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Nadella (Microsoft) al WEF 2026: “Come dovrà essere la sovranità tecnologica di un’impresa”



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Si parla spesso di sovranità tecnologica dei Paesi, ma sarà molto importante anche quella delle aziende e di ogni singola impresa. L’amministratore delegato di Microsoft interviene al World Economic Forum di Davos: “vivremo in un mondo multi-modello. La proprietà intellettuale di ogni azienda sarà l’ingegneria del contesto”

Pubblicato il 20 gen 2026

Stefano Casini

giornalista



sovranità tecnologica Nadella WEF
Satya Nadella, CEO di Microsoft

In quest’epoca di forte sviluppo tecnologico – per molti aspetti, polarizzato tra Stati Uniti e Cina, con l’Europa nel ruolo del vaso di coccio schiacciato tra i due colossi –, si parla spesso di sovranità tecnologica dei diversi Paesi.

Ma c’è un altro livello di sovranità da tenere bene in considerazione, e da guardare in prospettiva, quello che riguarda le aziende e ogni singola impresa.

In quest’ottica, la sovranità tecnologica di un’impresa “risiederà nel saldo controllo dei propri dati e nella capacità di mixare e orchestrare diverse intelligenze artificiali”, sottolinea l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella, partecipando al World Economic Forum (WEF) 2026, in corso a Davos.

“Il successo delle aziende dipenderà dalla capacità dei leader di ristrutturare i flussi di lavoro e di integrare le conoscenze aziendali nei modelli digitali”, rimarca Nadella.

Un aspetto centrale: la sovranità di un’azienda

Sul palco del WEF 2026, in un dialogo con il Ceo di BlackRock, Larry Fink, il numero uno di Microsoft rileva: “si parla molto di sovranità dei dati. Ma il tema più importante sarà la sovranità di un’azienda. Se la tua azienda non è in grado di incorporare la sua conoscenza interna ed esclusiva in un modello tecnologico e AI che controlli, allora stai perdendo valore aziendale verso qualche società di modelli esterna”.

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Larry Fink, Ceo di BlackRock, (a sinistra) e l’amministratore delegato di Microsoft, Satya Nadella

Mentre, osserva il manager, “i data center saranno ovunque perché la velocità della luce è un vincolo reale, ma la vera sovranità sta nel controllo dei modelli e del proprio destino di sviluppo tecnologico”.

Il futuro tra 5 o 10 anni secondo Nadella

Gettando lo sguardo ai prossimi 5 o 10 anni, secondo Nadella “vivremo in un mondo multi-modello. Il segreto non sarà usare un solo modello dominante di AI, ma come orchestrarne diversi da integrare, diversificare, utilizzare insieme e in maniera efficiente”.

La proprietà intellettuale di ogni azienda “sarà l’ingegneria del contesto, il context engineering: come usi i vari modelli, chiusi, open source o propri, con i tuoi dati per cambiare la traiettoria di un risultato che ti interessa. Finché le aziende sapranno rispondere a questa domanda, andranno avanti”.

Le ricadute a vantaggio dell’intera collettività

Andranno avanti ciascuna per la propria strada, e le strade da percorrere sono moltissime – dalla manifattura ai trasporti, dalla ricerca scientifica e medica all’automazione –, ma in un contesto complessivo l’obiettivo principale – secondo il Ceo di Microsoft – deve essere “la diffusione globale della tecnologia per generare un surplus economico che migliori settori cruciali come la sanità e l’istruzione”.

Queste possono e potranno essere ricadute concrete, a vantaggio e nell’interesse di tutti, dell’intera collettività, e non solo di chi produce o utilizza direttamente la tecnologia.

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Sarà fondamentale la diffusione uniforme dell’AI

Il numero uno del colosso fondato e portato al successo mondiale da Bill Gates prevede: “se riusciamo a piegare la curva della produttività, allora ci sarà surplus ovunque. La diffusione, il più uniforme e omogena possibile, dell’AI e delle nuove tecnologie collegate, è tutto”.

Per incrementare e favorire questa diffusione, “dal lato dell’offerta, i livelli di token per dollaro per watt devono diventare più efficienti. Le ‘fabbriche di token’ saranno diffuse in tutto il mondo, proprio come l’elettricità: serve una rete ubiqua di energia e token che alimenti l’economia digitale e dell’intelligenza artificiale”.

L’abbattimento dei costi dei token tecnologici e l’accesso all’energia a costi e condizioni sostenibili “saranno i motori necessari per una crescita produttiva equa tra nazioni sviluppate e in via di sviluppo”.

Intelligenza artificiale come amplificatore cognitivo o angelo custode

Dal lato della domanda, invece, “ogni azienda deve iniziare a usare l’AI. Steve Jobs chiamava il computer ‘una bicicletta per la mente’; Bill Gates parlava di ‘informazioni a portata di mano’. Ora con l’AI e la Gen AI abbiamo un amplificatore cognitivo o un angelo custode”.

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Ad esempio, “un medico può passare più tempo con il paziente perché l’AI si occupa della trascrizione documentale, delle cartelle cliniche e dei codici di fatturazione. Ma la diffusione è correlata a una sola cosa: quanto ampiamente le persone sono istruite nell’usarla, bisogna spingere sia sullo sviluppo tecnologico sia su quello delle skilling individuali”.

Evoluzione e democratizzazione del coding informatico

Altri benefici e vantaggi si stanno concretizzando e si svilupperanno, anche e ad esempio, nel campo del coding: “prendiamo ciò che è successo con l’ingegneria del software. La mia fiducia in questa generazione di AI è nata quando ho visto per la prima volta GitHub Copilot completare il codice. Per tanto tempo abbiamo sognato che uno sviluppatore potesse prevedere la parola o la riga di codice successiva, e improvvisamente ha iniziato a funzionare con questi modelli”.

Da lì, i passi successivi: “poi abbiamo aggiunto la possibilità di usare una sessione di chat per fare domande nel flusso di lavoro del coding. Lo step seguente è stato assegnare all’AI piccoli compiti, in modalità agente; ora abbiamo agenti autonomi completi a cui puoi affidare l’intero progetto di sviluppo, lavorando 24 ore su 24, 7 giorni su 7”.

Tuttavia, fa notare il Ceo di Microsoft, lo sviluppatore di coding “ha ancora molta ‘agenzia umana’. Pensare a queste tecnologie come a qualcosa che vive al di fuori dell’ambito umano non è il modo giusto di vederle. Dal punto di vista tecnico sono potentissime, ma la loro gestione e ottimizzazione è tutt’altra cosa e prospettiva”.

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