Robot, macchinari e droni potenziati con AI vengono sempre più impiegati nella filiera ortofrutticola per la produzione di verdure, frutta, vino, e come sistemi di semina nelle grandi coltivazioni (oltre che nell’allevamento, innanzitutto per la mungitura del bestiame e la pulizia degli ambienti).
Startup italiane come Lualtek, ad esempio, hanno quintuplicato in pochi mesi i ricavi della propria piattaforma AI Luma, espandendosi in Europa, mentre negli Stati Uniti FarmWise impiega i robot Titan che lavorano nei campi insieme con gli agricoltori.
E le prospettive sono ancora più ampie e promettenti: l’aumento della domanda alimentare globale, le normative per ridurre l’uso della chimica e i piani di finanziamento – tra cui Pnrr e Feasr – spingono verso tecniche più innovative e sostenibili.

L’integrazione di AI e robotica promette raccolti più abbondanti con minori input, ma richiederà formazione degli agricoltori e soluzioni ancora più affidabili e specializzate.
Indice degli argomenti:
L’integrazione di intelligenza artificiale e robotica in agricoltura
“In futuro vedremo sempre più collaborazione tra uomo e macchina”, come sottolinea Alessio Bolognesi, tecnico specialista per le tecnologie digitali di FederUnacoma, la Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura: “l’obiettivo non è sostituire i professionisti del settore, ma fornirgli nuovi strumenti automatizzati che lavorino al loro fianco”.

Le innovazioni di precision farming – con robot mobili, droni che monitorano e spargono sostanze dall’alto, sistemi di AI predittiva – “sono destinate a diventare parte integrante dell’azienda agricola moderna, rendendo il settore più efficiente e sostenibile, senza prescindere dal ruolo centrale dell’esperienza umana”.
Produttori italiani di robot agricoli con AI
In Italia stanno emergendo diverse realtà produttrici di robotica agricola avanzata e potenziata con l’AI, tra cui:
- Agricobots (Padova): startup nata nel 2021, ha sviluppato Atomatika, un robot agricolo cingolato multi-funzione per vigneti e frutteti. Atomatika è un trattore autonomo elettrico-diesel (75 CV), equipaggiabile con attrezzi standard (come atomizzatori, erpici, diserbo meccanico).
Il suo sistema di guida autonoma M.I.N.D. unisce tecnologie Lidar e telecamere stereoscopiche per mantenere il robot nel centro del filare. Già all’opera, ad esempio, in un’azienda vitivinicola biologica, la Weldan, in provincia di Udine.
- Agrivol (Roma): startup attiva nello sviluppo di macchine agricole ‘a trazione funicolare’ per l’orticoltura e l’agricoltura di precisione.
Tra i suoi progetti finanziati ci sono Spos e Safap, sistemi innovativi per lavorazioni automatiche in serra e campo aperto, focalizzati su sostenibilità e minore uso di fitofarmaci.
- Agrobit (Firenze): fondata nel 2022, è specializzata in soluzioni basate su computer vision e AI per l’agricoltura digitale. Realizza software per supportare le decisioni agronomiche (DSS basati su immagini) ed è coinvolta in progetti di ricerca, come FlavoTrack (rilevazioni via drone) e Virtuoso (camera stereoscopica robotizzata per trattamenti in vigneto).
L’obiettivo è democratizzare l’accesso alle tecnologie AI nei campi, consentendo anche ai piccoli produttori di usare analisi avanzate sulle proprie colture.

Istituto Italiano di Tecnologia e startup innovative
C’è poi l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT): sebbene non sia un’azienda, è una realtà di ricerca che sviluppa robot agricoli avanzati. Al momento, il suo prototipo Frasky per la viticoltura – sviluppato insieme a JOiiNT LAB – sta dimostrando capacità innovative di rilevamento dei grappoli e trattamenti localizzati.
Altre realtà italiane si stanno muovendo su questo fronte: ad esempio Hortobot (progetto accademico) e varie PMI stanno lavorando su piccoli robot agricoli modulari o droni intelligenti.

