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Logistica: nel Nord Ovest vale 50 miliardi. L’AI accelera la trasformazione del settore



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Il Nord Ovest concentra il 44% del fatturato della logistica conto terzi. Per il 93% delle imprese è attività strategica. Cresce l’adozione dell’intelligenza artificiale: il 30% delle aziende la utilizza già, con benefici concreti su qualità e servizio

Pubblicato il 12 feb 2026



logistica AI

Il Nord Ovest si conferma baricentro della logistica italiana. L’area, che genera il 33% del PIL nazionale e il 38% delle esportazioni, rappresenta il 44% del fatturato della logistica conto terzi, con un valore che nel 2025 si è attestato attorno ai 50 miliardi di euro.

Dopo l’espansione del biennio 2021-2022 e la flessione del 2023 legata alla riduzione delle tariffe di trasporto internazionale, il mercato ha ripreso una crescita moderata. Complessivamente, la logistica incide per circa il 9% sul PIL nazionale. Questi dati sono contenuti nell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet”, Politecnico di Milano (www.osservatori.net).


La logistica diventa leva strategica

La percezione del comparto è profondamente cambiata. Nel Nord Ovest il 93% delle aziende committenti considera la logistica strategica o rilevante per il business: il 61% la definisce attività strategica ad alto impatto, il 32% rilevante.

Cresce anche l’outsourcing: il 71% delle imprese affida all’esterno attività logistiche tradizionali, mentre il 12% estende la collaborazione ad attività a maggior valore aggiunto. Flessibilità (46%), ottimizzazione del rapporto costo/servizio (36%) e riduzione dei rischi (22%) sono i principali benefici riconosciuti ai fornitori.


AI, da sperimentazione a leva operativa

L’elemento più dirompente della trasformazione è l’intelligenza artificiale (AI).

Oggi il 30% delle aziende del Nord Ovest ha adottato soluzioni di AI nella Logistica e nella Supply chain. Tra queste, l’81% dichiara benefici concreti, in particolare nel miglioramento della qualità dei processi e del livello di servizio.

L’adozione si distribuisce tra:

  • 25% focalizzato su singoli processi,
  • 15% su attività trasversali,
  • 13% su entrambe le dimensioni.

Secondo Marco Melacini, direttore scientifico dell’Osservatorio, l’AI sta uscendo dalla fase sperimentale per diventare uno strumento operativo. La sfida non è solo tecnologica: servono dati di qualità, competenze adeguate e integrazione nei modelli organizzativi.

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AI: potenziamento più che sostituzione

I dati mostrano che l’AI viene utilizzata soprattutto per potenziare il lavoro umano, non per sostituirlo.

Solo l’11% delle imprese ha introdotto soluzioni con l’obiettivo di automatizzare attività semplici e ripetitive sostituendo operatori. La quota maggiore (24%) punta invece al rafforzamento delle capacità decisionali e operative delle persone. Nei prossimi tre anni, questa percentuale dovrebbe salire al 34%, contro il 15% orientato alla sostituzione.

Un segnale chiaro: l’AI nella logistica si configura come tecnologia abilitante, capace di aumentare efficienza, resilienza e qualità del servizio.


Innovazione e sostenibilità: doppio driver di sviluppo

Accanto alla digitalizzazione, la sostenibilità rappresenta l’altro grande motore di trasformazione. Il 20% delle aziende considera la transizione green priorità strategica, con interventi che riguardano trasporto, magazzini e packaging.

Negli immobili logistici gli investimenti si concentrano su illuminazione, impiantistica e gestione dei materiali, mentre cresce lo sviluppo di infrastrutture per la mobilità sostenibile interne ai siti.


Un settore chiave per la resilienza industriale

“In un contesto di forte incertezza la logistica è leva centrale per continuità operativa e flessibilità”, sottolinea Paolo Giacobbe dell’Osservatorio. Non più funzione di supporto, ma infrastruttura strategica per la resilienza delle filiere.

Nel Nord Ovest, dove si concentra quasi la metà del fatturato nazionale del comparto, la trasformazione passa sempre più attraverso AI, competenze e collaborazione di filiera. La logistica si conferma così uno degli snodi decisivi per la competitività del sistema produttivo italiano.

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