Il report “Accelerate complex tasks with AI PCs featuring AMD Ryzen processors”, pubblicato in forma revisionata nell’ottobre 2025, parte da un’ipotesi semplice: capire quanto possano incidere le funzioni AI integrate in un notebook su attività tipiche di chi coordina progetti, analizza informazioni e tiene insieme email, ticket, riunioni e documenti.
Il lavoro è firmato da Principled Technologies ed è stato commissionato da AMD; i test, precisa la documentazione tecnica, si sono conclusi il 19 settembre 2025 e riflettono configurazioni definite entro quella data.
Le prove hanno coinvolto due portatili business:
- HP EliteBook X G1a 14 AI con AMD Ryzen AI 9 HX PRO 375
- Dell Pro 14 Plus con AMD Ryzen AI 7 PRO 350.
I due sistemi appartengono alla famiglia Ryzen AI PRO 300 Series, che AMD colloca nel segmento dei PC commerciali per carichi AI locali e per la classe Copilot+ PC, con oltre 50 NPU TOPS dichiarati per la linea.
Indice degli argomenti:
Le sei attività messe alla prova
Il test prende in esame sei attività concrete:
- riassunto di una catena email,
- presa di note in Teams,
- creazione di un diagramma di Gantt in Excel,
- sintesi dei commenti in un ticket Jira,
- generazione di un piano di progetto
- stesura di una email formale.
In base al report, il confronto avviene sempre tra un flusso con strumenti AI e uno manuale tradizionale.

Sul riassunto delle email, il guadagno è tra i più marcati: il tempo passa da 16:28 a 2:05 sul notebook HP e da 16:59 a 2:18 sul Dell.
Per la sintesi dei commenti in Jira il passaggio è da 11:58 a 2:53 su HP e da 11:36 a 3:11 su Dell. La prova sulla email formale è quella con il taglio più netto: da 15:18 a 0:52 sul sistema HP e da 15:41 a 1:03 su quello Dell, pari a una riduzione che il report quantifica fino al 93,8%.
Anche la creazione di un diagramma di Gantt mostra un divario rilevante: 8:03 contro 2:20 su HP e 9:17 contro 2:20 su Dell.
La generazione di un project plan con un modello locale eseguito in LM Studio scende da 30:14 a 12:06 sul notebook HP e da 30:14 a 13:10 sul Dell. Più contenuta, invece, la forbice sulle note in Teams: qui il vantaggio resta di circa 40 secondi, con una riduzione media indicata nel 6,5%.
Il quadro complessivo: da oltre un’ora e mezza a circa mezz’ora
Se si sommano le sei prove una sola volta, il report stima un passaggio da 1 ora 32 minuti e 12 secondi a 29 minuti e 43 secondi sul sistema HP, e da 1 ora 33 minuti e 51 secondi a 31 minuti e 29 secondi sul Dell. Nel documento questo risultato viene sintetizzato in una riduzione complessiva del 67,1%.
La proiezione settimanale è il dato che AMD e Principled Technologies mettono più in evidenza. Ipotesi alla mano, Bryce — figura tipo costruita nel report come project coordinator — arriverebbe da circa 21 ore e 53 minuti settimanali dedicate a queste attività a circa 5 ore e 16 minuti di media, con un risparmio superiore a 16 ore.
La frequenza ipotizzata è questa:
- quattro riassunti email al giorno,
- quattro sessioni di note Teams al giorno,
- due sintesi Jira al giorno,
- otto email al giorno,
- un Gantt a settimana
- un piano di progetto a settimana.
Il tema burnout entra nel racconto, ma il cuore resta la produttività
Il report collega questi guadagni di tempo anche al tema del burnout. A supporto richiama una ricerca isolved del 2024, secondo cui il 79% dei dipendenti full time statunitensi ha sperimentato forme di esaurimento nell’ultimo anno; il 53% ha segnalato un calo dell’engagement e il 36% un impatto diretto sulla produttività.
È un richiamo utile sul piano narrativo, anche se il centro del lavoro resta un benchmark di produttività su attività circoscritte.
I limiti metodologici da non ignorare
La parte più interessante, per chi legge il documento in chiave aziendale, sta nei dettagli della metodologia. Nel caso del Gantt in Excel, il report precisa che i tester del percorso manuale non avevano mai creato prima un diagramma di Gantt e hanno fatto affidamento su menu contestuali, documentazione di supporto e fonti esterne. È un elemento che può ampliare il vantaggio attribuito all’assistente AI rispetto a un utente già esperto.
Anche la prova sulle note in Teams non confronta due persone reali in condizioni perfettamente simmetriche: nel percorso senza AI viene eseguito uno script che simula la presa di appunti e una successiva pulizia del testo, mentre nel percorso con AI parte Recap e poi entra Copilot per il riassunto.
Il risultato resta utile come indicazione di scenario, ma non equivale a una misura universale valida per ogni team e per ogni flusso operativo. 
C’è poi un altro punto da tenere presente. Le stime settimanali non nascono da dati osservati su una popolazione ampia di lavoratori, ma da frequenze definite dal team di project management di Principled Technologies sulla base della propria esperienza.
In più, la stessa documentazione tecnica chiarisce che i risultati riflettono configurazioni software e hardware ferme al 19 settembre 2025 e che potrebbero non coincidere con le versioni più aggiornate disponibili in seguito.

Che cosa resta davvero del test
Tolta la componente promozionale, il report mette a fuoco un punto concreto: nei flussi d’ufficio più ripetitivi e documentali, l’AI locale e gli assistenti integrati possono comprimere tempi che spesso si disperdono tra microattività a basso valore, come riassunti, formalizzazione di testi, sintesi di thread e riorganizzazione di ticket. È una fotografia utile soprattutto per ruoli di project management, business analysis e coordinamento operativo. 
Il dato, però, non va letto come una misura generale della produttività di tutti gli AI PC o di tutti i notebook con processori AMD. Più correttamente, descrive il comportamento di due configurazioni specifiche, in sei casi d’uso specifici, con strumenti come Microsoft Copilot, Atlassian Intelligence e un modello locale in LM Studio, dentro una prova costruita da un laboratorio indipendente ma finanziata dal produttore del chip. È un materiale utile per orientare una valutazione interna, meno per trarre conclusioni assolute sul mercato.





