Alibaba ha presentato il 3 agosto 2026 Qwen 3.8-Max, il modello di intelligenza artificiale più grande sviluppato finora dal gruppo cinese. Il sistema dispone di 2,4 trilioni di parametri complessivi, può elaborare testo, immagini e video e supporta una finestra di contesto fino a un milione di token.
Il lancio interessa gli investitori per ragioni che vanno oltre le classifiche tecniche. Alibaba sta cercando di trasformare Qwen in un’infrastruttura utilizzabile da sviluppatori, imprese e servizi digitali del gruppo, dall’e-commerce al cloud. La pubblicazione programmata dei pesi del modello rafforza inoltre una strategia diversa da quella seguita dai principali laboratori statunitensi, che mantengono chiusi i sistemi più avanzati.
Qwen 3.8-Max è già accessibile attraverso le interfacce API di Alibaba Cloud Model Studio e sulla piattaforma di produttività QwenWork. Alibaba ha annunciato che i pesi saranno distribuiti nella settimana successiva al lancio attraverso Hugging Face e ModelScope. Sarebbe la prima apertura dei pesi per un modello Qwen appartenente alla fascia Max, finora riservata ai prodotti di vertice della società.
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Un modello enorme che attiva solo una parte della rete
Il numero di parametri colloca Qwen 3.8-Max tra i maggiori modelli resi pubblicamente disponibili. Il sistema resta leggermente più piccolo di Kimi K3, il modello da 2,8 trilioni di parametri sviluppato da Moonshot AI, società cinese sostenuta anche da Alibaba.
La dimensione totale non coincide però con la quantità di calcolo impiegata per ogni risposta. Qwen 3.8-Max utilizza un’architettura sparse mixture-of-experts, o MoE, costruita sulla base tecnologica di Qwen 3.5. Il modello divide le operazioni tra gruppi di parametri specializzati e ne attiva circa 95 miliardi per ciascuna elaborazione.
Questa struttura permette di aumentare la capacità complessiva senza utilizzare contemporaneamente l’intera rete. L’obiettivo è contenere il costo dell’inferenza, cioè la potenza di calcolo necessaria per produrre una risposta, e ridurre i tempi di elaborazione rispetto a un modello denso di dimensioni analoghe.
L’architettura MoE non rende tuttavia semplice l’esecuzione del modello su infrastrutture ordinarie. Anche quando viene attivata soltanto una parte dei parametri, i diversi componenti della rete devono rimanere disponibili in memoria. La pubblicazione dei pesi consentirà quindi a sviluppatori e aziende di modificare il sistema, ma il suo utilizzo completo richiederà server specializzati e grandi quantità di memoria.
L’apertura offre un vantaggio soprattutto agli operatori cloud, ai centri di ricerca e alle imprese che dispongono di infrastrutture avanzate. Per molti sviluppatori resterà più conveniente accedere al modello attraverso le API di Alibaba, pagando in base al consumo.

La competizione si sposta sui costi
La strategia di Alibaba riflette una caratteristica della corsa cinese all’intelligenza artificiale. Le aziende del Paese pubblicano con maggiore frequenza modelli a pesi aperti, mentre OpenAI, Anthropic e Google non distribuiscono i parametri dei loro sistemi più potenti e non comunicano sempre le dimensioni delle reti utilizzate.
Un modello a pesi aperti può essere scaricato, adattato a settori specifici e installato su infrastrutture controllate dall’utilizzatore. Le imprese possono così limitare la dipendenza da un singolo fornitore, personalizzare i sistemi e gestire direttamente i dati più sensibili.
La disponibilità dei pesi non equivale però a software completamente aperto. Licenze, dati di addestramento, procedure di selezione dei contenuti e dettagli sul calcolo utilizzato possono restare riservati. Alibaba non ha comunicato il costo complessivo dell’addestramento di Qwen 3.8-Max né l’hardware impiegato.
Queste informazioni servirebbero per valutare l’efficienza economica del progetto e l’effetto delle restrizioni statunitensi sull’esportazione in Cina dei processori più avanzati. Senza dati verificabili, non è possibile stabilire quanto Alibaba abbia speso rispetto ai concorrenti americani o quali compromessi tecnologici abbia adottato.
Il fattore prezzo può diventare più importante delle differenze marginali nei test. I modelli cinesi stanno cercando di attrarre sviluppatori e aziende con tariffe inferiori, possibilità di installazione autonoma e maggiore libertà di personalizzazione. Per Alibaba, ogni applicazione costruita su Qwen può inoltre generare domanda per i servizi di Alibaba Cloud.
I risultati nei benchmark
Alibaba afferma che Qwen 3.8-Max occupava, al momento del lancio, il quinto posto nella classifica generale Text Arena e il secondo nella Vision Arena della piattaforma Arena.ai. Nella graduatoria dedicata alla programmazione front-end, il modello risultava quarto.

Arena.ai propone confronti anonimi tra le risposte di sistemi diversi e raccoglie le preferenze degli utenti. Qwen 3.8-Max era il modello cinese con la posizione più alta per le attività testuali, ma restava dietro ad alcuni sistemi di Anthropic. Nella valutazione delle immagini occupava invece la seconda posizione globale.
I risultati indicano che la distanza tra i maggiori modelli cinesi e statunitensi si è ridotta in diverse applicazioni. Non dimostrano però una superiorità generale. Le classifiche dipendono dai compiti scelti, dai criteri di valutazione e dalle versioni dei modelli disponibili al momento del test.

