La svolta è di quelle destinate a lasciare il segno e una pietra miliare sulla strada dell’innovazione e dell’evoluzione tecnologica: IBM ha annunciato, in anteprima mondiale, di avere raggiunto l’ambìto ‘vantaggio quantistico’ con tre distinti progetti hi-tech, realizzati ognuno con un partner tecnologico e scientifico diverso.
Uno di questi è Algorithmiq, l’azienda hi-tech con sede a Milano, guidata dalla co-fondatrice e Ceo Sabrina Maniscalco. Gli atri due sono l’Università di Chicago e l’israeliana Qedma.
“Così l’elaborazione quantistica supera per la prima volta quella dei computer tradizionali”, sottolinea Maniscalco, “e Algorithmiq ha dimostrato il vantaggio quantistico in una simulazione di materia eterogenea, attraverso un nuovo framework che garantisce l’affidabilità del calcolo”.
Indice degli argomenti:
Cos’è il vantaggio quantistico
Il vantaggio quantistico è il punto in cui si dimostra che l’informatica quantistica è più veloce, più accurata o più vantaggiosa rispetto a tutti i metodi e gli strumenti computazionali classici per risolvere un problema o un’elaborazione molto complessa, in modo tale da poter essere rigorosamente convalidato.
Significa raggiungere un’efficienza, un rapporto costo-efficacia o una precisione dimostrabilmente superiori rispetto a quanto è possibile ottenere con i soli computer classici. E implica che la correttezza del risultato possa essere verificata in modo scientifico e rigoroso.
Perché il Quantum advantage è importante
Il vantaggio quantistico è importante perché rappresenta il momento in cui un computer quantistico risolve un problema reale meglio di qualsiasi computer classico, non solo in teoria ma nella pratica industriale.
“È il punto in cui il quantum computing smette di essere ricerca e diventa infrastruttura strategica”, rimarca Maniscalco, è una nuova risorsa tecnologica “cruciale perché permette di affrontare problemi di complessità combinatoria o fisica che i supercomputer classici non riescono a risolvere in tempi utili”. Non sostituisce il calcolo classico, ma lo supera in specifici ambiti e problemi critici.
Il progetto realizzato da IBM e Algorithmiq
IBM e Algorithmiq annunciano così un importante traguardo nello sviluppo del quantum computing: una dimostrazione congiunta di quantum advantage nella simulazione di un materiale quantistico eterogeneo, “ottenuta attraverso un nuovo framework che consente di stabilire l’affidabilità dei calcoli quantistici anche in assenza di una verifica classica”, spiega la Ceo e Co-Founder di Algorithmiq.

A otto mesi dalla pubblicazione del problema e dei risultati attraverso il lancio del Quantum Advantage Tracker, “nessun metodo classico è stato in grado di riprodurre in modo affidabile i risultati sull’intero dominio del problema analizzato nello studio”, rimarca Maniscalco.
E sottolinea: “il risultato dimostra che i computer quantistici possono fornire soluzioni affidabili in modo più efficiente, più economico o più accurato rispetto a qualsiasi metodo di calcolo classico oggi disponibile, un obiettivo da tempo considerato una pietra miliare per il settore”.
Il punto di svolta nell’evoluzione del calcolo quantistico
Per una tecnologia esponenziale come il quantum computing, “una dimostrazione verificata e apertamente sottoposta al vaglio della comunità rappresenta il punto di svolta”, indica la co-fondatrice e Ceo di Algorithmiq.
Che sottolinea: “è la prova che la traiettoria di crescita è reale e non soltanto teorica. La dimostrazione del quantum advantage è un processo continuo e non un singolo evento, ma riteniamo che questi risultati rappresentino la nostra evidenza più solida pubblicata finora, e che saranno riconosciuti come una tappa fondamentale nell’evoluzione del calcolo quantistico”.

La simulazione nella materia quantistica eterogenea
I materiali reali, inclusi catalizzatori ed elettroliti per batterie, non sono caratterizzati da un ordine cristallino perfetto, ma da strutture irregolari, interfacce e variazioni locali che influenzano in modo significativo il movimento di informazioni, energia e particelle all’interno del sistema.
Per studiare questi fenomeni, un team guidato dal senior scientist di Algorithmiq, Sergey Filippov, ha sviluppato un modello di materia quantistica eterogenea in cui l’informazione si propaga attraverso regioni con differenti proprietà locali.
Le dinamiche risultanti sono state collocate in un regime sperimentalmente accessibile con l’hardware quantistico attuale, ma non trattabile con le più avanzate tecniche di simulazione classica.
Eseguito su un processore IBM Quantum Heron, “il modello ha consentito di rappresentare efficacemente un materiale quantistico programmabile”, spiegano in Algorithmiq, “le cui interazioni microscopiche possono essere regolate e riconfigurate a piacimento”.

I risultati delle elaborazioni quantistiche
Tutto ciò permette ai ricercatori di controllare il modo in cui l’informazione si propaga, si localizza o interferisce all’interno del sistema, analogamente a quanto avviene nei materiali reali.
I risultati di queste operazioni e simulazioni “hanno mostrato una notevole stabilità delle misurazioni quantistiche, fornendo ulteriori evidenze dell’affidabilità delle soluzioni ottenute”, spiega Maniscalco: “attraverso modelli di rumore ampiamente validati, i ricercatori hanno inoltre dimostrato un percorso verso una verifica autonoma dei risultati attraverso tecniche imparziali di mitigazione degli errori, accompagnate da una quantificazione rigorosa dell’incertezza”.
Un nuovo benchmark aperto alla comunità scientifica
Contestualmente a questo annuncio, Algorithmiq rende disponibile Monoprop, una piattaforma che mette a disposizione della comunità scientifica il proprio metodo classico più avanzato per la simulazione degli stati fondamentali molecolari.
Si tratta delle stesse tecniche utilizzate dall’azienda per verificare e mettere alla prova le affermazioni di quantum advantage, comprese le proprie.
L’obiettivo è consentire a gruppi di ricerca, sia nel campo quantistico sia in quello classico, di sottoporre a rigorosi test futuri risultati di quantum advantage, favorendo un confronto aperto e trasparente basato sull’evidenza scientifica.

Algorithmiq, la Quantum software company ora con base a Milano
Algorithmiq, fondata nel 2020 e oggi con headquarter globale a Milano, è una delle startup europee più avanzate nel Quantum software, specializzata nello sviluppo di algoritmi quantistici per chimica, life sciences e drug discovery.
Non costruisce hardware: utilizza i computer quantistici attuali attraverso un layer software proprietario che permette simulazioni molecolari e chimiche impossibili con i metodi classici.
La sua missione è portare il Quantum nella vita reale, soprattutto nel campo della salute, biotecnologie, chimica dei materiali ed energia, sviluppando algoritmi che integrano: computer quantistici (IBM e altri partner hardware), HPC classico, modelli di AI per simulazioni multiscala.
Il vero vantaggio competitivo nel Quantum
L’obiettivo: accelerare la scoperta di nuovi farmaci, simulare sistemi quantistici complessi e creare nuovi materiali con precisione atomistica.
La Ceo sottolinea che il vero vantaggio competitivo nel Quantum “non è solo nei qubit, ma nel software capace di correggere rumore, orchestrare calcolo ibrido e rendere utili le macchine NISQ”.
Nel 2026 Algorithmiq ha trasferito l’headquarter a Milano, raccolto 18 milioni di euro (round guidato da United Ventures e CDP) e raggiunto 36 milioni di finanziamenti totali, il più grande investimento Venture Capital italiano in una startup quantistica.
La collaborazione come pilastro del Quantum computing
Per avere veramente un vantaggio dalla computazione quantistica serve lavorare insieme.
‘Collaborazione’ significa lavorare con le aziende per sviluppare gli Use case, fare leva sulle startup e sui partner, e collaborare con i grandi centri di ricerca. Non è un gioco da ‘single player’, in cui uno risolve tutto da solo.

Questo ecosistema necessario per lo sviluppo, fondamentale anche in Italia, vede rappresentanti di estrazioni diverse, dai ricercatori universitari alle istituzioni, fino alle startup e alle grandi aziende.
Il progetto sviluppato da IBM e l’Università di Chicago
“IBM e i suoi partner hanno dimostrato il vantaggio quantistico attraverso un calcolo quantistico affidabile”, spiega Jay Gambetta, Director di IBM Research e IBM Fellow, “gli esperimenti dimostrano che il calcolo quantistico supera quello classico e fornisce risultati affidabili”.
Nel progetto sviluppato da IBM in collaborazione con l’Università di Chicago, gli scienziati hanno utilizzato un nuovo metodo di correzione degli errori per codificare 70 qubit logici e risolvere un problema intrattabile per i computer classici.
L’elaborazione quantistica è stata completata in meno di 15 minuti: un compito che richiederebbe quantità irrealistiche di tempo di calcolo tradizionale, anche con i supercomputer più potenti.
Nel nuovo report scientifico intitolato ‘Sampling hard circuits with verifiably high fidelity’ (‘Campionamento di circuiti complessi con fedeltà verificabile elevata’), i ricercatori mostrano che, attraverso una nuova architettura di circuiti quantistici codificati, è possibile una delle più grandi dimostrazioni di calcolo quantistico logico mai realizzate. I circuiti e i relativi risultati sono anche disponibili pubblicamente nel Quantum Advantage Tracker.

IBM e Qedma dimostrano il vantaggio quantistico modellando la fisica oltre i limiti del calcolo classico
Ci sono anche i risultati del terzo progetto per raggiungere il traguardo del Quantum advantage: in questo caso, il software di riduzione degli errori quantistici di Qedma Quantum Computing – azienda israeliana pioniera nel software per la riduzione degli errori quantistici –, eseguito su computer quantistici IBM e validato con le risorse dei supercalcolatori Riken e BlueQubit, ha consentito di risolvere con precisione la dinamica di materiali quantistici riproducibile tramite simulazioni classiche.

Combinando il software avanzato di mitigazione degli errori Qesem di Qedma con i computer quantistici IBM, i ricercatori hanno osservato “dinamiche quantistiche complesse e di lunga durata in sistemi fino a 74 qubit, raggiungendo un regime in cui molte delle migliori metodologie classiche attualmente disponibili non sono state in grado di fornire risposte coerenti e affidabili”, spiega Netanel Lindner, Cto e Co-founder di Qedma.
Le applicazioni industriali del vantaggio quantistico
Il Quantum computing può entrare così nei processi reali di ricerca e sviluppo e di produzione, con applicazioni innanzitutto per:
ottimizzazione industriale (routing, scheduling, supply chain)
simulazione chimica e dei materiali (ad esempio, per farmaceutica, energia)
finanza quantitativa (portfolio optimization, risk modeling)
AI e data science come acceleratore specializzato di elaborazione e calcolo.
Il vantaggio quantistico diventa quindi un vantaggio competitivo: chi lo raggiunge e utilizza prima, può innovare più velocemente.





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