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Marketing e AI agentica: aspettative alte, risultati ancora limitati secondo i CMO



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Secondo il “CMO Playbook”, quasi il 70% dei responsabili marketing riconosce il potenziale trasformativo dell’AI agentica, ma l’impatto operativo resta contenuto a causa di limiti organizzativi, tecnologici e di governance

Pubblicato il 16 gen 2026



AI marketing

Il marketing sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, sospinta dall’adozione crescente dell’intelligenza artificiale ma frenata da vincoli strutturali che ne limitano l’efficacia. È quanto emerge dal nuovo “CMO Playbook” del Capgemini Research Institute, che analizza il ruolo dei Chief Marketing Officer in un contesto segnato da aspettative elevate, budget ridotti e crescente complessità tecnologica.

Secondo la ricerca, quasi il 70% dei CMO ritiene che l’AI agentica avrà un impatto trasformativo sul marketing, ma questa fiducia non si traduce ancora in risultati misurabili. La distanza tra visione strategica e applicazione concreta resta ampia, soprattutto per effetto di modelli operativi poco integrati e di una governance dell’AI spesso sbilanciata a favore dell’IT.

L’adozione dell’AI cresce, ma l’efficacia resta marginale

Oggi 7 aziende su 10 utilizzano soluzioni di AI generativa nel marketing, dalla creazione di contenuti alla segmentazione dei clienti fino alle campagne digitali. Tuttavia, solo il 7% dei responsabili marketing dichiara con convinzione che l’AI abbia migliorato l’efficacia complessiva delle attività. Questo scarto evidenzia come molte iniziative restino confinate a progetti pilota, senza una reale capacità di scalare lungo l’intera catena del valore.

Uno degli elementi critici riguarda l’automazione dei processi. Solo il 15% dei CMO afferma che le attività a basso valore sono effettivamente automatizzate, mentre la maggioranza dei team continua a operare in modo manuale su compiti ripetitivi. Il risultato è una riduzione del tempo disponibile per attività strategiche come costruzione del brand, innovazione e relazione con i clienti.

Personalizzazione e dati: il nodo irrisolto

Il report mette in luce anche i limiti delle attuali strategie martech e data. Solo il 18% dei responsabili marketing ritiene di personalizzare con successo le interazioni con i clienti grazie ad AI e Gen AI, segnale di una difficoltà diffusa nello sfruttare dati in tempo reale e nel costruire esperienze coerenti e integrate.

Questa debolezza incide direttamente sulla customer experience e sul coinvolgimento, soprattutto in contesti omnicanale dove la frammentazione dei sistemi e dei KPI ostacola una visione unificata del cliente.

CMO sotto pressione tra budget ridotti e minore influenza strategica

Il contesto economico e organizzativo contribuisce a spiegare queste difficoltà. Negli ultimi due anni la spesa marketing è scesa in media al 5% del fatturato aziendale, mentre la quota di CMO coinvolti nelle decisioni strategiche è diminuita dal 70% al 55%. A questo si aggiunge un controllo limitato sui budget martech, con meno del 40% dei CMO che gestisce direttamente questi investimenti.

Non sorprende quindi che il 55% dei progetti di AI in ambito marketing risulti finanziato principalmente dall’IT, riducendo la capacità del marketing di orientare le scelte tecnologiche in funzione degli obiettivi di business e della strategia cliente.

AI agentica: potenziale riconosciuto, ma prudenza diffusa

Le aspettative sull’AI agentica restano elevate. Quasi il 70% dei CMO concorda sul fatto che sistemi autonomi o multi-agente possano trovare applicazione in diversi casi d’uso marketing, ma poche aziende stanno testando soluzioni concrete. Le principali barriere riguardano carenza di competenze, temi di privacy e sicurezza, questioni etiche e scarsa fiducia nelle decisioni autonome dell’AI.

Questi fattori alimentano un approccio prudente, che rallenta il passaggio da sperimentazione a implementazione strutturale.

Collaborazione CMO–CIO e competenze come fattori chiave

Dal report emerge con chiarezza che la collaborazione tra CMO e CIO rappresenta una leva decisiva per ottenere risultati tangibili. L’integrazione delle competenze tecnologiche del CIO con la visione strategica del CMO consente di allineare infrastrutture, dati e obiettivi di marketing, superando i silos organizzativi.

Allo stesso tempo, il 68% dei responsabili marketing ritiene prioritario sviluppare nuove competenze in ambito AI, etica e strategia di business. Senza un investimento mirato sulle skill, l’adozione dell’AI rischia di restare superficiale e frammentata.

Come sottolinea Umberto Larizza, managing director di Capgemini Invent in Italia, i CMO sono chiamati a ridefinire il marketing come motore di un futuro AI-centric, passando da funzione di supporto a driver della customer experience e della crescita aziendale. Questo richiede modelli operativi end-to-end, un approccio più human-centric e una reale integrazione dell’AI lungo tutta la value chain del marketing.

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Analisi

Awareness / Consideration / Decision
Awareness – Consideration

Percentuale di strumenti di AI utilizzata
90%

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