La Borsa americana ha bruciato oltre mille miliardi di dollari di capitalizzazione nel settore tecnologico durante la seduta di venerdì 16 ottobre, mentre il petrolio Brent ha superato i 110 dollari al barile per la prima volta da maggio. Due eventi che hanno riportato l’attenzione degli investitori sui costi dell’intelligenza artificiale, sull’indebitamento delle società tecnologiche e sul rischio di una nuova accelerazione dell’inflazione.
Il Nasdaq 100, l’indice che raccoglie molte delle principali imprese americane dell’innovazione, ha perso circa il 2,5%, allontanandosi di quasi il 7% dai massimi storici raggiunti appena una settimana prima.
L’S&P 500 ha ceduto oltre l’1%, mentre il Russell 2000, rappresentativo delle società a minore capitalizzazione, ha registrato una flessione intorno all’1,6%. L’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha perso il 3,8%, accumulando otto sedute negative consecutive, la serie più lunga dal 2008.
La correzione arriva mentre le grandi aziende tecnologiche continuano a investire centinaia di miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Gli operatori finanziari stanno rivedendo le prospettive di rendimento di questi investimenti, soprattutto per le imprese che finanziano l’espansione ricorrendo al debito.
Nello stesso momento, Elon Musk e Anthropic hanno annunciato iniziative per distribuire parte della ricchezza generata dalle rispettive aziende. Le promesse arrivano alla vigilia di possibili nuove quotazioni miliardarie nel settore dell’intelligenza artificiale, ma sollevano anche interrogativi sulla distribuzione dei benefici economici della tecnologia.
Indice degli argomenti:
Wall Street perde mille miliardi: la pressione sulle società tecnologiche
La flessione del 16 ottobre ha colpito soprattutto le imprese esposte allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dai produttori di semiconduttori agli operatori che costruiscono e gestiscono grandi centri di elaborazione dati.
Secondo Associated Press, tra i titoli penalizzati figurano Micron, in calo del 5,6%, Amd, che ha perso il 6%, Broadcom, scesa del 4,5%, e Intel, arretrata del 5,8%.
Le società energetiche, al contrario, hanno beneficiato dell’aumento delle quotazioni petrolifere, con rialzi per ExxonMobil e Chevron.
La vendita generalizzata dei titoli tecnologici riflette un cambiamento nelle valutazioni degli investitori. Per mesi il mercato ha premiato le aziende che annunciavano nuovi progetti legati all’intelligenza artificiale. Ora cresce l’attenzione verso i tempi necessari per trasformare gli investimenti in flussi di cassa e profitti.
Il problema riguarda soprattutto le aziende che devono finanziare infrastrutture costose prima di poter contare su ricavi sufficienti a sostenere il capitale impiegato. L’aumento dei rendimenti obbligazionari rende più oneroso questo modello di crescita e riduce il valore attuale degli utili futuri.
Intelligenza artificiale, il debito diventa un problema per gli investitori
Il ribasso del Nasdaq è legato anche alle condizioni finanziarie delle aziende che sviluppano le infrastrutture necessarie ai sistemi di intelligenza artificiale.
CoreWeave, società specializzata nei servizi di cloud computing, è diventata uno dei principali bersagli delle vendite. Nelle settimane precedenti il 16 ottobre il titolo ha perso oltre un quarto del proprio valore.
Secondo un’analisi pubblicata da TipRanks il 16 ottobre, CoreWeave presenta oltre 51 miliardi di dollari di debito. Il rendimento a scadenza di una sua obbligazione con cedola del 9,75% e scadenza nel 2031 ha raggiunto il 15,78%, segnalando la crescente percezione del rischio da parte dei creditori.
La questione è il rapporto tra il ritmo degli investimenti e i risultati economici che tali investimenti potranno produrre.
I data center richiedono disponibilità di energia, processori avanzati, sistemi di raffreddamento e infrastrutture di rete. Gran parte delle spese viene sostenuta prima che la domanda dei clienti raggiunga livelli sufficienti a coprirle.
I finanziamenti risultano sostenibili finché gli operatori riescono a mantenere elevati tassi di crescita dei ricavi. Un rallentamento della domanda, un aumento dei tassi oppure una riduzione dei prezzi dei servizi di calcolo potrebbero comprimere i margini e complicare il rimborso dei prestiti.
Anthropic cresce del 45% e prepara la quotazione
I risultati di Anthropic mostrano, tuttavia, che la domanda commerciale di intelligenza artificiale continua a espandersi rapidamente.
Secondo le informazioni riportate il 14 ottobre da The Information e successivamente dalla Bbc, Anthropic avrebbe comunicato ai potenziali investitori ricavi trimestrali pari a 16,8 miliardi di dollari nel periodo luglio-settembre 2026, con un incremento del 45% rispetto al trimestre precedente.
La società sviluppatrice di Claude aveva registrato circa 4,7 miliardi di dollari nel primo trimestre e 11,6 miliardi nel secondo. La crescita rimane elevata, ma il ritmo percentuale si è ridotto rispetto al trimestre aprile-giugno, quando i ricavi erano aumentati di oltre il 140%.
Anthropic starebbe preparando una quotazione a Wall Street, potenzialmente già a novembre, con valutazioni ipotizzate superiori a mille miliardi di dollari.
La società avrebbe inoltre comunicato un margine operativo rettificato dell’11% nei primi nove mesi dell’anno. L’indicatore esclude però componenti di costo rilevanti, come i compensi basati su azioni, e non equivale quindi a un utile netto dell’11%.
