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AI e lavoro: Google lancia “AI Works for Italy”, 2 milioni per formare tredicimila universitari italiani



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L’iniziativa amplia anche l’offerta per i lavoratori, con corsi pratici sull’intelligenza artificiale. Il progetto si inserisce in un contesto di crescente domanda di competenze AI e di impatto economico stimato rilevante sul PIL nazionale

Pubblicato il 15 apr 2026



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Google annuncia “AI Works for Italy”, un programma strutturale per diffondere competenze sull’intelligenza artificiale tra studenti e lavoratori. L’iniziativa prevede un investimento di 2 milioni di dollari destinato alla formazione di almeno tredicimila universitari italiani e l’ampliamento dei percorsi dedicati alla forza lavoro già attiva.

Il progetto arriva in una fase in cui la domanda di competenze AI cresce rapidamente nei principali settori economici e si inserisce nella strategia dell’azienda di rafforzare il capitale umano nei Paesi europei. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’adozione tecnologica in crescita economica concreta.

Melissa Ferretti Peretti, vicepresidente e country manager di Google Italia, ha indicato nella formazione la leva principale per valorizzare il potenziale del Paese: “Per trasformare l’immenso potenziale dell’Italia in crescita concreta, dobbiamo puntare sulla sua risorsa più importante: le persone”.


Un investimento mirato sugli studenti universitari

Il cuore dell’iniziativa riguarda il sistema universitario. Attraverso il braccio filantropico Google.org, l’azienda finanzia un programma di formazione rivolto agli studenti prossimi all’ingresso nel mercato del lavoro.

Il progetto si sviluppa in collaborazione con INCO e la no-profit Chance, che hanno già avviato il programma NewFutures:AI in Europa, Medio Oriente e Nord Africa. In Italia, le prime università coinvolte sono Roma Tre, Salerno e Sassari.

Le risorse messe a disposizione permetteranno agli atenei di offrire gratuitamente corsi e strumenti formativi, eliminando una barriera economica che spesso limita l’accesso a competenze avanzate. L’obiettivo quantitativo fissato è la formazione di almeno tredicimila studenti.


I settori dove cresce la domanda di competenze AI

La struttura dei corsi non è generica, ma costruita su un’analisi del mercato del lavoro. INCO ha incrociato dati occupazionali di OCSE e Commissione Europea con interviste a oltre 1.500 datori di lavoro e giovani in cerca di occupazione.

L’analisi, condotta su 31 milioni di annunci di lavoro entry level in Europa e Regno Unito, evidenzia che il 24% delle posizioni richiede già competenze legate all’intelligenza artificiale.

In Italia la quota è leggermente inferiore ma comunque significativa: il 21% di circa 1,4 milioni di annunci esaminati cita competenze AI.

I settori più esposti sono quelli legati ai processi produttivi e alla logistica, seguiti da controllo di gestione e contabilità. Anche ambiti come ICT, marketing e finanza mostrano una crescita sostenuta della domanda.

Questi dati indicano che l’intelligenza artificiale non riguarda solo professioni altamente specializzate, ma sta entrando in ruoli operativi e amministrativi, modificando competenze richieste anche per posizioni di ingresso.


Formazione pratica e orientamento professionale

Il programma NewFutures:AI punta su un approccio applicativo. Gli studenti ricevono formazione tecnica, ma anche strumenti di orientamento e accesso a reti professionali. Questo doppio binario riflette un’esigenza emersa nelle analisi di mercato: non basta conoscere le tecnologie, serve saperle applicare in contesti lavorativi reali.

L’iniziativa prevede anche il coinvolgimento diretto delle università, che potranno adattare i contenuti alle esigenze dei diversi corsi di laurea. Il modello mira a integrare l’AI nei percorsi formativi esistenti, evitando di relegarla a una disciplina separata.


Nuovi corsi per i lavoratori

Accanto agli studenti, il progetto si rivolge alla forza lavoro già attiva. Google ha annunciato il lancio del corso intensivo “Google AI Professional”, progettato per favorire l’uso quotidiano degli strumenti di intelligenza artificiale.

Il programma si basa su esercitazioni pratiche legate a scenari reali: gestione dei dati, automazione di processi, supporto alle decisioni. L’obiettivo è rendere l’AI uno strumento operativo, non solo teorico.

Gli iscritti potranno accedere gratuitamente per 90 giorni a Google AI Pro, che include funzionalità avanzate di strumenti come Gemini.

