del matematico Nicola d’Oresme, ne dimostrò l’utilità.

Fonte Wikimedia

È composto da due rette, x e y, perpendicolari tra loro e orientate dal punto in cui si incrociano, chiamato origine. È un sistema di riferimento, che consente di individuare la posizione di qualsiasi punto nello spazio, calcolandone le coordinate in base alla distanza dalle due rette: la retta x, ovvero l’asse orizzontale delle ascisse, e la retta y, ovvero l’asse verticale delle ordinate.

Se alle due rette x e y si aggiunge l’asse z della profondità, anche questo orientato perpendicolarmente agli altri due rispetto all’origine, si ottiene un sistema di riferimento tridimensionale.

Questo sistema è alla base dei movimenti del robot cartesiano: l’asse x è il movimento “avanti o indietro”, l’asse y quello “sopra o sotto”, l’asse z “dentro o fuori”.

La normativa ISO 8373:2012 definisce un robot industriale come un dispositivo manipolatore a controllo automatico, con almeno tre assi, riprogrammabile e multiuso, che può essere in posizione fissa o mobile e viene utilizzato per l’automazione industriale: il robot cartesiano, che si muove in maniera coordinata su tre assi ed è programmato e gestito da software PLC o CNC, rientra in questa definizione.

I robot cartesiani vengono utilizzati nel posizionamento e nell’assemblaggio di componenti elettroniche, quindi nelle operazioni di carico e scarico continuo (pick and place) di pezzi sulla linea di produzione e nella logistica. Possono essere considerate robot cartesiani le macchine a controllo numerico e le stampanti 3D.

Come funziona un robot cartesiano

Un robot viene detto manipolatore perché agisce in un ambiente attraverso movimenti programmati.

Come tutti i robot, anche il robot cartesiano è formato da uno o più corpi rigidi collegati da giunti: da un estremo si trova la base, fissa al pavimento o mobile, e all’altro estremo si trova l’end effector, l’utensile specifico che effettua l’azione per cui il robot è stato programmato: una fresa per il taglio, un trapano per l’assemblaggio, una pinza per la presa e il posizionamento dell’oggetto. La porzione di spazio su cui può agire l’end effector viene detta spazio di lavoro.

I giunti, cioè i collegamenti tra i corpi rigidi del robot, possono essere prismatici o rotoidali: i prismatici permettono il movimento lineare, facendo scivolare le due parti interconnesse; i rotoidali il movimento rotatorio, facendoli ruotare su uno specifico asse.

La particolarità dei robot cartesiani è che hanno solo giunti prismatici per i movimenti principali: possono quindi muoversi solo in linea retta sui tre assi.

robot cartesiani

Fonte Wikimedia

I tre giunti prismatici di un robot cartesiano sono perpendicolari tra loro e posizionati in corrispondenza dei tre assi del sistema cartesiano, a partire dall’asse x, sulla base a terra: ciascun punto della loro traiettoria può essere quindi calcolato e programmato momento per momento.

I tre giunti corrispondono ai movimenti “indietro-avanti” (asse x), “sopra-sotto” (asse y), “dentro-fuori” (asse z).

I robot cartesiani sono quindi rigidi, non possono inclinarsi o ruotare su sé stessi. A volte, un asse rotatorio viene aggiunto tra i movimenti dell’end effector.

Un robot cartesiano completo è formato da: corpi rigidi (assi e telaio di supporto), motore (a induzione con inverter, motore passo-passo a corrente continua, servomotori brushless), sensori, attuatori, un quadro elettronico con software di comando e controllo (PLC o CNC) e un’interfaccia uomo-macchina HMI, anche touchscreen. A volte il motore è posizionato sul carrello per corse più lunghe sull’asse x.

Tipi di robot cartesiani e caratteristiche

I robot hanno al massimo sei gradi di libertà di movimento, tre di traslazione e tre di rotazione: i robot cartesiani, che si muovono attraverso due o tre giunti prismatici, si caratterizzano quindi per un massimo di tre gradi di libertà di traslazione lineare. A questi, si aggiungono a volte ulteriori gradi di libertà se nell’end effector vengono inseriti giunti rotoidali.

I robot cartesiani classici possono essere a due o a tre assi, ma non tutti i robot che si muovono su due o tre assi sono cartesiani.

Un esempio sono le slitte XY, i sistemi a scorrimento incrociato, che hanno gli assi x e y centrati l’uno sull’altro e il carico spesso centrato sull’asse y. I robot cartesiani, invece, hanno l’asse y o z “a sbalzo”, cioè sporgente e collegato all’asse sottostante solo da una estremità, con una differente portata di carico.

La caratteristica dell’asse “a sbalzo” differenzia i robot cartesiani anche dai robot gantry o a portata, costruiti su due assi di base x e l’asse y che li attraversa, per una migliore sopportazione del carico ma una minore dimensione dello spazio di lavoro. Non è raro, comunque, che i gantry vengano ricompresi tra i robot cartesiani, anche ad assi maggiori di tre.

robot cartesiano

Robot pallettizzatore (immagine: LinearLead)

Vantaggi di un robot cartesiano

Un robot cartesiano ha un funzionamento semplice, che lo rende economico, personalizzabile, facile da costruire, installare e gestire, nel controllo e nella manutenzione.

Ha un design scalabile: la lunghezza, la corsa e il carico di ciascun asse possono essere commisurati in relazione alle esigenze. Possono essere progettati con i materiali più funzionali, ottimizzati in base alla tipologia e alla frequenza del compito da eseguire e non è difficile trovare i pezzi di ricambio sul mercato.

Più robot cartesiani possono essere gestiti con un solo controllore e non richiedono necessariamente operazioni di computazione complesse per programmare il raggiungimento delle posizioni desiderate.

Infatti, lo spazio di lavoro di un robot cartesiano è un parallelepipedo dai confini tracciati dal movimento degli assi: un’area ben delimitata, che richiede minori accorgimenti in relazione alla sicurezza rispetto ad altre tipologie di robot.

La loro struttura rigida e la possibilità di effettuare movimenti in linea retta li rendono idonei allo spostamento di carichi pesanti anche su lunghe distanze ma non ovviamente ad effettuare movimenti di rotazione complessi o che richiedono gradi di libertà maggiori.

Video: robot pallettizzatore DMC Robotic

I robot cartesiani sono particolarmente adatti al pick and place: sulla linea di produzione, possono essere usati per posizionare componenti diverse prima dell’assemblaggio, nella saldatura a punti di precisione e in tutte le attività che richiedono un posizionamento di precisione; in logistica, vengono usati nelle operazioni di carico e scarico, pallettizzazione e depallettizzazione, automazione dell’imballaggio.

Il loro utilizzo ha un notevole potenziale di impatto sull’automazione di questi processi, con conseguente aumento della velocità e della precisione di esecuzione, riduzione dei tempi di produzione e ottimizzazione delle risorse.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati