OpenAI ha presentato un ricorso davanti a un giudice federale di New York per annullare un’ordinanza che la obbliga a consegnare 20 milioni di log anonimi delle conversazioni degli utenti del chatbot ChatGPT. (Fonte: Reuters)
La richiesta fa parte di una causa per violazione del copyright promossa da The New York Times e altri organi d’informazione, che accusano OpenAI di aver utilizzato articoli protetti da diritto d’autore per addestrare ChatGPT.
OpenAI sostiene che l’ordine avrebbe come effetto la divulgazione di dati riservati degli utenti, la maggior parte estranei alla causa («99,99 % dei log non riguardano le contestazioni di copyright»).
Il giudice designato, Ona Wang, ha ritenuto che la produzione dei chat log fosse appropriata, ritenendo sufficienti le garanzie (anonimizzazione, ordine protettivo) fornite da OpenAI.
scenari
Privacy: OpenAI si oppone all’ordine di consegnare 20 mln di conversazioni di ChatGPT
L’azienda contesta l’ordine federale che le impone di consegnare i log di conversazioni ChatGPT al The New York Times nell’ambito di una causa per violazione del copyright. L’azienda denuncia un attacco alla privacy degli utenti («99,99% dei log non riguardano il caso»), mentre il giornale sostiene che la richiesta è legittima nel processo legale

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