Lo spatial computing introduce una variabile che il marketing ha sempre solo simulato: lo spazio come media attivo. Un luogo non è più uno scenario passivo, ma un sistema che percepisce, interpreta e risponde. L’intelligenza artificiale non si limita più a dedurre chi sei a partire dallo storico dei tuoi click, ma comprende dove ti trovi, come ti muovi, cosa osservi e con cosa interagisci in un determinato istante.
analisi
AI generativa e spatial computing: dalla personalizzazione del messaggio a quella dello spazio
L’incontro tra i due ambiti non sta solo migliorando l’esperienza utente, sta ridefinendo il concetto stesso di interazione tra brand, persone e ambienti. Non parliamo più di “mostrare il contenuto giusto” ma di costruire contesti intelligenti, capaci di adattarsi in tempo reale a chi li attraversa

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