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AI, quasi un lavoratore su due la usa: prevalgono i compiti operativi



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Secondo l’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano, le imprese italiane non registrano ancora effetti occupazionali sistemici, ma molte dovranno riqualificare persone e ripensare processi, ruoli manageriali e modelli organizzativi

Pubblicato il 12 mag 2026



AI lavoro HR innovation

L’intelligenza artificiale è ormai una presenza concreta nel lavoro quotidiano di una quota ampia di occupati italiani. Secondo la ricerca 2026 dell’Osservatorio HR Innovation del Politecnico di Milano, oggi la utilizza il 44% dei lavoratori, dodici punti in più rispetto a un anno fa. La crescita è netta, ma non coincide ancora con una trasformazione profonda del lavoro. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’AI viene trattata come uno strumento operativo: serve a velocizzare attività standard, supportare compiti ripetitivi, facilitare la produzione di contenuti o il recupero di informazioni. Molto più raramente viene impiegata per ripensare responsabilità, servizi, processi o modelli decisionali.

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