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Droni: mercato in crescita. La sfida è trasformare i test in servizi



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Il mercato italiano dei droni raggiunge 168 milioni di euro nel 2025 (+5%), ma rallenta la crescita. L’intelligenza artificiale guida innovazione e nuovi servizi, mentre aumentano imprese e consenso sociale, soprattutto per usi sanitari. Restano centrali le sperimentazioni: solo il 15% dei progetti internazionali è pienamente operativo

Pubblicato il 24 feb 2026



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Nel 2025 il mercato professionale dei droni e della mobilità aerea avanzata in Italia (B2B e B2G) ha raggiunto i 168 milioni di euro, segnando un +5% rispetto al 2024. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano.

Il dato conferma la solidità dell’ecosistema, ma evidenzia un progressivo rallentamento rispetto agli anni precedenti: +29% nel 2021, +26% nel 2022, +23% nel 2023 e +10% nel 2024. Una dinamica che segnala la necessità di un cambio di passo per trasformare l’innovazione in valore stabile.

A livello globale, inoltre, solo il 15% dei progetti ha raggiunto la piena operatività, mentre la maggior parte resta in fase sperimentale.

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Aerial Operations dominanti, IAM&D ancora marginale

Il mercato italiano è fortemente concentrato sulle Aerial Operations, che rappresentano il 95% del valore complessivo. Si tratta di attività svolte con droni di piccola e media taglia per ispezioni di linee elettriche, monitoraggio del territorio, agricoltura di precisione e sicurezza.

Il segmento Innovative Air Mobility & Delivery (IAM&D) – dedicato al trasporto merci e passeggeri – pesa solo per il 5%, seppur in lieve crescita (+1,3 milioni di euro rispetto al 2024).

Nel 2025 le imprese attive nel settore sono 675, in aumento rispetto alle 657 del 2024: è il primo saldo positivo tra nuove aperture e cessazioni dopo cinque anni. Un segnale di ritrovata vitalità imprenditoriale.

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Intelligenza artificiale: il vero motore della trasformazione

La vera leva strategica del settore è oggi l’intelligenza artificiale, che abilita:

  • pianificazione automatizzata delle missioni
  • navigazione autonoma e gestione di flotte
  • analisi avanzata dei dati raccolti
  • manutenzione predittiva e ottimizzazione dei processi

Un’analisi su 146 startup internazionali mostra che il 71% lavora sull’elaborazione dei dati, il 24% su navigazione e controllo, e solo il 5% sulla simulazione e gestione autorizzativa delle missioni.

L’AI non è solo uno strumento tecnico: rappresenta la chiave per passare da operazioni isolate a servizi continuativi, scalabili e integrati nei sistemi urbani e industriali.


Consenso sociale in crescita, soprattutto per la sanità

Nonostante il contesto geopolitico complesso, l’accettazione sociale dei droni è in aumento.

  • 93% dei cittadini favorevole al trasporto medico-sanitario
  • 84% favorevole al trasporto merci
  • 73% favorevole al trasporto persone

Ancora più significativo il dato sulla mobilità aerea passeggeri: l’86% salirebbe su un drone con pilota a bordo e il 74% anche su uno completamente autonomo.

L’integrazione dell’intelligenza artificiale è vista positivamente dal 52% degli italiani (16% estremamente favorevole, 36% abbastanza favorevole), anche se restano preoccupazioni legate a privacy, sicurezza e uso improprio.


Normative e infrastrutture: il nodo strategico

Il principale ostacolo allo sviluppo resta la normativa: lo segnala il 43% delle aziende Aerial Operations e il 37% di quelle IAM&D.

Eppure l’Italia ha compiuto progressi significativi:

  • oltre 148mila droni registrati sulla piattaforma d-flight
  • più di 185mila operatori attivi
  • 44 autorizzazioni per voli BVLOS (+57%)
  • 3 sandbox regolamentari a Roma, Milano e Padova
  • 10 progetti di vertiporti annunciati
  • prima zona U-space europea attivata a San Salvo

La sfida ora è trovare un equilibrio tra sicurezza e apertura all’innovazione, evitando eccessi regolatori che potrebbero rallentare la competitività internazionale.


Competitività globale e tecnologia eVTOL

In Europa il settore eVTOL (velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale) vive una fase complessa dopo il ridimensionamento di produttori come Lilium e Volocopter.

In Cina, invece, EHang ha già ottenuto certificazioni e avviato voli dimostrativi. Negli Stati Uniti, aziende come Joby Aviation e Archer Aviation avanzano grazie a forti investimenti e un contesto normativo favorevole.

Per restare competitiva, l’Europa dovrà investire maggiormente in filiere locali, batterie ad alta autonomia e tecnologie alternative come le celle a combustibile a idrogeno.


Dalle sperimentazioni ai servizi: la vera sfida del 2026

Il 2025 è stato un anno di consolidamento tecnologico e maturazione strategica. Ma la vera sfida è trasformare le numerose sperimentazioni in servizi commerciali continuativi.

Secondo l’Osservatorio, servono:

  • infrastrutture dedicate
  • partnership pubblico-private
  • chiarezza normativa
  • comunicazione efficace sugli use case ad alto impatto sociale

Dalla logistica sanitaria alla ricerca e soccorso, fino all’agricoltura di precisione, i droni potenziati dall’intelligenza artificiale possono diventare una componente strutturale dell’economia digitale italiana.

Il settore è pronto. Ora deve dimostrare di saper decollare davvero.

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