Accelerare la Frontier Transformation, la trasformazione della frontiera tecnologica e dell’intelligenza artificiale.
È l’obiettivo della nuova strategia mondiale di Microsoft nel diffondere urbi et orbi le soluzioni AI per le imprese. L’ha illustrata Judson Althoff, Ceo di Microsoft Commercial Business, in occasione del Microsoft AI Tour 2026, che tocca oltre 40 città nel mondo e che nei giorni scorsi ha fatto tappa a Milano.
“Per realizzare la Frontier Transformation, puntiamo a collaborare con le aziende italiane per passare da un focus sull’efficienza a un approccio più strategico e integrato, dove l’AI diventa partner di creatività, innovazione e crescita”, indica Althoff.
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Concentrarsi sulla sostanza e su applicazioni con impatto reale
Oggi l’intelligenza artificiale non risponde solo a domande, ma compie azioni per noi, diventando sempre più agentica all’interno delle aziende. La sfida “è restare al passo con l’evoluzione tecnologica eliminando il rumore di fondo per concentrarsi sulla sostanza e su applicazioni con impatto reale, gestite in modo sicuro e governabile”.
Secondo i dati dell’AI Skills 4 Agents Observatory 2026 di Teha Group, in collaborazione con Microsoft e Avanade, un’adozione pervasiva dell’AI può generare un incremento annuale del PIL italiano del 18% al 2040, un valore aggiunto pari a 336 miliardi di euro all’anno, con un impatto trasversale su tutti i settori, in primis sul manifatturiero.
L’AI non è solo maggiore efficienza operativa
Se quasi il 90% delle grandi aziende italiane fa uso di AI (+5% in un anno), il focus è ancora principalmente legato all’efficienza. Anche l’AI agentica viene soprattutto vista come strumento di produttività, e la percentuale delle realtà italiane che la reputa motore di trasformazione del business è ancora limitata al 27%.
Inoltre, l’AI agentica si sta diffondendo a un ritmo più lento e il 55% delle aziende la considera un salto tecnologico che richiede ancora preparazione. I principali ostacoli sono cultura e competenze (70% dei casi), ma anche l’integrazione con i processi aziendali esistenti (47%).
Fa innovazione chi non ha paura di ‘sporcarsi le mani’
L’innovazione si crea e si sviluppa “quando le aziende si mettono in discussione e non hanno paura di ‘sporcarsi le mani’, unendo tecnologia, know-how aziendale, dati e persone, che restano centrali nella nostra visione”, rileva il Ceo di Microsoft Commercial Business.
In questo scenario, il concetto di ‘trasformazione di frontiera’ si basa sulla convinzione che “l’AI debba fare di più per la società e l’umanità. Se i primi anni di adozione si sono concentrati su produttività ed efficienza – ad esempio, come risparmiare denaro –, alimentando le paure sui posti di lavoro, la trasformazione di frontiera riguarda qualcosa di più: reinventare completamente il business sulla promessa della crescita”.

Riguarda “lo sblocco della creatività, dell’innovazione e la democratizzazione dell’intelligenza, mettendo le capacità nelle mani di molti. Vogliamo assicurarci che l’AI faccia ciò che ci aspettiamo: servire la società”.
‘Come’ farlo, come arrivarci
Per quanto riguarda il ‘come’ farlo, come arrivarci, “vediamo tre tratti nelle aziende di successo: l’AI deve contribuire nel flusso di lavoro, non deve essere un semplice copia-incolla in una chat; bisogna abbracciare l’innovazione democratica, Low-code, mettendo gli strumenti in mano a chi è vicino ai problemi; e infine conta l’osservabilità per governare, mettere in sicurezza e visualizzare ciò che l’AI sta facendo”.
Tutto questo percorso di sviluppo e innovazione dell’AI, all’interno delle imprese e più in generale all’interno della società, “si riduce a due elementi fondamentali: intelligenza e fiducia. Molti pensano che le cose più importanti siano i modelli o il silicio, i chip, ma io ribatto: le cose più importanti sono la vostra intelligenza amplificata dall’AI e una base fiduciaria per proteggere le vostre idee e la proprietà intellettuale”.
E questo perché “i modelli stanno diventando una commodity, così come i microchip. Ciò che crea valore unico è avere una piattaforma di intelligenza e fiducia”.

La collaborazione con Anthropic e lo sviluppo di Copilot Cowork
Tra le varie novità tecnologiche a supporto della Frontier Transformation, “la ‘Wave 3’, la terza fase, di Microsoft 365 Copilot rappresenta una nuova tappa nell’evoluzione dell’assistente AI, che ora sfrutta le potenzialità della componente WorkIQ per integrare avanzate capacità agentiche e automatizzare anche i flussi di lavoro più complessi”, rimarca Althoff.
Questa terza fase introduce esperienze agentiche estese all’interno delle principali applicazioni, come Word, Excel, PowerPoint e Outlook. Anche l’esperienza su Copilot Chat viene potenziata, permettendo agli utenti di creare agenti personalizzati.

Inoltre, con la Wave 3 e il programma Frontier, “sarà possibile utilizzare anche Claude di Anthropic in Copilot Chat, accanto ai più recenti modelli OpenAI”, spiega il Ceo di Microsoft Commercial Business: “molto rilevante anche il debutto di Copilot Cowork, attualmente in anteprima di ricerca, che nasce dalla collaborazione con Anthropic e porta la tecnologia Claude Cowork in Microsoft 365 Copilot. Ciò consente di organizzare in modo più efficiente attività complesse, come la preparazione completa di una riunione del team di lavoro”.
La Microsoft AI Skills Alliance per la formazione
In questi giorni sono stati annunciati aggiornamenti anche sulla Microsoft AI Skills Alliance, che riunisce 36 organizzazioni e 12 partner tecnici per sostenere la formazione digitale dei lavoratori.
L’alleanza si arricchisce di webinar e contenuti on-demand per aiutare professionisti in cinque aree strategiche: risorse umane, amministrazione e finanza, vendite, marketing e comunicazione. L’iniziativa fa parte di Microsoft Elevate, il programma globale che punta a formare 20 milioni di persone nel mondo, di cui 400mila in Italia, nei prossimi due anni.








