Alle aziende europee e italiane che devono affrontare e vincere le difficili sfide economiche e tecnologiche in corso, e quelle del prossimo futuro, il presidente e Ceo di Nvidia, Jensen Huang, indica una strada precisa: “dovete valorizzare e fondere la vostra capacità industriale e manifatturiera con l’intelligenza artificiale”.
E, più in particolare all’interno del mondo degli algoritmi, “dovete puntare su AI fisica e robotica”.
Traccia il percorso dal palco del World Economic Forum (WEF) di Davos, tra le montagne della Svizzera, dialogando con il Ceo di BlackRock, Larry Fink. Che gli fa appunto notare: siamo nel cuore del Vecchio continente, i Paesi europei e le loro imprese cosa possono fare e come devono affrontare la nuova e travolgente ondata dell’intelligenza artificiale?
Il numero uno di Nvidia su questo non ha dubbi: occorre “valorizzare i punti di forza, industria e manifattura, migliorandoli e facendoli innovare attraverso un nuovo mix con le risorse AI”.
Indice degli argomenti:
Industria e manifattura da unire e innovare con gli algoritmi
Huang sottolinea che “l’aspetto davvero interessante per l’Europa è che la sua base industriale è così forte. La base manifatturiera industriale in Europa è incredibilmente forte. Questa è la vostra opportunità per superare l’era del software”.
Gli Stati Uniti hanno guidato l’era del software, adesso “l’AI è software che non ha bisogno di scrivere software. Non scrivi l’AI, la istruisci. Quindi entrateci subito”, usandola per migliorare e innovare ciò che le aziende europee sanno fare meglio e su cui sono già molto attrezzate e competitive.

La robotica “è un’opportunità unica per i Paesi europei”
Tutto questo “vi porta nel mondo dell’AI fisica e della robotica. La robotica è un’opportunità unica per le nazioni europee. In tutti i Paesi che visito qui, la base industriale è davvero forte”.
Rivolgendosi al pubblico di Davos, e più in generale a Paesi, imprese e manager europei, rileva anche “un altro fattore da considerare è che gran parte delle scienze e discipline scientifiche sono ancora molto forti qui in Europa”.
E le scienze ora hanno il vantaggio di applicare l’intelligenza artificiale per accelerare le scoperte. “Penso che dobbiate fare sul serio per aumentare l’approvvigionamento energetico, in modo da poter investire nello strato infrastrutturale e avere un ricco ecosistema di intelligenza artificiale qui in Europa”.
L’AI industriale è come una torta a cinque strati
Oggi quando si guarda all’intelligenza artificiale si pensa innanzitutto ai suoi modelli applicativi, ma dal punto di vista industriale “l’AI è essenzialmente una torta a cinque strati”.
Alla base “c’è l’energia, perché l’AI viene elaborata in tempo reale e genera intelligenza in tempo reale, quindi ha bisogno di energia per farlo. L’energia è il primo strato”.
Il secondo piano della torta “è quello in cui vivo io: sono i chip. Chip e infrastruttura informatica. Lo strato successivo sopra è l’infrastruttura cloud, i servizi cloud. Lo strato sopra ancora sono i modelli di AI. È qui che la maggior parte delle persone pensa che sia l’AI, ma non dimenticate che affinché quei modelli esistano, dovete avere tutti gli strati sottostanti”.

Il livello in cima alla torta: quello applicativo
Ma il livello più importante “è quello che sta emergendo proprio ora, lo strato superiore, che è in definitiva ciò di cui tutti abbiamo bisogno per avere successo, è lo strato applicativo”.
Questo livello applicativo può essere nei servizi finanziari, nella sanità, nella produzione e manifattura. “Questo strato superiore è in definitiva il luogo in cui avverrà il beneficio economico”, rileva Huang, “ma la cosa importante è che, poiché questa piattaforma informatica richiede tutti gli strati sottostanti, ha dato inizio alla più grande costruzione di infrastrutture nella storia umana”.

Finora, per quanto riguarda le infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e di tutte le risorse collegate “siamo arrivati a poche centinaia di miliardi di dollari di investimenti. Ma davanti a noi ci sono trilioni di dollari di infrastrutture che devono essere costruite. Ed è necessario, imprescindibile, perché tutti questi contesti devono essere elaborati in modo che i modelli possano generare l’intelligenza necessaria per alimentare le applicazioni che alla fine si trovano in cima alla torta”.
Ogni Paese “deve costruire la propria AI”
L’AI è quindi il nuovo mondo digitale evoluto che si può implementare e sviluppare solo se costruito sulle basi solide dell’infrastruttura necessaria, indispensabile.
“Non c’è un solo Paese al mondo che non debba avere l’AI come parte della propria infrastruttura. Ogni Paese ha la sua elettricità, ha le sue strade; dovrà avere l’AI come parte del proprio sistema infrastrutturale. Ovviamente si può sempre importare l’AI, ma oggi non è così difficile addestrarla”.
E poiché ci sono così tanti modelli aperti, “con l’esperienza locale dovreste essere in grado di creare modelli utili per il vostro Paese. Credo davvero che ogni Paese dovrebbe impegnarsi per costruire la propria AI. Approfittate delle vostre risorse naturali fondamentali, che sono la vostra lingua e la vostra cultura. Sviluppate la vostra AI, continuate a perfezionarla e fate in modo che la vostra intelligenza nazionale faccia parte del vostro ecosistema”.








