Il 2026 si profila come un anno chiave per la compliance digitale. È il momento in cui le politiche europee sul digitale entrano pienamente nella fase applicativa, imponendo obblighi concreti a migliaia di imprese. Per supportare le aziende in questo passaggio critico, il centro di innovazione digitale Cefriel ha realizzato una guida dedicata a sei normative UE che ridisegneranno il modo di operare, innovare e competere sul mercato.
Il biennio 2026-2027 rappresenta infatti una svolta: le regole approvate tra il 2023 e il 2024 passano dalla teoria alla pratica, con scadenze già operative a partire da gennaio 2026.
Indice degli argomenti:
Le sei normative che cambiano il digitale europeo
Le nuove disposizioni europee coprono un ampio spettro di ambiti strategici. Dalla Direttiva NIS 2 sulla cybersecurity al regolamento sull’intelligenza artificiale (AI Act), dal Digital Operational Resilience Act (DORA) per il settore finanziario al Cyber Resilience Act (CRA) per i prodotti digitali. A queste si aggiungono il nuovo Regolamento Macchine e il Data Act, dedicato ai dati generati da dispositivi connessi.
Un insieme normativo che coinvolge trasversalmente industria manifatturiera, servizi finanziari, healthcare, tecnologia, telecomunicazioni, pubblica amministrazione e supply chain.
“La compliance può diventare un’opportunità di valore”
Secondo Cefriel, l’adeguamento non va letto solo come un vincolo.
“L’Unione Europea sta creando le condizioni per dare vita ad una vera economia dei dati e delle interconessioni digitali. Le imprese italiane ed europee – afferma Alessandro De Biasio, CEO di Cefriel – si troveranno ad affrontare un insieme di obblighi complessi, tra loro collegati e caratterizzati da scadenze ravvicinate”.
Proprio per questo, spiega De Biasio, Cefriel ha scelto di sintetizzare le principali scadenze in una timeline dedicata al 2026 e agli anni successivi: “Se affrontata in modo corretto, la compliance normativa può diventare concreta occasione di innovazione e di creazione di valore”.
Un impatto trasversale su migliaia di aziende italiane
Le sei normative analizzate dalla guida coinvolgono migliaia di imprese. La Direttiva NIS 2, ad esempio, introduce requisiti stringenti di cybersecurity per oltre 20mila aziende italiane in 18 settori critici, con obblighi di notifica degli incidenti già da gennaio 2026 e adozione completa delle misure entro ottobre dello stesso anno.
Il Cyber Resilience Act ridefinisce invece le responsabilità di produttori, importatori e distributori di prodotti digitali, imponendo la sicurezza by design e una gestione continua delle vulnerabilità, con piena applicazione da dicembre 2027.
Dall’AI Act al Data Act: le scadenze da conoscere
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, l’AI Act introduce una classificazione dei sistemi in base al livello di rischio, con obblighi stringenti per quelli ad alto rischio, la cui piena applicazione è prevista ad agosto 2026.

Il DORA stabilisce un framework unitario per la resilienza operativa digitale del settore finanziario, mentre il nuovo Regolamento Macchine aggiorna i requisiti di sicurezza per industria 4.0 e robotica collaborativa, con obbligo di conformità da gennaio 2027.
Il Data Act, già in vigore da settembre 2025, introduce infine da settembre 2026 l’obbligo di accesso semplificato e gratuito ai dati generati dai prodotti connessi per utenti e terze parti autorizzate.
Una guida operativa per non farsi trovare impreparati
La guida Cefriel nasce come strumento pratico. Per ciascuna normativa risponde alle domande chiave che ogni impresa deve porsi: a chi si rivolge, quali obblighi introduce, quali sono le scadenze e quali rischi comporta la non conformità.
L’approccio è multidisciplinare: non solo tecnico-normativo, ma anche strategico. L’obiettivo è aiutare le aziende a usare la compliance come leva per rafforzare la resilienza digitale, proteggere il valore dei dati e costruire un vantaggio competitivo sostenibile.
I rischi della non conformità
Ignorare o sottovalutare le nuove regole può avere conseguenze pesanti. Le sanzioni possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale per violazioni dell’AI Act. La NIS 2 introduce anche responsabilità personali per gli amministratori, mentre la non conformità a CRA o Regolamento Macchine può impedire la commercializzazione dei prodotti nel mercato europeo.
Per le entità finanziarie, il mancato rispetto del DORA può portare alla sospensione delle attività. A tutto questo si sommano danni reputazionali, esclusione da appalti pubblici e perdita di competitività in mercati sempre più orientati alla sicurezza e alla trasparenza digitale.
La guida completa con la timeline delle scadenze è disponibile sul sito Cefriel: 2026, anno della compliance digitale: la guida Cefriel per orientarsi tra le nuove normative UE – Cefriel







