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Extended Reality, l’offerta cresce ma le aziende restano caute



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Nel 2025 il mercato accelera con nuovi dispositivi, software e l’ingresso sempre più forte dell’intelligenza artificiale. Nonostante l’evoluzione tecnologica, l’adozione nelle aziende italiane resta limitata. Chi ha già sperimentato progetti XR, però, registra risultati concreti e prevede un impatto significativo sui processi nei prossimi anni

Pubblicato il 13 mar 2026



extended reality

In sintesi

  • 2025: l’offerta XR cresce con 17 nuovi dispositivi (totale 93), tra cui Samsung Galaxy XR e RayBan Meta Display, e con l’arrivo di Android XR e dispositivi nativi per intelligenza artificiale.
  • In Italia 735 progetti dal 2020: 290 B2b/B2e e 445 B2c; l’adozione resta limitata per scarsa conoscenza, ma le imprese che investono registrano l’86% di soddisfazione e il 65% prevede impatto rilevante.
  • Usi maturi nel manifatturiero (30%), sanità (18%) e utility & energy (11%); nel B2c prevalgono turismo (26%) e retail (18%); formazione, marketing e le neuroscienze con il digital twin introducono nuovi KPI di esperienza.
Riassunto generato con AI

Il 2025 è stato un anno di grande fermento per le tecnologie di Extended Reality (XR). Secondo la ricerca dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience del Politecnico di Milano, nel corso dell’anno sono stati lanciati 17 nuovi dispositivi tra visori per realtà virtuale e mista e smart glasses. Il totale dei dispositivi XR disponibili sul mercato globale ha così raggiunto quota 93.

Tra i nuovi prodotti figurano visori come il Samsung Galaxy XR e smart glasses come i RayBan Meta Display. Parallelamente, il software evolve con l’introduzione del sistema operativo Android XR e con una crescente integrazione tra XR e digital twin.

In questo scenario assume un ruolo centrale l’intelligenza artificiale, che entra stabilmente nell’ecosistema XR con dispositivi AI-native e nuove opportunità di sviluppo.


L’intelligenza artificiale cambia l’esperienza immersiva

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda proprio l’integrazione tra XR e intelligenza artificiale. Alcuni nuovi dispositivi sono progettati fin dall’origine con l’AI come parte dell’architettura del sistema.

Nel caso del Samsung Galaxy XR, ad esempio, l’AI gestisce sensori e interazioni nell’ambiente virtuale in tempo reale, orchestrando l’intera esperienza immersiva.

Anche sul lato software l’AI sta diventando un abilitatore chiave. Da un lato migliora l’esperienza utente – aumentando fluidità visiva, personalizzazione e naturalezza delle interazioni – dall’altro semplifica lo sviluppo di applicazioni, automatizzando la creazione di asset 3D, animazioni e ambienti virtuali.


Android XR e il problema dell’ecosistema frammentato

L’introduzione del sistema operativo Android XR potrebbe rappresentare una svolta per il settore.

“L’evoluzione delle tecnologie sta dando vita a dispositivi più performanti e confortevoli – afferma Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience -. Si affacciano sul mercato nuovi player che arricchiscono l’offerta e nascono i primi dispositivi in cui l’AI non è più solo una funzionalità aggiuntiva ma una parte dell’architettura stessa del sistema XR. L’introduzione di Android XR potrebbe inoltre rappresentare una svolta per velocizzare l’adozione di queste tecnologie.”

Oggi infatti il mercato è caratterizzato da piattaforme e dispositivi spesso incompatibili tra loro. Se Android XR diventasse lo standard dominante, potrebbe ridurre questa frammentazione e favorire la diffusione di applicazioni XR interoperabili.


L’adozione nelle aziende italiane resta limitata

Nonostante la crescita dell’offerta tecnologica, l’adozione dell’XR nelle aziende rimane ancora contenuta.

Dal 2020 a oggi in Italia sono stati individuati 735 progetti XR annunciati pubblicamente. Di questi, 290 riguardano il segmento B2b/B2e – cioè soluzioni a supporto delle imprese e dei lavoratori – mentre 445 sono rivolti ai consumatori finali.

Nel B2b emergono già casi applicativi consolidati, soprattutto nei processi di formazione, nel supporto alle attività sul campo e nelle fasi di design e prototipazione. Nel B2c, invece, molte iniziative restano ancora sperimentali e spesso legate a iniziative di marketing o al lancio di nuovi prodotti.

Una delle principali barriere rimane la scarsa conoscenza delle tecnologie immersive: al di fuori delle aziende che le hanno già testate, quasi tutte le altre dichiarano di non conoscerne adeguatamente caratteristiche e potenzialità.


Chi investe in Extended Reality ottiene risultati concreti

Nonostante l’adozione limitata, le imprese che hanno sperimentato l’XR mostrano livelli di soddisfazione molto elevati.

Secondo l’Osservatorio, l’86% delle grandi e medio-grandi aziende italiane che hanno implementato progetti XR ha raggiunto pienamente o in buona parte gli obiettivi prefissati. Inoltre il 65% prevede un impatto rilevante sui processi aziendali nei prossimi tre anni.

“I casi d’uso delle tecnologie di XR più maturi e consolidati mostrano ormai risultati chiari in termini di tempi, qualità, produttività, ricavi e sostenibilità – spiega Lucio Lamberti, responsabile scientifico dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience -. Risultati misurabili sia attraverso KPI tradizionali di processo, che con nuovi indicatori di performance legati direttamente all’esperienza dell’utente.”


I settori più attivi e i nuovi scenari applicativi

Nel segmento B2b/B2e il settore più attivo è il manifatturiero, che concentra il 30% dei progetti XR, seguito da sanità (18%) e utility & energy (11%). Cresce inoltre l’interesse in ambiti come logistica, real estate e difesa.

Nel mercato B2c, invece, il turismo rappresenta il 26% delle iniziative e il retail il 18%, mentre l’education registra una crescita significativa grazie all’introduzione dei visori nelle scuole per modelli di didattica immersiva.

Le esperienze XR, inoltre, stanno aprendo nuove possibilità anche dal punto di vista economico: dalla creazione di nuovi servizi digitali alla riduzione dei costi di formazione, prototipazione o partecipazione alle fiere.


Extended Reality, neuroscienze e nuovi indicatori di performance

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la misurazione dell’efficacia delle esperienze immersive.

Oltre ai tradizionali indicatori di processo, l’XR introduce metriche legate direttamente all’esperienza dell’utente: attenzione sostenuta, carico cognitivo percepito, qualità dell’engagement e capacità di ritenzione delle informazioni.

L’integrazione tra XR e neuroscienze consente così di valutare non solo l’efficienza dei processi, ma anche la qualità dell’interazione tra uomo e tecnologia.


Formazione e marketing guidano la sperimentazione

Per accompagnare le imprese nello sviluppo di applicazioni immersive, l’Osservatorio ha avviato 11 tavoli di lavoro “Cross-enabler” che coinvolgono oltre 30 manager aziendali.

“Questa esperienza ha registrato un interessante fermento – spiega Manuela Balli, direttrice dell’Osservatorio XR Technologies & Immersive Experience -, che mostra l’interesse dei manager nell’affacciarsi all’innovazione XR, anche combinata con l’AI, per trovare applicazioni concrete e ottenere un vantaggio competitivo.”

Tra gli ambiti di sperimentazione più richiesti spiccano la formazione aziendale, scelta dal 44% dei partecipanti, e il marketing & sales B2b con iniziative di coinvolgimento delle persone, indicato dal 31%.


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