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Nvidia firma un accordo miliardario con Meta sui chip AI



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La società di Zuckerberg investirà miliardi per acquistare milioni di chip Nvidia in un accordo pluriennale, nonostante lo sviluppo di hardware proprietario. L’intesa arriva mentre Nvidia affronta la concorrenza di AMD e dei Big Tech. Cresce il peso dell’inferenza, tra nuove CPU, Vera Rubin e tensioni sui mercati

Pubblicato il 18 feb 2026



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Meta ha firmato un accordo da miliardi di dollari per acquistare milioni di chip Nvidia in un accordo pluriennale, mentre il più grande gruppo mondiale di semiconduttori cerca di mantenere la propria dominanza nel mercato dell’hardware per data center AI.

Il rinnovo e l’espansione del rapporto con Nvidia arrivano in un momento in cui il gruppo dei chip affronta una concorrenza crescente da parte di rivali come AMD e degli stessi clienti Big Tech, inclusa Meta, impegnati nello sviluppo di hardware proprietario.

L’accordo Nvidia Meta chip AI e la sfida ai rivali

Ben Bajarin, chief executive e principal analyst della società di consulenza Creative Strategies, ha stimato che l’intesa annunciata martedì 17 febbraio potrebbe valere miliardi di dollari.

Il mese scorso l’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, ha annunciato che il gruppo proprietario di Facebook e WhatsApp quasi raddoppierà la spesa per l’infrastruttura AI fino a 135 miliardi di dollari quest’anno.

Nvidia, che negli ultimi tre anni è stata la principale beneficiaria della massiccia corsa globale agli investimenti in infrastrutture AI, sta affrontando mosse sempre più decise da parte dei clienti per ridurre la dipendenza dal suo hardware.

Google, Amazon e Microsoft hanno annunciato nuovi chip sviluppati internamente negli ultimi mesi, mentre OpenAI ha co-sviluppato un chip con Broadcom e stretto un accordo significativo con AMD.

La strategia hardware di Meta tra chip proprietari e Nvidia

Meta ha investito nello sviluppo di diversi chip AI interni.

Zuckerberg ha delineato piani per ottenere un costo di calcolo inferiore distribuendo processori propri, ottimizzati per i “carichi di lavoro unici” dell’azienda.

Tuttavia, secondo una fonte a conoscenza dei fatti, la strategia sui chip ha incontrato sfide tecniche e ritardi nel rollout.

Meta, già importante cliente Nvidia, si è ora impegnata ad acquistare la prossima generazione di chip Vera Rubin di Nvidia.

È inoltre il primo gruppo Big Tech ad annunciare che acquisterà CPU standalone da Nvidia per eseguire i propri modelli di intelligenza artificiale.

La piattaforma Vera Rubin di Nvidia

Nvidia cambia strategia: CPU separate e nuova era dell’inference

La decisione dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, di offrire le CPU separatamente – invece che come parte di un prodotto integrato comprendente anche le GPU – segna un cambiamento rilevante nella strategia commerciale del gruppo.

Le GPU sono in grado di garantire l’elaborazione parallela massiva necessaria per l’addestramento dei modelli AI più grandi.

Tuttavia, le aziende tecnologiche si stanno spostando sempre più verso carichi di lavoro di inference, ovvero l’esecuzione dei modelli AI.

“Il motivo per cui Meta sta distribuendo su larga scala le CPU Nvidia è l’aspetto più interessante dell’annuncio”, ha affermato Bajarin. “Eravamo nell’era del training, ora ci stiamo muovendo verso l’era dell’inference, che richiede un approccio completamente diverso”.

Pressioni competitive e nervosismo dei mercati

Numerose start-up stanno offrendo chip specializzati per l’inference, rappresentando una potenziale minaccia alla posizione dominante di Nvidia come fornitore di chip AI.

A dicembre Nvidia ha acquisito talenti dalla società di chip per inferenza Groq, nel tentativo di rafforzare la propria posizione sul mercato.

Il titolo Nvidia è sceso bruscamente alla fine dello scorso anno dopo che The Information ha riportato che Meta era in trattative con Google per acquistare le sue Tensor Processing Units, anche se nessun accordo è stato annunciato.

L’annuncio di martedì 17 febbraio arriva alla vigilia della pubblicazione dei risultati trimestrali di Nvidia, in un contesto in cui gli investitori mostrano crescente nervosismo sulla spesa AI.

I costi per assicurarsi contro il rischio di default sono aumentati per le Big Tech che stanno investendo centinaia di miliardi nell’intelligenza artificiale.

I prezzi dei credit default swap sul debito quinquennale di Meta sono stati scambiati vicino ai massimi storici allo 0,59% martedì prima dell’annuncio, mentre quelli di Oracle hanno raggiunto l’1,58%.

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