Favorire l’adozione della robotica avanzata nell’industria europea, con particolare attenzione alla manifattura, alla logistica e alle applicazioni dei robot umanoidi: è questo l’obiettivo con cui ChinaEU e UBTECH Robotics hanno siglato un accordo per Il Memorandum d’intesa, annunciato a Milano il 26 ottobre 2026. L’accordo punta a collegare le capacità tecnologiche dell’azienda cinese con le esigenze delle imprese europee, attraverso partnership commerciali, progetti industriali e collaborazioni con operatori locali.
Per Luigi Gambardella, presidente di ChinaEU, l’intesa rappresenta un’opportunità per rafforzare la cooperazione tecnologica tra Europa e Cina, valorizzando le competenze industriali europee. L’Italia potrebbe avere un ruolo particolarmente rilevante, grazie alla sua specializzazione manifatturiera e alla presenza di imprese attive nell’automazione, nella meccatronica e nell’integrazione dei sistemi produttivi.
Indice degli argomenti:
Robotica in Europa, cosa prevede l’accordo ChinaEU-UBTECH
L’accordo coinvolge ChinaEU, associazione internazionale con sede a Bruxelles impegnata nella cooperazione digitale tra Europa e Cina, e UBTECH Robotics, società cinese specializzata nella robotica umanoide e quotata sul mercato principale della Borsa di Hong Kong.
La collaborazione si concentrerà sull’individuazione di opportunità commerciali nei mercati europei, favorendo l’incontro tra la domanda di automazione delle imprese e le tecnologie sviluppate da UBTECH.
Le attività previste comprendono il coinvolgimento di potenziali clienti industriali, la ricerca di partner commerciali e tecnici e la valutazione delle condizioni necessarie per introdurre nuove soluzioni robotiche negli stabilimenti.
ChinaEU metterà a disposizione la propria rete di relazioni industriali e istituzionali, contribuendo a individuare interlocutori locali e a comprendere le specificità dei mercati europei.
UBTECH potrà utilizzare le proprie partnership e i canali distributivi già esistenti per ampliare la presenza nel continente, con particolare attenzione alle imprese manifatturiere, agli operatori logistici e agli integratori di sistemi.
Il Memorandum definisce un quadro di collaborazione, senza annunciare per il momento investimenti quantificati, stabilimenti produttivi europei o un calendario vincolante di installazioni.

Gambardella: integrare la robotica nei processi industriali
Per il presidente di ChinaEU, il principale ostacolo alla diffusione dei robot avanzati non riguarda esclusivamente la disponibilità della tecnologia. Le aziende devono poter introdurre queste soluzioni nei processi produttivi senza compromettere la continuità operativa e rispettando requisiti tecnici, organizzativi e normativi.
«L’Europa dispone di una solida base industriale e offre importanti opportunità per l’adozione della robotica avanzata. Tuttavia, per trasformare l’innovazione tecnologica in applicazioni industriali di successo non bastano prodotti innovativi. Servono una conoscenza approfondita delle esigenze dei mercati locali, partnership affidabili e la capacità di integrare le nuove tecnologie nei processi industriali esistenti», ha dichiarato Luigi Gambardella, presidente di ChinaEU.
«Attraverso la partnership con UBTECH, ChinaEU intende contribuire a colmare la distanza tra innovazione tecnologica e impiego industriale, creando nuove opportunità di cooperazione tra le aziende cinesi della robotica e l’industria europea».
Le parole di Gambardella individuano nell’integrazione industriale il principale terreno della collaborazione. L’utilità di un robot dipende dalla sua capacità di svolgere compiti specifici, interagire con le attrezzature presenti e operare secondo procedure compatibili con l’organizzazione aziendale.
Questo richiede competenze che vanno oltre la produzione dell’hardware: progettazione delle applicazioni, software, sicurezza, manutenzione e formazione degli operatori.
Il mercato europeo della robotica industriale
L’intesa arriva in una fase nella quale l’Europa mantiene una posizione importante nell’automazione industriale, pur dovendo confrontarsi con la crescita della capacità produttiva e tecnologica asiatica.
Secondo il rapporto World Robotics 2025, pubblicato dall’International Federation of Robotics, nel 2024 in Europa sono stati installati 85.006 robot industriali, l’8% in meno rispetto all’anno precedente. La cifra rappresenta comunque il secondo risultato annuale più elevato mai registrato nel continente.
Nell’Unione europea le nuove installazioni sono state 67.819. La Germania ha mantenuto il primato continentale con 26.982 unità, seguita dall’Italia con 8.783 e dalla Spagna con 5.086.
Il confronto con la Cina evidenzia la differenza di dimensioni tra i mercati. Nel 2024 il Paese asiatico ha installato 295.045 robot industriali, pari al 54% delle nuove installazioni mondiali.
