L’hyperautomation entra spesso nelle aziende con una promessa semplice: fare di più, in meno tempo, con meno errori. Il problema nasce quando questa promessa arriva sul tavolo del board e deve diventare un numero. In quel momento non bastano più dashboard piene di attività completate, ticket chiusi o automazioni pubblicate. Il consiglio di amministrazione vuole capire tre cose molto concrete: quanto tempo si recupera, quanti errori si eliminano e quanta capacità produttiva aggiuntiva si libera. Solo dopo arriva la domanda finale: tutto questo produce davvero ritorno economico?
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Hyperautomation: le metriche che il board deve guardare per capire il ROI
Per valutare il ROI dell’hyperautomation non basta contare i bot o i workflow attivati. Servono KPI chiari su tempo risparmiato, riduzione degli errori, capacità produttiva e costi evitati, con baseline, formule condivise e un modello di reporting leggibile anche dal board
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