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Alibaba annuncia Qwen3.8 Max preview, ma gli sviluppatori aspettano i benchmark



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Alibaba ha presentato un nuovo modello di intelligenza artificiale da 2,4 trilioni di parametri in modalità open weight, definito dal gruppo “secondo solo a Claude Fable 5 di Anthropic”. Al momento, però, non ci sono valutazioni indipendenti. L’annuncio arriva dal World Artificial Intelligence Conference di Shanghai e rilancia la concorrenza cinese

Pubblicato il 20 lug 2026



Alibaba annuncia Qwen3.8 Max preview, ma gli sviluppatori aspettano i benchmark
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Alibaba ha scelto la vetrina della World Artificial Intelligence Conference di Shanghai per mostrare Qwen3.8 Max, la nuova versione di punta della famiglia Qwen. Il gruppo di Hangzhou sostiene che il modello, nella versione preview, abbia 2,4 trilioni di parametri e che si collochi appena dietro Claude Fable 5 di Anthropic tra i modelli oggi disponibili. La società ha anche annunciato l’intenzione di rilasciarlo a breve in modalità open-weight, cioè con pesi scaricabili e modificabili dagli sviluppatori. La mossa segnala due cose: la velocità con cui i gruppi cinesi stanno avanzando nei modelli di frontiera e la scelta di competere non solo sui servizi cloud, ma anche sull’ecosistema software costruito attorno ai modelli.

Il punto più delicato riguarda il confronto con Anthropic. Alibaba presenta Qwen3.8 Max come uno dei modelli più potenti oggi disponibili e lo colloca dietro Fable 5, il sistema di fascia più alta della società statunitense. Anthropic, dal canto suo, descrive Fable 5 come il proprio modello più capace per coding, ricerca e lavoro multi-step di lunga durata. Ma, allo stato attuale, il primato rivendicato da Alibaba resta una dichiarazione aziendale: non sono ancora emersi benchmark pubblici completi, model card dettagliate o valutazioni indipendenti sufficienti a certificare in modo definitivo il posizionamento del nuovo modello cinese.

Che cosa sappiamo davvero di Qwen3.8 Max

I fatti verificati sono questi. Alibaba ha reso disponibile una preview di Qwen3.8 Max sulle proprie piattaforme per sviluppatori e cloud. Secondo l’azienda, il nuovo modello dovrebbe comparire su Alibaba Cloud Model Studio tra i sistemi più recenti accessibili agli utenti enterprise e agli sviluppatori, ma al momento in cui scriviamo non ve n’è traccia, l’ultimo modello è il 3.7 Max.

Il gruppo continua a espandere la linea Qwen, già usata come perno della sua strategia sull’AI generativa, che comprende chatbot, strumenti di coding e servizi per aziende costruiti sull’infrastruttura cloud del gruppo.

Sui parametri, Alibaba parla di 2,4 trilioni. Il dato, da solo, non basta a definire il valore industriale di un modello, ma resta un indicatore che il mercato segue con attenzione perché dà una misura della scala del progetto. In modo molto semplificato, i parametri rappresentano il numero di pesi che il modello usa per apprendere e generare output. Più grande non significa automaticamente migliore, perché contano architettura, qualità dei dati, addestramento, inferenza e capacità di usare strumenti esterni.

Però il numero segnala investimenti computazionali e ambizione tecnologica. Ed è questo che gli investitori stanno leggendo nell’annuncio di Alibaba: non un aggiornamento di routine, ma l’ingresso in una fascia di competizione più alta.

La scelta dell’open-weight è altrettanto rilevante. Mettere a disposizione i pesi del modello, pur con eventuali condizioni di licenza, significa favorire il riuso da parte di sviluppatori, startup e imprese che vogliono adattare il sistema a casi d’uso specifici. È una strategia che i gruppi cinesi stanno usando con continuità per guadagnare quote di attenzione, comunità di sviluppo e presenza nelle applicazioni aziendali. In questa corsa, non conta solo chi ha il modello più performante; conta anche chi riesce a farlo diventare standard di fatto in una filiera di prodotti, plugin, agenti software e servizi cloud.

La pressione arriva da Moonshot e dagli altri rivali cinesi

L’annuncio di Alibaba non arriva in un vuoto competitivo. Pochi giorni prima, Moonshot AI ha lanciato Kimi K3, presentato come modello da 2,8 trilioni di parametri e descritto dalla società come il più grande open-weight al mondo. Secondo le informazioni diffuse da Moonshot e riprese da più testate, Kimi K3 dispone di una finestra di contesto da un milione di token, è orientato a coding, ragionamento e lavoro agentico, e dovrebbe vedere il rilascio completo dei pesi il 27 luglio 2026. La domanda è stata così alta che Moonshot ha sospeso temporaneamente le nuove sottoscrizioni per proteggere la capacità di calcolo disponibile.

Kimi K3

Questo spiega il tempismo di Alibaba. Qwen3.8 Max è stato presentato nel pieno di una settimana in cui l’attenzione dell’industria era già concentrata sulla nuova ondata di modelli cinesi. La concorrenza non si gioca più solo con i nomi storici di Pechino e Shenzhen, ma con un gruppo più ampio di società che includono Moonshot, Z.ai e MiniMax.

Nel caso di Z.ai, la nuova versione GLM-5.2 viene proposta come modello forte nei compiti di coding a più passaggi e nei task lunghi. Alcune schede pubbliche e la documentazione del gruppo mostrano prestazioni in crescita rispetto alle versioni precedenti, pur senza collocarlo stabilmente al vertice assoluto della classifica globale.

