L’annuncio con cui OpenAI ha comunicato l’avvio dei test degli annunci pubblicitari in ChatGPT segna un punto di svolta meno banale di quanto possa sembrare. Nelle prossime settimane, la pubblicità verrà introdotta nella versione gratuita del chatbot e nel nuovo piano a basso costo ChatGPT Go, da 8 dollari al mese, inizialmente negli Stati Uniti. I piani più costosi, a partire da 20 dollari mensili, resteranno invece privi di advertising. Un passaggio atteso, ma non neutro. Per la prima volta, il principale strumento di AI conversazionale al mondo accetta apertamente di incorporare una logica economica, quella pubblicitaria, che ha già trasformato in profondità motori di ricerca, social network e piattaforme di e-commerce. Con una differenza sostanziale, qui non si monetizza l’attenzione passiva, ma un’interazione cognitiva continua.
ANALISI
Advertising in ChatGPT: perché OpenAI cambia modello
Con l’avvio dei test degli annunci in ChatGPT, OpenAI compie un passaggio strutturale: l’AI generativa entra a pieno titolo nell’economia dell’advertising. Una scelta inevitabile sul piano finanziario, ma carica di implicazioni su fiducia, neutralità e modelli di piattaforma
Management Consultant, Trainer, Startup Advisor

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