Questi dati riguardano prevalentemente la robotica industriale tradizionale e non misurano direttamente il mercato dei robot umanoidi. Offrono però un riferimento per valutare le capacità di assorbimento delle nuove tecnologie da parte delle imprese europee.
La presenza di fabbriche automatizzate, fornitori specializzati e integratori rappresenta una base utile per sperimentare sistemi robotici più flessibili.

Dai robot industriali tradizionali agli umanoidi
L’espansione della robotica umanoide introduce possibilità operative differenti rispetto ai sistemi industriali convenzionali.
I robot tradizionali vengono generalmente progettati per eseguire operazioni specifiche, spesso all’interno di postazioni delimitate. Le piattaforme umanoidi puntano invece a muoversi e manipolare oggetti in ambienti concepiti per il lavoro umano.
Nella manifattura possono essere valutate applicazioni per la movimentazione dei materiali, l’alimentazione delle linee e alcune operazioni ripetitive. Nella logistica, le sperimentazioni possono riguardare la movimentazione di colli, la preparazione dei materiali e il supporto alle attività di magazzino.
L’adozione industriale richiede tuttavia verifiche su affidabilità, autonomia energetica, precisione, tempi di esecuzione e capacità di operare in sicurezza vicino alle persone.
Un robot umanoide deve inoltre dimostrare la propria convenienza economica rispetto alle alternative già disponibili, compresi bracci robotici, sistemi mobili autonomi e impianti di automazione dedicati.
Per UBTECH, il mercato europeo offre quindi opportunità commerciali, ma richiede anche un adattamento delle soluzioni alle esigenze operative dei singoli settori.
L’Italia come laboratorio per la robotica umanoide
Nella strategia illustrata da ChinaEU, l’Italia potrebbe diventare uno dei mercati nei quali sperimentare l’integrazione dei robot umanoidi nelle attività industriali.
La struttura produttiva nazionale comprende grandi stabilimenti, filiere specializzate, distretti manifatturieri e numerose piccole e medie imprese. Questa varietà permette di valutare applicazioni differenti, dalle attività standardizzate alle produzioni caratterizzate da frequenti cambiamenti operativi.
Gambardella attribuisce particolare importanza alle competenze italiane nell’automazione e nella meccatronica.
«L’Italia può diventare un laboratorio europeo per le applicazioni industriali della robotica umanoide. La forza della nostra manifattura, i distretti industriali specializzati e le competenze nell’automazione e nella meccatronica offrono una base solida per sperimentare queste tecnologie e adattarle alle esigenze delle imprese», ha dichiarato Luigi Gambardella, presidente di ChinaEU.
L’ipotesi delineata dal presidente dell’associazione prevede di utilizzare le capacità industriali italiane per sviluppare applicazioni adattabili anche ad altri mercati europei.
La partecipazione delle imprese locali consentirebbe di affrontare direttamente i problemi di integrazione che emergono quando nuove piattaforme robotiche devono operare insieme a macchinari, software gestionali e sistemi di controllo già installati.
Progetti pilota nelle fabbriche e nei poli logistici italiani
La sperimentazione costituisce una componente centrale della proposta di Gambardella. Il presidente di ChinaEU indica negli stabilimenti manifatturieri e nei centri logistici i possibili luoghi nei quali valutare l’efficacia dei robot umanoidi.
«Con la partnership tra ChinaEU e UBTECH vogliamo favorire progetti pilota negli stabilimenti produttivi e nei poli logistici italiani, per verificare sul campo come i robot umanoidi possano affiancare gli operatori nelle attività ripetitive o fisicamente impegnative, migliorando l’efficienza e contribuendo alla sicurezza dei processi. Sarà essenziale sviluppare soluzioni flessibili, accessibili anche alle piccole e medie imprese e integrabili con i macchinari e i sistemi già in uso. Ogni iniziativa dovrà svolgersi nel pieno e rigoroso rispetto della normativa europea e italiana applicabile, con particolare attenzione alla sicurezza sul lavoro, alla protezione dei dati e all’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale.»
I progetti pilota potrebbero permettere alle imprese di misurare tempi operativi, continuità di funzionamento, costi di integrazione ed eventuali benefici per la sicurezza.
L’attenzione alle piccole e medie imprese è particolarmente importante per l’Italia. Le soluzioni adottate dai grandi gruppi industriali potrebbero infatti risultare economicamente o tecnicamente difficili da trasferire nelle fabbriche più piccole.
Serviranno quindi modelli applicativi proporzionati ai volumi produttivi, alla disponibilità di personale specializzato e alle risorse finanziarie delle aziende.
Sicurezza e normativa europea per i robot intelligenti
La diffusione della robotica avanzata deve confrontarsi con le regole europee sulla sicurezza delle macchine e sull’intelligenza artificiale.
Il regolamento europeo 2023/1230 sulle macchine, applicabile in via generale dal 20 gennaio 2027, aggiorna il quadro normativo includendo aspetti relativi ai sistemi di controllo, alle funzioni di sicurezza basate sull’intelligenza artificiale e alla protezione da interferenze informatiche.
Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’AI Act, introduce inoltre obblighi differenziati in funzione del rischio delle applicazioni. Dopo le modifiche normative del 2026, i principali requisiti per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio integrati nei prodotti sono previsti dal 2 agosto 2028.
Non tutti i robot umanoidi rientrano automaticamente nella stessa categoria di rischio: la classificazione dipende dalle caratteristiche tecniche, dalle funzioni svolte e dalle disposizioni applicabili.
Per le aziende, questo significa valutare la sicurezza delle applicazioni, documentare i rischi, definire responsabilità e garantire procedure adeguate di controllo e manutenzione.
La conformità normativa diventa così una componente essenziale della progettazione industriale e dell’accesso al mercato europeo.
Gambardella: il valore aggiunto deve coinvolgere le imprese italiane
Un altro elemento della strategia riguarda la distribuzione del valore economico generato dalle nuove applicazioni robotiche.
Gambardella propone un modello nel quale le imprese italiane partecipino allo sviluppo delle soluzioni, anziché limitarsi all’acquisto e all’utilizzo delle piattaforme tecnologiche.
«Il nostro obiettivo è che una parte sostanziale del valore aggiunto generato da queste applicazioni sia sviluppata dalle imprese italiane e rimanga nel nostro tessuto produttivo. L’integrazione dei robot nei processi industriali richiede competenze, software e servizi che le nostre aziende possono fornire: dalla progettazione delle applicazioni alla personalizzazione delle piattaforme, dall’integrazione con i sistemi esistenti fino all’installazione, alla manutenzione, alla formazione e all’assistenza. È in queste attività che gli integratori di sistemi, le imprese di automazione, i fornitori di componenti e le società di ingegneria italiane possono assumere un ruolo centrale, sviluppando soluzioni da proporre anche su altri mercati europei. Vogliamo così trasformare la cooperazione tecnologica tra Europa e Cina in nuove opportunità di crescita, competenze e occupazione qualificata per il nostro Paese».
La prospettiva coinvolge una filiera industriale articolata. Gli integratori di sistemi possono adattare i robot ai cicli produttivi, le aziende software sviluppare applicazioni specifiche e i fornitori di componenti contribuire alla personalizzazione delle piattaforme.
Manutenzione, assistenza tecnica e formazione rappresentano ulteriori attività potenzialmente sviluppabili nel mercato europeo.
L’effettiva crescita di questa filiera dipenderà dagli accordi commerciali, dagli investimenti e dalla capacità delle aziende coinvolte di acquisire competenze specialistiche.
Cooperazione tra Europa e Cina: opportunità industriali e autonomia tecnologica
L’intesa ChinaEU-UBTECH si colloca nel rapporto tra due sistemi industriali con caratteristiche differenti.
La Cina dispone di un ampio mercato interno per la robotica e di produttori impegnati nello sviluppo di nuove piattaforme. L’Europa mantiene competenze rilevanti nell’ingegneria industriale, nei macchinari, nell’automazione e nella progettazione dei sistemi produttivi.
L’integrazione di queste capacità può favorire nuove applicazioni, ma solleva anche questioni relative alla gestione dei dati industriali, alla sicurezza informatica, alla disponibilità dei componenti e alla continuità dell’assistenza.
Per le imprese europee sarà importante conoscere le condizioni di accesso al software, gli aggiornamenti delle piattaforme e le modalità di gestione delle informazioni raccolte dai robot.
Accordi industriali duraturi richiedono inoltre chiarezza sulla proprietà intellettuale e sulle responsabilità dei diversi operatori.
ChinaEU intende contribuire a questo processo attraverso la conoscenza del mercato europeo e delle sue regole, mentre UBTECH punta ad ampliare le relazioni con clienti e partner industriali.
Dalla sperimentazione alla diffusione della robotica europea
Il Memorandum lascia aperta la possibilità di approfondire la cooperazione industriale e sviluppare partnership di lungo periodo.
La diffusione dei robot umanoidi dipenderà dalla capacità di passare dalle dimostrazioni tecnologiche alle installazioni operative, con risultati misurabili in termini di produttività, affidabilità, sicurezza e sostenibilità economica.
Per le imprese europee, il valore dell’accordo sarà legato alla disponibilità di soluzioni compatibili con le esigenze produttive locali. Per quelle italiane, conterà anche la possibilità di partecipare alla progettazione e alla gestione delle applicazioni.
La prospettiva delineata da Gambardella assegna quindi all’industria italiana un ruolo potenziale nella costruzione delle competenze necessarie alla robotica umanoide.
La realizzazione di progetti pilota, il coinvolgimento degli integratori e la nascita di collaborazioni industriali stabili permetteranno di valutare quanto la partnership ChinaEU-UBTECH riuscirà a trasformarsi in nuove attività produttive e opportunità di lavoro qualificato in Europa.




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