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Parlamento europeo: regole più severe per proteggere il diritto d’autore nell’era dell’AI



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Gli eurodeputati vogliono maggiore trasparenza sull’uso delle opere, remunerazione equa per i creatori, nuove licenze e la possibilità di escludere contenuti dall’addestramento dei sistemi. Al centro anche la protezione del settore della stampa

Pubblicato il 11 mar 2026



diritto d’autore intelligenza artificiale

Il Parlamento europeo ha approvato nuove raccomandazioni per rafforzare la tutela delle opere creative nell’era dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è proteggere il diritto d’autore e il settore creativo dall’uso non autorizzato dei contenuti durante l’addestramento dei sistemi di AI generativa.

Il testo è stato adottato il 10 marzo 2026 con 460 voti favorevoli, 71 contrari e 88 astensioni. Secondo gli eurodeputati, la normativa europea sul copyright deve applicarsi a tutti i sistemi di intelligenza artificiale generativa presenti nel mercato dell’Unione, indipendentemente dal luogo in cui sono stati addestrati.

Tra le priorità indicate figurano:

  • la possibilità di impedire l’uso di contenuti protetti nell’addestramento dell’AI,
  • la protezione del settore della stampa per garantire pluralismo e diversità dell’informazione,
  • nuove regole di licenza per affrontare possibili violazioni del diritto d’autore
  • il principio secondo cui i contenuti generati interamente dall’AI non devono essere protetti dal diritto d’autore.

Remunerazione equa e trasparenza

Gli eurodeputati chiedono che l’uso di materiale protetto da copyright da parte dei sistemi di AI generativa sia trasparente ed equamente remunerato. Il settore creativo europeo rappresenta infatti circa il 6,9% del prodotto interno lordo dell’Unione, rendendo essenziale una tutela efficace.

Il Parlamento invita la Commissione europea a individuare una soluzione che garantisca una remunerazione anche per l’uso passato dei contenuti. Allo stesso tempo viene respinta l’idea di una licenza globale che permetta ai fornitori di addestrare i sistemi di AI in cambio di un pagamento forfettario.

Un altro punto centrale riguarda la trasparenza: fornitori e utilizzatori professionali di sistemi di AI dovrebbero fornire un elenco dettagliato di tutte le opere protette utilizzate per l’addestramento. I deputati propongono inoltre la creazione di registri delle attività di raccolta dei dati, utilizzabili anche per altre finalità come l’inferenza e la generazione aumentata da recupero.

In assenza di queste informazioni, l’utilizzo dei contenuti potrebbe essere considerato una violazione del diritto d’autore, con possibili conseguenze legali per fornitori e utilizzatori dei sistemi di AI.


Nuovo mercato delle licenze e diritto di esclusione

Il Parlamento europeo propone anche la creazione di un nuovo mercato delle licenze per il materiale protetto da copyright. L’idea è introdurre accordi di licenza collettiva volontaria organizzati per settore, che includano non solo grandi aziende ma anche creatori individuali e piccole e medie imprese.

Parallelamente, gli eurodeputati vogliono garantire ai titolari dei diritti la possibilità di escludere le proprie opere dall’addestramento dell’AI. Per rendere operativa questa misura, si propone che l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale gestisca un apposito elenco di esclusione.


Tutela della stampa e pluralismo dell’informazione

Particolare attenzione è dedicata al settore dei media e della stampa, spesso utilizzato dai sistemi di intelligenza artificiale per l’addestramento o per generare contenuti informativi.

Secondo il Parlamento, le testate giornalistiche il cui traffico e i cui ricavi vengono deviati dalle piattaforme di AI dovrebbero essere pienamente compensate e avere il diritto di rifiutare l’utilizzo dei propri contenuti.

Gli eurodeputati sottolineano inoltre che l’aggregazione dei contenuti giornalistici deve garantire pluralismo e diversità dell’informazione, evitando selezioni distorte delle notizie o pratiche di auto-preferenza da parte dei grandi operatori digitali.


Contenuti creati dall’AI e tutela dei cittadini

Un altro principio indicato dal Parlamento riguarda lo status dei contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale. Secondo gli eurodeputati, i contenuti generati interamente dall’AI non dovrebbero essere protetti dal diritto d’autore.

Allo stesso tempo viene sottolineata la necessità di proteggere i cittadini dalla diffusione di contenuti manipolati o artificialmente generati, chiedendo ai fornitori di servizi digitali di intervenire contro eventuali utilizzi illegali.


La posizione del relatore Axel Voss

Axel Voss

Dopo il voto, il relatore Axel Voss (Partito popolare europeo) ha sottolineato la necessità di definire un quadro normativo chiaro per conciliare innovazione tecnologica e tutela dei creatori.

“Abbiamo bisogno di regole chiare sull’uso dei contenuti protetti da diritto d’autore per l’addestramento dell’AI. La certezza giuridica permetterebbe agli sviluppatori di AI di sapere quali contenuti possono essere utilizzati e come ottenere le licenze. Allo stesso tempo, i titolari dei diritti sarebbero protetti dall’uso non autorizzato dei loro contenuti e riceverebbero una remunerazione. Se vogliamo promuovere e sviluppare l’AI in Europa proteggendo allo stesso tempo i nostri creatori, queste disposizioni sono assolutamente indispensabili.”

Streaming della conferenza stampa del relatore Alex Voss.

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