approfondimento

L’evoluzione della mente nell’era dell’AI: tra plasticità e vulnerabilità del cervello



Indirizzo copiato

La ricercatrice Martina Ardizzi e il giornalista Massimo Cerofolini discutono su come l’interazione con l’intelligenza artificiale stia modificando le strutture neurali umane, esplorando il concetto di debito cognitivo, i meccanismi biologici della salienza e la nuova frontiera dell’intelligenza interrogativa

Pubblicato il 14 apr 2026



neuroscienze digitali AI4Business
Foto Shutterstock AI4Business

La comprensione del rapporto tra tecnologia e biologia sta attraversando una fase di profonda revisione, spostando l’attenzione dalle infrastrutture esterne verso l’interno della teca cranica umana. I dati e le riflessioni emersi durante il panel multidisciplinare dal titolo «La mente come superficie d’attacco: AI, potere e vulnerabilità umane», organizzato da Clusit per il Security Summit Milano 2026, delineano un quadro in cui il progresso digitale non è più un semplice strumento esterno, ma un fattore evolutivo capace di rimodellare il nostro sistema nervoso.

Continua a leggere questo articolo

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x