L’intelligenza artificiale generativa è entrata nel mercato di massa appena tre anni fa. Eppure, entro la fine del 2025, circa il 16% della popolazione mondiale in età lavorativa utilizza ogni mese strumenti di AI generativa. Una crescita rapidissima, che però non si distribuisce in modo uniforme tra Paesi, aree economiche e sistemi politici.
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Come si misura la diffusione dell’AI
Misurare l’adozione dell’AI non è semplice. I ricercatori di Microsoft hanno scelto un approccio indiretto: analizzare la quota di utenti che, tramite dispositivi desktop Microsoft, accedono a strumenti come ChatGPT, Claude, DeepSeek o Gemini. Incrociando questi dati con quote di mercato e utilizzo mobile, hanno stimato l’uso dell’AI tra la popolazione attiva in 147 economie. Le stime sono imperfette, ma permettono confronti internazionali significativi.

I Paesi che guidano l’adozione
In testa alla classifica figurano Emirati Arabi Uniti, Singapore, Norvegia, Irlanda e Francia. Negli Emirati e a Singapore oltre il 60% della popolazione in età lavorativa usa chatbot di AI. Qui i governi hanno promosso attivamente la tecnologia, confermando come Stati piccoli e ricchi tendano a muoversi più velocemente nell’adozione dell’innovazione.
Corea del Sud, il caso più dinamico
Il mercato in più rapida crescita è la Corea del Sud: nella seconda metà dello scorso anno, il numero di utenti attivi è aumentato del 18,5%. A trainare l’interesse sono stati fenomeni virali, come immagini generate dall’AI in stile anime giapponese, e il rapido miglioramento dei modelli nella comprensione della lingua coreana.
La ricchezza non sempre è decisiva
In generale, i Paesi ricchi usano più AI rispetto a quelli poveri, ma il PIL pro capite non spiega tutto. Gli Stati Uniti, nonostante la leadership tecnologica, si collocano solo leggermente sopra la Repubblica Ceca e sotto la Polonia. L’India adotta l’AI più velocemente di quanto suggeriscano i redditi medi, mentre la Cina resta leggermente sotto le attese. Giordania e Vietnam spiccano per entusiasmo relativo verso i modelli linguistici avanzati. Da notare: l’Italia non compare nella Top 20 dei Paesi che stanno adottando più velocemente l’AI.
DeepSeek e la nuova geopolitica dell’AI
I nuovi dati quantificano per la prima volta la diffusione globale di DeepSeek, modello cinese open source che ha sorpreso il mondo eguagliando le prestazioni dei rivali americani. In Africa il suo utilizzo pro capite è da due a quattro volte superiore rispetto ad altre regioni. DeepSeek domina anche nei Paesi dove la tecnologia americana è limitata: Cina, Bielorussia, Cuba, Russia e Iran. L’apertura del modello è apprezzata, ma resta il nodo politico: la censura cinese è integrata nel sistema e impedisce risposte su temi “sensibili”.







