La rivoluzione industriale dell’Ottocento ha portato grandi fabbriche, in cui ogni giorno lavoravano – e lavorano tutt’oggi – migliaia, decine di migliaia di persone, per portarsi a casa, in cambio, una quota minima della ricchezza prodotta, mentre la gran parte del guadagno e della ricchezza sono sempre andati a pochi, coloro che detengono le quote societarie.
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Comunismo digitale e “Webfare”, terza via dello sviluppo tecnologico: tra liberismo Usa e statalismo cinese
Attraverso la creazione di ‘piattaforme comuniste’, i cittadini potrebbero rivendicare la proprietà dei propri dati per generare valore economico e sociale, da ridistribuire equamente. Questo modello, sviluppato da Maurizio Ferraris nel libro ‘Comunismo digitale’, è definito anche “Webfare”. Punta a trasformare i dati prodotti dagli utenti sul web in un patrimonio collettivo, in modo da superare le disuguaglianze dell’era tecnologica
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