Per gli investitori questi numeri offrono due indicazioni: la commercializzazione dei servizi di intelligenza artificiale sta generando ricavi consistenti, ma occorre verificare quanto della crescita si traduca in redditività dopo aver contabilizzato tutti i costi.
Anthropic destina il 5% delle azioni a un fondo pubblico
Il 18 ottobre Anthropic ha annunciato la creazione dell’Anthropic Public Benefit Fund, un’iniziativa destinata a finanziare progetti di interesse pubblico.
Secondo il comunicato ufficiale della società, il fondo riceverà inizialmente il 5% delle azioni, subordinatamente all’approvazione degli azionisti. Il consiglio di amministrazione potrà destinare un ulteriore 2% del capitale per ogni aumento del 50% della valutazione aziendale rispetto a una soglia prestabilita.
Alla valutazione di 965 miliardi di dollari attribuita alla società nel finanziamento di maggio, una partecipazione del 5% avrebbe un valore teorico di circa 48 miliardi.
Il fondo potrà finanziare organizzazioni senza scopo di lucro, iniziative scientifiche e trasferimenti diretti a determinate categorie di persone. Anthropic ha specificato che le azioni conferite non potranno essere utilizzate per lobbying o donazioni politiche.
La società ha già impegnato 200 milioni di dollari nello studio e nella gestione degli effetti dell’intelligenza artificiale sul lavoro.
La struttura scelta, una società a responsabilità limitata interamente controllata, consentirà maggiore flessibilità rispetto a una fondazione tradizionale. Anthropic ha annunciato ulteriori informazioni sulla governance e sui criteri di distribuzione delle risorse.
Musk promette un’azione SpaceX a ogni bambino americano
L’annuncio di Anthropic ha provocato una risposta di Elon Musk. Il 19 ottobre l’imprenditore ha dichiarato sulla piattaforma X che nel 2027 donerà una propria azione SpaceX a ogni bambino residente negli Stati Uniti.
Il progetto riguarderebbe circa 73 milioni di minori. Considerando una quotazione di riferimento di 146,03 dollari per azione, il valore complessivo della distribuzione ammonterebbe a circa 10,7 miliardi di dollari.
Musk non ha ancora precisato le modalità di assegnazione dei titoli, gli eventuali requisiti amministrativi e i meccanismi di gestione delle azioni intestate ai minori. La promessa resta dunque distinta da un programma operativo già definito.
SpaceX, che comprende anche le attività di intelligenza artificiale di xAI, è quotata dal 12 giugno 2026. Secondo il comunicato ufficiale del 15 giugno, l’offerta pubblica iniziale ha raccolto circa 85,7 miliardi di dollari, stabilendo un primato per dimensioni dell’operazione.
La proposta di Musk e quella di Anthropic seguono modelli differenti. La prima prevede una distribuzione diretta di titoli individuali; la seconda concentra la partecipazione in un fondo incaricato di finanziare interventi collettivi.
Entrambe collegano la crescita della ricchezza azionaria alla discussione sugli effetti sociali dell’intelligenza artificiale, senza modificare necessariamente i problemi di redditività e indebitamento delle imprese.
Occupazione e produttività, chi beneficerà dell’intelligenza artificiale
La distribuzione dei benefici dell’intelligenza artificiale riguarda anche il mercato del lavoro.
In uno studio pubblicato dal Fondo monetario internazionale nel gennaio 2024, gli economisti dell’istituzione stimavano che quasi il 40% dell’occupazione mondiale fosse esposto agli effetti dell’intelligenza artificiale. Nelle economie avanzate la quota raggiungeva circa il 60%.
Il Fondo distingueva tra professioni nelle quali la tecnologia potrebbe aumentare la produttività e occupazioni nelle quali potrebbe sostituire alcune attività umane, riducendo domanda di lavoro, salari o nuove assunzioni.
L’esposizione alla tecnologia non equivale automaticamente alla perdita del posto di lavoro. La trasformazione potrebbe produrre benefici economici rilevanti, ma la loro distribuzione dipenderà dalle competenze, dalle politiche pubbliche e dalle strategie adottate dalle imprese.
Anche per questo le iniziative di Anthropic e Musk assumono un significato economico. Il tema non riguarda esclusivamente quanto valore possa generare l’intelligenza artificiale, ma quale quota raggiunga lavoratori e cittadini rispetto agli azionisti delle aziende che sviluppano la tecnologia.
Il rischio per le Borse: investimenti elevati e profitti ancora incerti
La settimana conclusa il 16 ottobre ha mostrato quanto il settore tecnologico sia esposto a fattori esterni alla domanda di intelligenza artificiale.
Le tensioni geopolitiche aumentano i prezzi energetici. L’inflazione può spingere le banche centrali a mantenere condizioni monetarie restrittive. Il costo del denaro più elevato penalizza le imprese che devono continuare a raccogliere capitali per finanziare la crescita.
I risultati comunicati da Anthropic confermano la presenza di una domanda commerciale significativa, mentre le difficoltà finanziarie di aziende come CoreWeave mostrano quanto il modello infrastrutturale possa essere vulnerabile a un peggioramento delle condizioni del credito.
Le prossime trimestrali delle grandi società tecnologiche offriranno elementi per valutare la capacità degli investimenti nell’intelligenza artificiale di generare utili e liquidità.
Le promesse di distribuzione azionaria di Musk e Anthropic aggiungono una nuova dimensione alla discussione sulla ricchezza prodotta dalla tecnologia. Per il mercato finanziario, tuttavia, il criterio decisivo rimane economico: verificare che i ricavi crescano abbastanza da remunerare il capitale investito, sostenere il debito e finanziare infrastrutture sempre più costose.






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