Anche il numero di parametri non rappresenta una misura diretta dell’intelligenza o dell’affidabilità. Un sistema più piccolo può ottenere prestazioni migliori grazie alla qualità dei dati, all’architettura, all’addestramento successivo e agli strumenti collegati. I confronti acquistano valore quando vengono ripetuti da ricercatori indipendenti e su attività vicine a quelle svolte nelle aziende.
Alibaba attribuisce a Qwen 3.8-Max capacità avanzate nella scrittura di codice, nella ricerca, nell’analisi documentale e nell’esecuzione di compiti lunghi. In un test interno, il modello avrebbe lavorato autonomamente per 16 giorni alla costruzione di un framework software capace di integrare commenti degli utenti, pratiche della comunità e risultati dei controlli automatici.
La società sostiene inoltre che il sistema possa analizzare documenti di centinaia di pagine, grandi archivi video e basi di codice estese. Le dichiarazioni provengono dal produttore e richiedono quindi verifiche esterne, soprattutto per misurare errori, continuità delle prestazioni e necessità di intervento umano.
Dalla ricerca ai servizi per le imprese
L’interesse economico di Qwen dipende dalla capacità di Alibaba di inserirlo nei processi aziendali. Il gruppo dispone già di una delle principali piattaforme cloud asiatiche, di servizi per il commercio elettronico, logistica, pagamenti, intrattenimento e produttività.
Un modello capace di gestire testo, immagini e video può essere utilizzato per analizzare cataloghi, generare descrizioni di prodotti, assistere i venditori, scrivere software e organizzare documenti. Può inoltre sostenere agenti digitali incaricati di svolgere sequenze di operazioni, anziché limitarsi a rispondere a singole domande.
Nei mesi precedenti al lancio erano emersi progetti per integrare Qwen con Taobao e sviluppare forme di acquisto assistito da agenti. Un sistema di questo tipo potrebbe dialogare con il cliente, confrontare prodotti e prezzi, verificare la disponibilità e accompagnare l’utente fino alla transazione.
Per Alibaba, l’integrazione tra modello, cloud e commercio elettronico crea diverse fonti di ricavo. L’azienda può vendere accesso alle API, capacità di calcolo, strumenti per sviluppatori e servizi aziendali. Può anche utilizzare l’intelligenza artificiale per aumentare il tempo trascorso sulle proprie piattaforme e migliorare l’efficienza dei venditori.
La trasformazione comporta costi elevati. I sistemi più avanzati richiedono investimenti in centri dati, energia, reti e processori. La monetizzazione deve quindi crescere abbastanza da compensare l’aumento delle spese. Il valore economico del modello dipenderà dall’utilizzo effettivo, non dalle sole prestazioni comunicate al lancio.
La reazione degli investitori
Gli adr di Alibaba quotati negli Stati Uniti sono saliti del 4,6% nella seduta del 3 agosto, secondo Barron’s. Il movimento ha mostrato l’attenzione del mercato per la capacità del gruppo di competere nel settore dell’intelligenza artificiale e di collegare i nuovi modelli alla propria attività cloud.
La reazione di una singola seduta non permette di valutare l’impatto finanziario del progetto. Gli investitori dovranno osservare la crescita dei ricavi cloud, la spesa per le infrastrutture e il margine generato dai servizi basati su Qwen.
Alibaba deve inoltre affrontare una concorrenza intensa nel mercato cinese. Moonshot AI, DeepSeek, Zhipu AI e MiniMax sviluppano modelli destinati agli stessi utenti. La rapida successione dei lanci riduce il tempo durante il quale un prodotto mantiene un vantaggio tecnico e può spingere i fornitori a diminuire i prezzi.
Questa pressione favorisce chi controlla grandi infrastrutture e dispone di ricavi provenienti da più attività. Alibaba può sostenere gli investimenti attraverso e-commerce e cloud, mentre le società più piccole dipendono maggiormente dai finanziamenti esterni e dalla capacità di trasformare rapidamente l’innovazione in contratti.
Una strategia industriale oltre il modello
Qwen 3.8-Max rafforza la presenza della Cina nel mercato dei modelli a pesi aperti. La scelta può accelerare l’adozione del software cinese nei Paesi e nelle imprese che cercano alternative meno costose alle piattaforme statunitensi.
L’espansione internazionale dipenderà però da sicurezza, conformità normativa, trasparenza e protezione dei dati. Le aziende europee, per esempio, devono valutare dove vengono elaborate le informazioni, come sono gestiti i contenuti e quali obblighi derivano dalle norme sull’intelligenza artificiale e sulla privacy.
Pesano anche i filtri applicati dai modelli cinesi su temi politicamente sensibili. Tali restrizioni possono limitarne l’impiego in ricerca, informazione e servizi destinati a mercati con criteri diversi sulla libertà di accesso ai contenuti.
Il lancio del 3 agosto indica che Alibaba intende competere attraverso una combinazione di scala, apertura dei pesi e integrazione commerciale. Le prossime verifiche riguarderanno la qualità dei file pubblicati, i requisiti hardware, le condizioni della licenza e le prestazioni ottenute da soggetti indipendenti.
Il successo economico si misurerà nella capacità di Qwen di produrre ricavi cloud, ridurre i costi dei clienti e alimentare nuovi servizi sulle piattaforme del gruppo. La dimensione del modello ha attirato l’attenzione del mercato; saranno utilizzo, prezzo e affidabilità a stabilire il valore industriale dell’operazione.



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