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Ecco le nuove professioni create dall’AI



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Negli Stati Uniti sono nati 640mila posti tra il 2023 e il 2025, secondo LinkedIn. Dalla formazione dei modelli ai ruoli strategici, il mercato evolve rapidamente, anche se resta concentrato e ancora insufficiente a trasformare l’occupazione complessiva nel breve periodo

Pubblicato il 3 apr 2026



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L’intelligenza artificiale continua a dividere economisti e lavoratori: da un lato il timore di licenziamenti di massa, dall’altro l’emergere di nuove opportunità professionali. Secondo un’analisi di LinkedIn, negli Stati Uniti l’AI ha generato circa 640mila posti di lavoro tra il 2023 e il 2025, inclusi ruoli qualificati come ingegneri AI e responsabili strategici.

Si tratta di numeri rilevanti, ma ancora insufficienti per modificare la traiettoria generale del mercato del lavoro. Come sottolinea Kory Kantenga, responsabile economico di LinkedIn, la crescita delle professioni legate all’AI è però “costante e verticale”.


Le nuove professioni dell’intelligenza artificiale

I nuovi lavori nascono lungo tutta la filiera dell’AI. Alcuni professionisti si occupano di addestrare i modelli, migliorandone le prestazioni; altri formano i lavoratori umani all’utilizzo degli strumenti digitali.

Tra i ruoli emergenti spiccano:

  • Head of AI e responsabili strategici
  • Ingegneri specializzati
  • Data annotator, incaricati di etichettare dati per l’addestramento

Dal 2023 al 2025 sono stati creati 312mila posti solo per attività di annotazione dati, spesso con contratti flessibili o part-time.

L’esplosione dei lavori di training e annotazione

Una delle aree più dinamiche è quella dell’addestramento dei modelli. I cosiddetti AI trainer e data annotator svolgono un ruolo chiave nel miglioramento delle prestazioni degli algoritmi.

La domanda globale per questi ruoli è cresciuta del 283% nel 2025, rendendoli tra i più richiesti al mondo .

Sempre più spesso, però, non basta più un lavoro generico: le aziende cercano esperti con competenze verticali – medici, ingegneri, ricercatori – per insegnare all’AI a operare in contesti complessi.


Lavori ad alta specializzazione e nuovi salari

Il boom dell’AI sta ridefinendo anche le retribuzioni. Secondo PwC, i ruoli che richiedono competenze in intelligenza artificiale offrono un premio salariale medio del 56% rispetto ad altri lavori simili.

Le competenze più richieste includono:

Questa dinamica segnala una vera e propria “rivalutazione” del lavoro qualificato nell’economia digitale.

L’AI ha anche alimentato una nuova gig economy digitale. Migliaia di professionisti lavorano come freelance per addestrare modelli, spesso da remoto e con orari flessibili.

Alcuni progetti coinvolgono migliaia di esperti in settori altamente specifici – dall’agricoltura alla musica – con compensi che possono superare i 500 dollari l’ora.


I nuovi ruoli emergenti: orchestrare l’AI

Oltre ai lavori già noti, stanno emergendo nuove figure legate alla gestione operativa dell’intelligenza artificiale nelle aziende:

  • AI orchestrator, che coordina sistemi e agenti autonomi
  • AI governance specialist, responsabile della conformità normativa
  • Multimodal designer, esperto di interazioni uomo-macchina
  • AI solutions architect, progettista di infrastrutture intelligenti

Questi ruoli riflettono un passaggio determinante: dall’AI come tecnologia sperimentale all’AI come infrastruttura aziendale.


Automazione e rischio occupazionale

Nonostante la crescita dei nuovi ruoli, le preoccupazioni restano elevate. Un report di Goldman Sachs stima che l’AI potrebbe automatizzare attività pari al 25% delle ore lavorate negli Stati Uniti, soprattutto nei settori amministrativi, legali e ingegneristici.

Alcuni grandi gruppi tecnologici hanno già annunciato tagli al personale mentre investono in infrastrutture AI, alimentando il dibattito sull’impatto occupazionale reale della tecnologia.


Domanda in crescita, ma ancora concentrata

I dati mostrano un aumento significativo della domanda di competenze AI: le offerte di lavoro nel settore sono passate dall’1,6% del totale nel 2023 al 3,4% nel 2025.

Tuttavia, il fenomeno resta concentrato:

  • solo il 6% delle aziende pubblica offerte legate all’AI
  • l’1% delle imprese genera il 90% degli annunci

Secondo gli analisti, il mercato è ancora in una fase iniziale e l’impatto complessivo resta limitato.

Un mercato in trasformazione: competenze prima dei titoli

Un cambiamento rilevante riguarda anche il modo in cui si viene assunti. Sempre più aziende privilegiano le competenze pratiche rispetto ai titoli accademici.

La domanda di skill AI è cresciuta rapidamente, mentre il peso delle lauree tradizionali è diminuito, segnalando un passaggio verso modelli di skill-based hiring .

Parallelamente, entro il 2030 centinaia di milioni di lavoratori dovranno riqualificarsi per adattarsi all’AI.

Le nuove professioni AI in Europa

In Europa, la crescita delle professioni legate all’intelligenza artificiale è strettamente connessa sia alla trasformazione digitale sia alla regolazione del settore, guidata dall’AI Act. Il mercato del lavoro sta evolvendo rapidamente: le offerte di lavoro legate alla generative AI sono più che raddoppiate tra il 2023 e il 2025 in diversi Paesi europei.

Tra i ruoli più richiesti emergono ingegneri AI, esperti di machine learning, specialisti di etica e governance, oltre a figure ibride capaci di integrare l’AI nei processi aziendali.

Parallelamente, si affermano professioni legate all’interazione uomo-macchina, alla progettazione di interfacce intelligenti e alla gestione di sistemi automatizzati. Secondo le istituzioni europee, questa trasformazione sta creando nuove opportunità soprattutto per i giovani con competenze digitali, linguistiche e interdisciplinari, in un contesto in cui già circa il 30% dei lavoratori utilizza strumenti di AI nel proprio lavoro.



Un futuro ancora da definire

Secondo gli esperti, la crescita delle professioni AI continuerà, alimentata dalla necessità di addestrare modelli sempre più complessi. Tuttavia, resta incerto il bilancio finale tra posti creati e posti eliminati.

Per ora, l’intelligenza artificiale non sta distruggendo il lavoro, ma lo sta trasformando rapidamente, creando nuove opportunità per chi riesce ad adattarsi.



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