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AI Act, seconda fase: l’Europa può ancora guidare la corsa, ma le regole devono essere applicabili



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Dal 2 agosto 2025 è scattata la seconda fase dell’AI Act. L’Europa punta su un modello etico e innovativo, ma servono risorse, competenze e chiarezza per trasformare la regolazione in un’opportunità concreta, soprattutto per le PMI

Pubblicato il 6 ago 2025

Luca Manuelli

Direttore dell’Osservatorio di Intelligenza Artificiale Generativa – Unimarconi e docente di intelligenza artificiale



AI Act risorse umane

Dal 2 agosto 2025 è entrata ufficialmente in vigore la seconda fase dell’AI Act, la più avanzata regolazione sull’intelligenza artificiale oggi esistente al mondo. Dopo il primo step di giugno, che ha sancito la piena entrata in vigore del Regolamento, la tappa di agosto segna un punto di svolta concreto: viene bandito l’uso di sistemi di AI classificati come “a rischio inaccettabile”, quali il riconoscimento biometrico in tempo reale, le forme di manipolazione subliminale e il social scoring sul modello cinese.

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