In quest’epoca di forte sviluppo tecnologico – per molti aspetti, polarizzato tra Stati Uniti e Cina, con l’Europa nel ruolo del vaso di coccio schiacciato tra i due colossi –, si parla spesso di sovranità tecnologica dei diversi Paesi.
Ma c’è un altro livello di sovranità da tenere bene in considerazione, e da guardare in prospettiva, quello che riguarda le aziende e ogni singola impresa.
In quest’ottica, la sovranità tecnologica di un’impresa “risiederà nel saldo controllo dei propri dati e nella capacità di mixare e orchestrare diverse intelligenze artificiali”, sottolinea l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, partecipando al World Economic Forum (WEF) 2026, in corso a Davos.
“Il successo delle aziende dipenderà dalla capacità dei leader di ristrutturare i flussi di lavoro e di integrare le conoscenze aziendali nei modelli digitali”, rimarca Nadella.
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Un aspetto centrale: la sovranità di un’azienda
Sul palco del WEF 2026, in un dialogo con il Ceo di BlackRock, Larry Fink, il numero uno di Microsoft rileva: “si parla molto di sovranità dei dati. Ma il tema più importante sarà la sovranità di un’azienda. Se la tua azienda non è in grado di incorporare la sua conoscenza interna ed esclusiva in un modello tecnologico e AI che controlli, allora stai perdendo valore aziendale verso qualche società di modelli esterna”.

Mentre, osserva il manager, “i data center saranno ovunque perché la velocità della luce è un vincolo reale, ma la vera sovranità sta nel controllo dei modelli e del proprio destino di sviluppo tecnologico”.
Il futuro tra 5 o 10 anni secondo Nadella
Gettando lo sguardo ai prossimi 5 o 10 anni, secondo Nadella “vivremo in un mondo multi-modello. Il segreto non sarà usare un solo modello dominante di AI, ma come orchestrarne diversi da integrare, diversificare, utilizzare insieme e in maniera efficiente”.
La proprietà intellettuale di ogni azienda “sarà l’ingegneria del contesto, il context engineering: come usi i vari modelli, chiusi, open source o propri, con i tuoi dati per cambiare la traiettoria di un risultato che ti interessa. Finché le aziende sapranno rispondere a questa domanda, andranno avanti”.
Le ricadute a vantaggio dell’intera collettività
Andranno avanti ciascuna per la propria strada, e le strade da percorrere sono moltissime – dalla manifattura ai trasporti, dalla ricerca scientifica e medica all’automazione –, ma in un contesto complessivo l’obiettivo principale – secondo il Ceo di Microsoft – deve essere “la diffusione globale della tecnologia per generare un surplus economico che migliori settori cruciali come la sanità e l’istruzione”.
Queste possono e potranno essere ricadute concrete, a vantaggio e nell’interesse di tutti, dell’intera collettività, e non solo di chi produce o utilizza direttamente la tecnologia.

Sarà fondamentale la diffusione uniforme dell’AI
Il numero uno del colosso fondato e portato al successo mondiale da Bill Gates prevede: “se riusciamo a piegare la curva della produttività, allora ci sarà surplus ovunque. La diffusione, il più uniforme e omogena possibile, dell’AI e delle nuove tecnologie collegate, è tutto”.
Per incrementare e favorire questa diffusione, “dal lato dell’offerta, i livelli di token per dollaro per watt devono diventare più efficienti. Le ‘fabbriche di token’ saranno diffuse in tutto il mondo, proprio come l’elettricità: serve una rete ubiqua di energia e token che alimenti l’economia digitale e dell’intelligenza artificiale”.
L’abbattimento dei costi dei token tecnologici e l’accesso all’energia a costi e condizioni sostenibili “saranno i motori necessari per una crescita produttiva equa tra nazioni sviluppate e in via di sviluppo”.
Intelligenza artificiale come amplificatore cognitivo o angelo custode
Dal lato della domanda, invece, “ogni azienda deve iniziare a usare l’AI. Steve Jobs chiamava il computer ‘una bicicletta per la mente’; Bill Gates parlava di ‘informazioni a portata di mano’. Ora con l’AI e la Gen AI abbiamo un amplificatore cognitivo o un angelo custode”.

Ad esempio, “un medico può passare più tempo con il paziente perché l’AI si occupa della trascrizione documentale, delle cartelle cliniche e dei codici di fatturazione. Ma la diffusione è correlata a una sola cosa: quanto ampiamente le persone sono istruite nell’usarla, bisogna spingere sia sullo sviluppo tecnologico sia su quello delle skilling individuali”.
Evoluzione e democratizzazione del coding informatico
Altri benefici e vantaggi si stanno concretizzando e si svilupperanno, anche e ad esempio, nel campo del coding: “prendiamo ciò che è successo con l’ingegneria del software. La mia fiducia in questa generazione di AI è nata quando ho visto per la prima volta GitHub Copilot completare il codice. Per tanto tempo abbiamo sognato che uno sviluppatore potesse prevedere la parola o la riga di codice successiva, e improvvisamente ha iniziato a funzionare con questi modelli”.
Da lì, i passi successivi: “poi abbiamo aggiunto la possibilità di usare una sessione di chat per fare domande nel flusso di lavoro del coding. Lo step seguente è stato assegnare all’AI piccoli compiti, in modalità agente; ora abbiamo agenti autonomi completi a cui puoi affidare l’intero progetto di sviluppo, lavorando 24 ore su 24, 7 giorni su 7”.
Tuttavia, fa notare il Ceo di Microsoft, lo sviluppatore di coding “ha ancora molta ‘agenzia umana’. Pensare a queste tecnologie come a qualcosa che vive al di fuori dell’ambito umano non è il modo giusto di vederle. Dal punto di vista tecnico sono potentissime, ma la loro gestione e ottimizzazione è tutt’altra cosa e prospettiva”.







