“Quando sento parlare di innovazione che viene fuori a tavolino, da business plan, da Excel, da PowerPoint, io non ci credo. L’innovazione viene quando le persone si incontrano e c’è un po’ di serendipity. Okay? Difatti, il team che ha sviluppato questo progetto l’abbiamo chiamato Serendippo”.
Il Ceo di Ferrari, Benedetto Vigna, inizia così l’inaugurazione del nuovo centro diagnostico a Maranello, in provincia di Modena, sviluppato in collaborazione con Philips e Med-Ex.
Una struttura medicale all’avanguardia, potenziata con sistemi di intelligenza artificiale, realizzata per erogare servizi di prevenzione e diagnosi avanzata rivolti sia ai propri lavoratori e dipendenti e alle loro famiglie, sia alla comunità locale, in sinergia con il settore sanitario pubblico.
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Per la Ferrari, un altro primato assoluto in Italia
Il nuovo centro diagnostico rappresenta un primato assoluto in Italia: è la prima volta che un’azienda non appartenente al settore medico realizza una struttura di questo livello in sinergia con le Istituzioni pubbliche, regionali e locali.
“Questo progetto è un esempio concreto di co-prosperity: unisce competenze, risorse e innovazione per generare e condividere valore tra aziende, istituzioni e comunità”, sottolinea il Ceo di Ferrari.
Che rimarca: “abbiamo realizzato in tempi record – meno di due mesi, cinquantaquattro giorni – una struttura all’avanguardia grazie alla stretta collaborazione tra imprese, oltre che tra pubblico e privato”.
Gestito da Med-Ex, storico partner medico di Ferrari, si avvale delle più evolute tecnologie, tra cui la strumentazione medicale di Philips. “Questo progetto dimostra come la combinazione di innovazione, capacità di execution e centralità delle persone possa accelerare il progresso in ambito sanitario”, rileva Roy Jakobs, Ceo di Royal Philips.

Innovazione, AI e tecnologie all’avanguardia per la salute
Il centro è attrezzato con apparecchiature di ultima generazione, dotate di software con integrazione di artificial intelligence, tra cui una risonanza magnetica total body, un tomografo computerizzato spettrale, un mammografo con tomosintesi, una radiografia digitale con collimazione intelligente.

In particolare, la struttura è dotata di un sistema per la risonanza magnetica di nuova generazione che, utilizzando soluzioni di AI, riduce fino al 50% i tempi di acquisizione delle immagini per gli esami.
Il centro diagnostico “si avvale di una piattaforma digitale completamente integrata Ris-Pacs, che ottimizza l’intero percorso radiologico”, spiegano dalla sede di Ferrari: “dall’accettazione del paziente alla gestione delle liste di lavoro, fino alla visualizzazione e archiviazione in cloud delle immagini, la piattaforma garantisce continuità, rapidità e standardizzazione dei processi”.
Offre inoltre ai pazienti la possibilità di collegarsi da remoto per accedere in modo semplice e sicuro a immagini e referti.

Un modello di servizio e valore condiviso
Ferrari non tratterrà alcun utile dalle attività del centro, “confermando la volontà di restituire valore al territorio e promuovere la crescita delle competenze locali”, spiegano al quartier generale del cavallino rampante.
L’utile generato dall’attività, per la quota di competenza di Ferrari, sarà infatti reinvestito in attività di formazione per personale medico e tecnico, oltre che in borse di studio per giovani professionisti medicali.

Il centro si candida inoltre a diventare un polo di studio epidemiologico, attraverso l’attività di data pooling svolta da Med-Ex, e fornirà servizi di analisi della documentazione clinica da remoto, in collaborazione con i più accreditati centri medici pubblici italiani.
Il Ceo di Ferrari e la teoria dell’elicottero
Il nuovo centro diagnostico hi-tech è un altro traguardo raggiunto per Ferrari. Ma allargando lo sguardo agli sviluppi dell’innovazione, l’amministratore delegato del Cavallino rimarca: “credo in quella che io chiamo la teoria dell’elicottero. Vale a dire, facendo innovazione, i manager delle aziende devono osservare e guidare gli sviluppi dall’alto, come da un elicottero, ma poi devono anche essere in grado di atterrare e andare a vedere quello che succede dal punto di vista operativo. Perché a volte ci sono anche delle situazioni dove vengono investiti dei soldi, si comprano delle macchine e poi stanno lì parcheggiate, o utilizzate poco e male. Così i manager hanno fatto bella figura sui giornali, ma poi in realtà quel valore non si è espresso”.
Per fare innovazione concreta e di reale valore, è il monito del Ceo di Ferrari, non bisogna dimenticarsi di atterrare in azienda e andare a vedere come funziona davvero.







