La comprensione del rapporto tra tecnologia e biologia sta attraversando una fase di profonda revisione, spostando l’attenzione dalle infrastrutture esterne verso l’interno della teca cranica umana. I dati e le riflessioni emersi durante il panel multidisciplinare dal titolo «La mente come superficie d’attacco: AI, potere e vulnerabilità umane», organizzato da Clusit per il Security Summit Milano 2026, delineano un quadro in cui il progresso digitale non è più un semplice strumento esterno, ma un fattore evolutivo capace di rimodellare il nostro sistema nervoso.
approfondimento
L’evoluzione della mente nell’era dell’AI: tra plasticità e vulnerabilità del cervello
La ricercatrice Martina Ardizzi e il giornalista Massimo Cerofolini discutono su come l’interazione con l’intelligenza artificiale stia modificando le strutture neurali umane, esplorando il concetto di debito cognitivo, i meccanismi biologici della salienza e la nuova frontiera dell’intelligenza interrogativa

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