Inoltre, alcune startup come Lualtek hanno lanciato Luma AI, una piattaforma di intelligenza artificiale generativa per l’agricoltura, che analizza dati da sensori e previsioni meteo per consigliare interventi agronomici (come irrigazione, operazioni di difesa delle colture) in linguaggio semplice. Queste soluzioni di AI software completano i robot fisici nel quadro dell’agricoltura di precisione Made in Italy.
Robot e aziende estere che crescono tra i campi
A livello internazionale operano numerose aziende leader nella robotica agricola con AI, come ad esempio:
- PeK Automotive (Slovenia): pioniera europea con robot per frutteti e vigneti. Ha sviluppato Fruit Picker, un robot autonomo elettrico per raccolta automatica della frutta (mele e pere), dotato di bracci robotici e visione AI per identificare e prelevare i frutti maturi. Altri modelli modulabili (Slopehelper, Agilehelper) eseguono sfalcio, potatura e irrorazione tra i filari.
- FarmWise (Usa): sviluppa Titan FT-35, un trattore semovente per diserbo a fila. Usa visione artificiale e machine learning per distinguere colture (come lattuga, broccoli, carote, eccetera) dalle malerbe e azionare lame meccaniche intorno allo stelo della pianta coltivata. FarmWise sta utilizzando i suoi Titan per operare insieme agli agricoltori in California e Arizona.
- Fendt – Agco (Germania e Usa): hanno messo a punto il concept Xaver GT, un robot agricolo autonomo per coltura di precisione. Hybrid diesel-elettrico, può operare in colture orticole o da radice (barbabietola, patata), modulando la larghezza d’interfila e gli attrezzi più adatti.
- John Deere (Usa): fra le realtà innovative più grandi, integra l’AI in molti prodotti. Ad esempio, con la controllata Blue River Technology ha commercializzato sistemi See & Spray, che scansionano ogni filare con telecamere e spruzzano erbicidi solo sulle piante infestanti. Anche trattori e mietitrebbie John Deere stanno diventando sempre più autonomi e connessi (con sistemi GPS, cloud).
- DJI (Cina): leader mondiale dei droni, produce gli Agras per l’agricoltura di precisione: droni fino a 100 kg di carico utili per concimazioni e trattamenti fogliari. Ad esempio, l’Agras T30 copre fino a 40 acri/ora con serbatoi da 30 kg, usando sensori AI per il volo e la nebulizzazione uniforme. I droni DJI sono largamente utilizzati anche in Italia e nel mondo per la mappatura NDVI e l’irrigazione di precisione.

La forte competizione globale nel settore dei robot con AI
Le realtà innovative sono sempre più numerose e strutturate: Naïo (Francia) con i suoi robot Oz, Dino e Ted per il diserbo e la lavorazione nei campi coltivati; Ecorobotix (Svizzera) con droni automi per lo spargimento puntuale di erbicidi; Kubota (Giappone) e Agco con trattori semoventi, Yanmar (Giappone) con robot agricoli per il riso.
E poi ancora Yamaha (Giappone) e Yuneec (Cina) nei droni, e startup come SwarmFarm (Australia) e Agrointelli (Danimarca) che sviluppano macchine modulari potenziate con AI. In pratica, tanti esempi che testimoniano la forte e vivace competizione globale del settore.
Soluzioni hi-tech per sfamare la popolazione mondiale in crescita
La popolazione mondiale è in rapida crescita, “quindi si stima un raddoppio della produzione agricola per il 2050, un volume che non è sostenibile con le pratiche agricole attuali, non è raggiungibile”, rimarca Bolognesi della Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura.

Che sottolinea: “in più, abbiamo anche la necessità di rendere meno impattanti e meno inquinanti tutte le attività di coltura e coltivazione. A ciò si aggiunge la scarsità di mano d’opera, perché molti giovani si stanno allontanando, o si sono già allontanati, da questi settori. Per cui, in tutti questi ambiti, le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale potranno dare una mano sempre più rilevante e importante”.
Il mondo agricolo “è già cambiato molto negli ultimi decenni, e in futuro la trasformazione sarà ancora più forte, diffusa e dirompente”.








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