Per le banche europee il problema non è più soltanto la quantità delle minacce, ma la velocità con cui diventano operative. L’intelligenza artificiale ha ridotto drasticamente il tempo necessario per individuare falle software, analizzarle e trasformarle in vettori di attacco. Deloitte, in un’analisi pubblicata a maggio 2026 sul settore bancario e in una prospettiva dedicata al rischio cyber “a velocità macchina”, descrive uno scenario in cui la scoperta delle vulnerabilità corre ormai più in fretta della capacità organizzativa di valutarle e correggerle. Il collo di bottiglia, scrive la società, si sta spostando dalla ricerca delle falle alla risposta operativa.
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Banche europee, ora l’AI accelera il cyber risk
L’intelligenza artificiale sta comprimendo i tempi della minaccia informatica e mette sotto pressione gli istituti di credito europei. Secondo Deloitte, la scoperta delle vulnerabilità corre ormai a velocità macchina, mentre patching, governance e supply chain software restano lenti. DORA alza l’asticella, ma il nodo è anche geopolitico

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