“Il modo migliore per concepire l’AI è considerarla come un importante passo avanti nell’automazione”. Ma “in futuro dovrà apprendere e migliorare in modo continuo e incrementale”. Elon Musk e Sam Altman? “Non sono un grande fan di nessuno dei due”. Jerry Kaplan è un grande innovatore e imprenditore seriale statunitense, computer scientist, futurista e docente alla Stanford University. È uno dei pionieri del tablet computing e dell’intelligenza artificiale applicata al business.
Ha fondato aziende – come Teknowledge, GO Corporation, OnSale e Winster – che hanno segnato tappe fondamentali nella storia della tecnologia. Su questo mondo – che è il suo mondo – ha anche scritto diversi libri e saggi, come Startup – Un’avventura alle origini della Silicon Valley, Le persone non servono e Generative A.I., tutti pubblicati in Italia da Luiss University Press.
Jerry Kaplan ha rilasciato un’intervista in esclusiva per AI4Business in cui descrive la sua visione sugli sviluppi e sul futuro dell’AI e su alcuni protagonisti del grande business.
Indice degli argomenti:
Kaplan: “L’AI creerà nuovi problemi? Assolutamente sì”
Kaplan, come sarà la nuova generazione di sistemi AI?
“Dovrà conoscere meglio il mondo reale e fisico, mentre si affermeranno sistemi più piccoli, meno costosi e specializzati per quasi tutto, per usi specifici o settori industriali. I prossimi sviluppi – soprattutto gli effetti negativi – potrebbero portare a una regolamentazione o a un controllo rigorosi dell’intelligenza artificiale.
Per capire come questo ci influenzerà, basta guardare alle precedenti ondate di automazione. Ci lascerà tutti senza lavoro? No, ma cambierà la natura del lavoro. Aumenterà la concentrazione della ricchezza? È certamente un fattore che contribuisce a ciò, ma l’antidoto sono politiche pubbliche che distribuiscano i benefici in modo più ampio. Ci renderà mediamente più ricchi? Certamente sì. Creerà nuovi problemi? Assolutamente sì. Quanto questi saranno gravi e se decideremo di fare qualcosa al riguardo è tutta un’altra questione”.

Sappiamo quali progressi e cambiamenti abbia portato l’intelligenza artificiale finora. Quali saranno i prossimi passi e le principali linee di sviluppo da seguire con attenzione?
“È difficile prevedere cosa succederà, così come l’AI generativa non era stata ‘prevista’. Detto questo, ci sono alcune direzioni su cui si concentra gran parte della ricerca attuale”.
Tre linee di sviluppo per l’AI del futuro
Quali sono queste direzioni?
“Per esempio, la capacità dei modelli linguistici di grandi dimensioni – e di altri sistemi di AI generativa – di addestrarsi e apprendere ‘in modo continuo’. Oggi, questi vengono per lo più addestrati in ‘cicli’ di elaborazione su computer grandi e costosi; poi, quando li si utilizza, si parte da quella stessa base di riferimento per i prompt e le risposte. Sarebbe meglio se i sistemi potessero aggiornarsi con nuovi dati di addestramento o anche solo con le interazioni con gli utenti, per migliorare in modo incrementale”.
E poi?
“I sistemi odierni sono per lo più basati sul linguaggio. Sebbene siano in grado di elaborare molte deduzioni sul ‘mondo reale’ fisico, ciò non avviene in modo naturale. Commettono errori banali, come ad esempio mostrare l’acqua che scorre in salita nelle immagini generate. È in arrivo – si spera – una nuova generazione di sistemi che incorpori conoscenze fisiche reali”.
Cos’altro c’è di molto rilevante in prospettiva?
“La maggior parte dei programmi attuali di cui si sente parlare – come ChatGPT, Gemini, eccetera – sono sistemi singoli di grandi dimensioni in grado di svolgere una vasta gamma di attività, per usare un eufemismo. Ma un programma che esegue l’analisi di immagini mediche non ha bisogno di sapere anche come scrivere poesie. Quindi vedremo sistemi più piccoli, meno costosi e specializzati per quasi tutto. Questo ricorda come le applicazioni generiche per PC, come l’elaborazione di testi o i database, si siano poi specializzate per usi individuali o settori industriali con una proliferazione di applicazioni, come si vede ora negli App store”.
Gli effetti negativi potrebbero portare a nuove regole
Quali sono gli errori principali che molte aziende e molti manager continuano a commettere?
“Come diceva un mio mentore: ‘C’è solo un problema che non si può risolvere: la mancanza di fondi’. Raccogli più fondi di quanti pensi ti servano. Non rifiutare mai un’offerta di investimento seria”.

Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa e basata su agenti, quali settori subiranno la trasformazione più rapida dei loro modelli di business?
“L’impatto sarà talmente vasto che è difficile rispondere a questa domanda. Ma non è una novità: quali settori hanno subito la trasformazione più rapida con Internet? Difficile dirlo…”.
Quali sono i fattori e le variabili che potrebbero essere un punto di svolta, un bivio, nell’orientare l’intelligenza artificiale verso una direzione di sviluppo piuttosto che un’altra?
“Beh, non abbiamo ancora le idee molto chiare sull’equilibrio tra i vantaggi dell’intelligenza artificiale e i suoi costi – sociali, economici e così via. È quindi possibile che si verifichi una reazione negativa, causata ad esempio da una disoccupazione diffusa, che porti a una regolamentazione o a un controllo rigorosi dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, o almeno di ciò che è consentito immettere sul mercato e rendere pubblico per l’uso generale”.
“Musk e Altman? Nessuno dei due sarà ricordato come leader di buoni principi, per dirla in modo educato”
Chi controllerà il futuro dell’intelligenza artificiale: le aziende, i governi, le comunità o altri soggetti?
“Credo che emergerà un solido ecosistema composto da fornitori di strumenti, centri di ricerca, fornitori di sistemi generici – come Google –, settori specifici dell’industria e così via. Questo processo è già in atto, ciò sta già accadendo”.
Cosa ne pensa della controversia legale tra Elon Musk e Sam Altman e quali considerazioni si possono fare al riguardo?
“Non sono un grande fan di nessuno dei due, come persone razionali e perbene, ma almeno Musk ha avuto un impatto significativo e positivo su diversi settori e tecnologie. È chiaramente un eccellente manager di progetti tecnici. Non posso dire lo stesso di Altman, e nessuno dei due sarà ricordato come leader di buoni principi, premuroso e attento agli altri, per dirla in modo educato”.
Fare molta attenzione all’uso dell’AI per la guerra
Quando un leader nel campo dell’intelligenza artificiale diventa allo stesso tempo imprenditore, profeta, figura carismatica e abile con i media, nonché interlocutore dei governi, c’è motivo di preoccuparsi?
“La tua domanda si risponde praticamente da sola. E va anteposto l’aggettivo self-styled, auto-proclamato, per la precisione”.
Quanto La preoccupa l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito militare e perché?
“Molti progressi tecnologici sono stati prima applicati alle attività militari, dalla ruota all’aereo, al computer, la rete web e così via. L’intelligenza artificiale non fa eccezione. Cambierà sicuramente il modo di fare la guerra, sia sul piano offensivo sia su quello difensivo, come del resto sta già avvenendo. Se sono preoccupato? Un po’, ma dipende tutto da quanto saggiamente verrà applicata e utilizzata la nuova tecnologia. Se lo si farà in modo sconsiderato, incautamente, se agiremo con incoscienza – proprio come si vede sempre nei film – allora che Dio ci aiuti tutti”.






