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Nominati i 13 esperti per la Strategia nazionale AI 2026-2028



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Il governo ha istituito con un DPCM il Comitato di Coordinamento che dovrà aggiornare la Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale per il prossimo biennio. A guidarlo è Gianluigi Greco. Nel gruppo siedono rappresentanti di ministeri, università, Cnr, mondo giuridico e comunicazione istituzionale

Pubblicato il 10 giu 2026



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Il governo ha rimesso mano alla governance italiana dell’intelligenza artificiale con un nuovo Comitato di Coordinamento istituito presso il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio. Il DPCM del 6 maggio 2026 affida al gruppo il compito di aggiornare la Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale per il biennio 2026-2028, in coerenza con la legge 23 settembre 2025 n. 132 e con il quadro europeo definito dall’AI Act, entrato in vigore il 1° agosto 2024. (Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Perché nasce il nuovo comitato

Il decreto arriva dopo un percorso già avviato negli anni scorsi. Nel luglio 2023 il Comitato interministeriale per la transizione digitale aveva deciso la revisione del Programma strategico per l’IA 2022-2024. Da quel lavoro è poi nata la Strategia italiana per l’intelligenza artificiale 2024-2026, pubblicata da Agid nel luglio 2024 e costruita attorno a quattro aree: ricerca, pubblica amministrazione, imprese e formazione. Il nuovo passaggio serve ora ad aggiornare quella cornice alla luce della legge italiana sull’IA approvata in via definitiva nel 2025 e dell’assetto regolatorio europeo.

Chi coordina i lavori

Gianluigi Greco

A guidare il comitato è Gianluigi Greco, professore di informatica all’Università della Calabria. Greco era già stato indicato come coordinatore del precedente comitato presentato nel novembre 2023, quando il governo aveva riunito tredici esperti per contribuire alla stesura della strategia poi confluita nel documento 2024-2026. (Fonte: Trasformazione Digitale)

Chi sono i 13 componenti del Comitato

Secondo il DPCM del 6 maggio 2026, il Comitato è composto da:

  1. Gianluigi Greco (Università della Calabria)
  2. Rosita D’Angiolella (Dipartimento Affari giuridici e Legislativi – PCM)
  3. Giorgio Maria Tosi Beleffi (Ministero delle Imprese e del made in Italy)
  4. Valentina Cardinale (Ministero dell’Università e della ricerca)
  5. Barbara Caputo (Ministero della Difesa)
  6. Paolo Benanti (Università Gregoriana)
  7. Marco Camisani Calzolari (Comunicazione istituzionale)
  8. Giuliano Noci (Politecnico di Milano)
  9. Edoardo Carlo Raffiotta (Università degli Studi di Milano – Bicocca);
  10. Emilio Tosi (Università degli Studi di Milano – Bicocca);
  11. Andrea Orlandini (Presidente Associazione Italiana IA)
  12. Andrea Lenzi (Presidente CNR)
  13. Rebecca Montanari (Università di Bologna)

Nel gruppo entrano quindi figure indicate da ministeri chiave come Imprese e made in Italy, Università e ricerca e Difesa, insieme a profili accademici, giuridici e di comunicazione istituzionale.

Che cosa dovrà fare il gruppo

Il decreto assegna al comitato un mandato operativo preciso. I membri lavorano alle dirette dipendenze del Sottosegretario con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, possono svolgere audizioni con imprese, ricercatori, enti territoriali, amministrazioni pubbliche e parti sociali, e possono chiedere contributi e studi a soggetti pubblici e privati.

Per la partecipazione non sono previsti compensi, gettoni di presenza o rimborsi. Il termine fissato per l’operatività è il 31 gennaio 2027.

Il nodo politico e industriale

Il punto non riguarda solo la composizione del comitato, ma la direzione della politica pubblica sull’AI. Il governo aveva già legato il precedente lavoro sulla strategia a una linea che unisse sviluppo tecnologico, ricerca e politica industriale. La legge italiana del 2025 ha rafforzato questa impostazione, prevedendo anche una governance nazionale con Agid e Acn e un miliardo di euro destinato a startup e pmi, secondo quanto comunicato dal Dipartimento per l’innovazione. L’aggiornamento 2026-2028 dovrà dire come queste scelte si tradurranno in priorità concrete per amministrazioni, imprese e università. (Fonte: Trasformazione Digitale)

Dal primo comitato al nuovo assetto

Il confronto con il comitato nato nell’ottobre 2023 mostra anche un cambio di assetto. Allora i tredici componenti includevano, tra gli altri, Viviana Acquaviva, Guido Boella, Virginio Cantoni, Maria Chiara Carrozza, Rita Cucchiara, Agostino La Bella, Silvestro Micera e Ranieri Razzante. Il nuovo decreto sostituisce quella composizione con un gruppo diverso, più direttamente raccordato ai ministeri coinvolti dalla legge del 2025 e al nuovo ciclo biennale previsto dalla norma.

Il dato politico è questo: l’Italia passa da una fase di elaborazione generale a una fase di aggiornamento periodico della strategia, con scadenza almeno biennale e con un perimetro più definito per responsabilità istituzionali e priorità operative. La qualità del lavoro del comitato si misurerà su un terreno concreto: trasformare principi, norme e investimenti in una strategia che regga all’impatto dell’AI Act europeo e alle esigenze dell’industria italiana.

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