Il mercato azionario ha reagito in modo immediato. A Hong Kong il titolo Alibaba ha guadagnato oltre il 5% nella seduta successiva al lancio, battendo l’indice Hang Seng Tech. La reazione opposta si è vista su titoli legati ai concorrenti: secondo le ricostruzioni di mercato, Z.ai e MiniMax hanno accusato cali significativi dopo le uscite dei rivali. Per gli investitori il messaggio è chiaro: nella corsa ai large language model la leadership è mobile, e ogni annuncio può spostare aspettative su raccolta clienti, pricing e domanda di capacità cloud.

La Cina prova a chiudere il divario con gli Stati Uniti

Sul piano industriale, il caso Alibaba dice molto sul nuovo equilibrio dell’AI. Per mesi la narrativa dominante è stata quella di un vantaggio quasi inattaccabile dei gruppi statunitensi, sostenuti da un accesso privilegiato a chip avanzati, capitali e infrastrutture cloud globali. Quel vantaggio resta, ma il margine si è ristretto. La velocità con cui le aziende cinesi stanno rilasciando modelli di grandi dimensioni, spesso con formule open-weight, mostra che la competizione non si è fermata davanti ai vincoli commerciali e alle restrizioni sull’export di chip imposte dagli Stati Uniti.

Il confronto con Anthropic rende questa dinamica ancora più visibile. A giugno Anthropic ha lanciato Claude Fable 5 e Claude Mythos 5, presentandoli come sistemi di frontiera per compiti complessi, coding e autonomia prolungata. Pochi giorni dopo, la stessa società ha spiegato che il governo statunitense aveva imposto controlli all’export sui nuovi modelli, con una successiva riapertura globale annunciata dal 30 giugno e piena disponibilità dal 1° luglio. Questa sequenza mostra quanto la geopolitica sia ormai intrecciata alla competizione industriale: i modelli non sono più soltanto prodotti software, ma asset strategici osservati da governi, regolatori e mercati finanziari.

Per la Cina il vantaggio dell’open-weight ha anche una funzione pratica. Rilasciare pesi e strumenti permette di costruire comunità di sviluppatori locali, ampliare i casi d’uso enterprise e ridurre la dipendenza da ecosistemi software stranieri. Non è un caso che Moonshot e Alibaba insistano su piattaforme proprie, API, ambienti di sviluppo e strumenti dedicati al coding. In questo modello di business il valore non nasce solo dalla vendita di token o abbonamenti, ma dalla capacità di attirare aziende verso un’intera pila tecnologica: modello, cloud, strumenti di orchestrazione, agenti e integrazioni applicative.

Perché la finanza guarda ai modelli come a infrastrutture

Addestrare modelli da trilioni di parametri richiede capitali enormi, accesso a data center, continuità di fornitura hardware e una base di clienti capace di trasformare la spesa in ricavi ricorrenti. È qui che Alibaba parte con un vantaggio specifico rispetto a molte startup: possiede già un grande business cloud, una presenza capillare nell’e-commerce e una rete di clienti enterprise in Asia. Qwen, in questa cornice, non è un progetto isolato ma una leva per vendere più infrastruttura, più servizi e più software ad alto margine.

Le startup, però, stanno dimostrando che la scala non basta. Moonshot ha ottenuto un’attenzione globale che fino a pochi mesi fa sembrava riservata quasi solo ai laboratori statunitensi. Le indiscrezioni raccolte oggi da CoinDesk parlano di una possibile spinta verso una quotazione a Hong Kong, in un contesto in cui il successo di Kimi avrebbe rafforzato crescita dei ricavi e appetito degli investitori. Sono informazioni da trattare con cautela, perché si tratta di ricostruzioni giornalistiche e non di documenti ufficiali di quotazione, ma indicano la direzione del mercato: l’AI cinese non si muove più soltanto nel perimetro della ricerca, si sta trasformando in una storia finanziaria di primo piano.

La conseguenza probabile è una concentrazione del settore. La competizione finirà per lasciare in piedi solo un numero ristretto di sviluppatori di large language model capaci di finanziare modelli di frontiera. È una lettura credibile: i costi di training, valutazione, sicurezza e distribuzione sono tali da favorire gruppi con accesso continuo a capitale e ricavi infrastrutturali. Questo non esclude la nascita di nuovi campioni, ma alza molto la soglia d’ingresso.

Il punto aperto: prestazioni reali o corsa agli annunci

La vera verifica per Alibaba arriverà nelle prossime settimane. Finché Qwen3.8 Max resta in preview e senza una documentazione pubblica completa, il mercato può misurare solo in parte la distanza dai rivali. Gli sviluppatori vorranno capire costi di inferenza, velocità, stabilità, capacità multimodali, qualità nel coding e resa nei compiti lunghi. Le aziende guarderanno invece alla possibilità di personalizzare il modello, alla compatibilità con gli stack software esistenti e al rapporto tra costo e prestazioni rispetto ai sistemi statunitensi.

Per ora Alibaba ha ottenuto il primo obiettivo: riportare il proprio nome al centro della conversazione globale sull’AI. Ma la fase che si apre è più severa di quella degli slogan. Se l’open-weight arriverà davvero in tempi rapidi e se le prove indipendenti confermeranno almeno una parte delle promesse, Qwen3.8 Max potrà rafforzare la posizione del gruppo nel cloud e nell’AI enterprise. Se invece il divario tra marketing e prestazioni reali dovesse allargarsi, il vantaggio passerà in fretta a chi offre strumenti più affidabili e meno costosi. In un mercato che cambia settimana dopo settimana, il valore non sta più nel solo annuncio. Sta nella capacità di trasformare un modello in infrastruttura, ricavi e potere industriale.

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