OpenAI ha deciso di chiudere Sora, la piattaforma video lanciata nel settembre 2025 con forte esposizione mediatica e poi progressivamente uscita dal dibattito pubblico.
La scelta include lo stop a tutte le funzionalità video: non solo l’app consumer, ma anche una versione per sviluppatori e l’integrazione video all’interno di ChatGPT. L’annuncio è stato dato dall’amministratore delegato Sam Altman in una comunicazione interna martedì.
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Il cambio di strategia in vista della quotazione
La chiusura rientra in una revisione più ampia delle priorità aziendali. OpenAI punta a concentrare risorse computazionali e personale su strumenti di produttività, coding e applicazioni per imprese e utenti individuali.
Secondo quanto comunicato dalla società, la riorganizzazione prepara il terreno a una possibile offerta pubblica iniziale già nel quarto trimestre del 2026.
La settimana precedente, OpenAI aveva annunciato l’integrazione tra l’app desktop di ChatGPT, lo strumento di coding Codex e un browser proprietario in un’unica piattaforma definita “superapp”, con l’obiettivo di unificare la direzione interna dei prodotti.
La decisione di chiudere Sora nasce da una combinazione di fattori operativi e strategici. In primo luogo, il prodotto richiedeva un impiego molto elevato di risorse computazionali, senza che emergessero segnali solidi di domanda su larga scala. Allo stesso tempo, il progetto aveva contribuito a frammentare le priorità interne, con più linee di sviluppo in competizione tra loro.
La direzione guidata da Sam Altman ha quindi scelto di concentrare investimenti e competenze su ambiti considerati più sostenibili e remunerativi, ritenuti più adatti a generare ricavi nel mercato enterprise e tra gli sviluppatori.
La chiusura del progetto viene letta anche come una revisione della strategia precedente, caratterizzata da numerosi lanci di prodotto che avevano generato una struttura interna complessa e priorità concorrenti.
Sora: ambizioni social e limiti di domanda
Al momento del lancio, Sora era stata pensata anche come piattaforma sociale, con un feed in stile TikTok dove gli utenti potevano condividere video generati con intelligenza artificiale.
Altman aveva invitato pubblicamente gli utenti a inserirlo in scene iconiche della cultura pop, spingendo sull’uso creativo dello strumento.
All’interno dell’azienda, però, alcuni dipendenti avevano espresso perplessità sull’entità delle risorse dedicate al progetto, in assenza di segnali chiari sulla domanda di mercato.
Le criticità: copyright e modello operativo
Sora era stata inizialmente distribuita senza sistemi di protezione per i contenuti coperti da copyright, aprendo un breve contenzioso con i detentori dei diritti.
Successivamente, OpenAI aveva introdotto controlli che permettevano ai proprietari di contenuti di bloccare l’uso delle proprie immagini o proprietà intellettuali.
Il nodo Disney: accordo saltato
Nel dicembre 2025, Disney aveva annunciato un investimento da 1 miliardo di dollari in OpenAI. L’intesa prevedeva la concessione in licenza di oltre 200 personaggi, permettendo agli utenti di creare video con figure come Luke Skywalker o i protagonisti di Toy Story.
L’accordo non proseguirà. Una portavoce di Disney ha dichiarato: “Rispettiamo la decisione di OpenAI di uscire dal settore della generazione video e di spostare le proprie priorità”.
Nuove priorità: agenti AI e competizione con Anthropic
Altman ha indicato che il team di Sora sarà riallocato su progetti a lungo termine, tra cui la robotica.
Parallelamente, OpenAI sta cercando di rafforzare la propria posizione nel mercato degli sviluppatori e delle imprese, dove compete con la startup Anthropic.
In un incontro interno tenuto a marzo 2026, la responsabile delle applicazioni Fidji Simo ha invitato i dipendenti a evitare “distrazioni” e a concentrarsi sullo sviluppo di capacità “agentiche”.
Questi sistemi consentono all’intelligenza artificiale di operare in autonomia sui computer degli utenti, eseguendo attività come scrivere codice o analizzare dati.
Conclusione
La fine di Sora segna un ridimensionamento delle ambizioni nel campo dei contenuti generativi per il pubblico generalista. OpenAI concentra ora le risorse su strumenti professionali e automazione avanzata. Resta da capire se questa scelta rafforzerà la posizione dell’azienda nella corsa con i concorrenti più focalizzati sul mercato enterprise.