Il corso sarà disponibile senza costi aggiuntivi per chi ha già accesso ai programmi formativi dell’azienda tramite università, imprese o associazioni, ospitati sulla piattaforma Coursera.


Il tema dell’alfabetizzazione AI

Una ricerca condotta da Ipsos indica che l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale è diventata una competenza di base. Con questo termine si intende la capacità di comprendere il funzionamento delle tecnologie, valutarne l’impatto e utilizzarle in modo consapevole.

Il dato segnala un cambiamento nella natura delle competenze richieste: non si tratta solo di sviluppare software o modelli, ma di integrare strumenti AI nei processi quotidiani di lavoro.

Questa trasformazione riguarda una platea ampia di professionisti, dai ruoli amministrativi a quelli operativi. La formazione proposta da Google punta a colmare proprio questo divario, fornendo competenze trasversali.


Impatto economico atteso

L’iniziativa arriva mentre diverse analisi stimano un impatto significativo dell’intelligenza artificiale sull’economia italiana. Secondo valutazioni citate da Google, un’adozione diffusa dell’AI potrebbe generare un incremento del PIL compreso tra 150 e 170 miliardi di euro all’anno nel prossimo decennio.

A livello europeo, la stima raggiunge circa 1.200 miliardi di euro. Si tratta di proiezioni che dipendono da variabili come investimenti, regolamentazione e capacità di adozione da parte delle imprese.

Il legame tra formazione e crescita economica è diretto: senza competenze adeguate, le tecnologie restano sottoutilizzate. In questo senso, programmi come “AI Works for Italy” puntano a ridurre il divario tra disponibilità tecnologica e capacità di utilizzo.


Il percorso già avviato da Google in Italia

L’iniziativa si inserisce in una strategia avviata negli anni precedenti. Dal 2020, Google dichiara di aver formato oltre un milione di persone in Italia su competenze digitali e legate all’intelligenza artificiale.

Questi programmi hanno coinvolto studenti, lavoratori e piccole imprese, con corsi spesso gratuiti o finanziati. “AI Works for Italy” rappresenta un’evoluzione di questo percorso, con un focus più specifico sull’AI e un coordinamento più strutturato tra università e mercato del lavoro.


Il ruolo delle università

Il coinvolgimento diretto degli atenei rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. Le università non sono solo destinatari dei fondi, ma attori nella progettazione dei percorsi formativi.

Le prime adesioni – Roma Tre, Salerno e Sassari – indicano un interesse distribuito sul territorio. Il programma resta aperto ad altri atenei, che potranno aderire verificando i requisiti di idoneità.

Questa collaborazione risponde a una criticità spesso segnalata dalle imprese: la distanza tra formazione accademica e competenze richieste dal mercato. L’integrazione dell’AI nei curricula mira a ridurre questo scarto.


Opportunità e limiti dell’iniziativa

Sul piano dei fatti, l’investimento di 2 milioni di dollari rappresenta una cifra contenuta rispetto alle dimensioni del sistema universitario italiano. Tuttavia, il valore dell’iniziativa non risiede solo nelle risorse economiche, ma nella struttura del programma e nelle partnership attivate.

Dal lato delle opportunità, il progetto contribuisce a diffondere competenze in una fase in cui la domanda è in crescita. L’accesso gratuito ai corsi può ampliare la platea dei beneficiari.

Restano alcune variabili aperte: la capacità delle università di integrare stabilmente i contenuti nei propri percorsi, l’effettivo coinvolgimento delle imprese e la continuità degli investimenti nel tempo.


Un passaggio nella trasformazione del lavoro

L’intelligenza artificiale sta modificando l’organizzazione del lavoro, introducendo nuove competenze e ridefinendo quelle esistenti. I dati sugli annunci di lavoro indicano che il cambiamento è già in atto, anche per le posizioni di ingresso.

In questo quadro, la formazione diventa un elemento determinante per evitare squilibri tra domanda e offerta di lavoro. L’iniziativa di Google si colloca in questo passaggio, con l’obiettivo di accelerare l’adozione dell’AI attraverso lo sviluppo delle competenze.

La portata reale del progetto dipenderà dalla sua capacità di integrarsi con il sistema educativo e produttivo italiano. Il nodo resta lo stesso: trasformare la disponibilità di tecnologie in competenze diffuse e, di conseguenza, in crescita economica misurabile.

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