Le stime con cui economisti, governi e imprese cercano di capire quali lavori potrebbero essere travolti dall’intelligenza artificiale hanno un problema di fondo: non sempre sono solide quanto sembrano. E una parte del problema, secondo una nuova ricerca, nasce proprio dall’intelligenza artificiale usata per produrle.
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Lavoro e AI: uno studio rivela che i modelli non concordano sui rischi
Un lavoro di alcuni economisti mette in dubbio uno degli strumenti più usati per stimare quali professioni siano più esposte all’intelligenza artificiale. ChatGPT, Gemini e Claude, interrogati sugli stessi mestieri, hanno spesso dato risposte diverse. Un problema che pesa su politiche del lavoro, scelte formative e strategie aziendali

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