innovation lab

HumanTech, la ricerca per una transizione digitale sostenibile dei sistemi industriali


Indirizzo copiato

Dai sistemi AI che studiano le emozioni e la fatica, ai robot che lavorano con le persone. Laboratori, progetti e risultati del Politecnico di Milano: oltre 80 programmi per sviluppare tecnologie digitali più sicure, inclusive e sostenibili. Con sinergie tra ateneo e imprese, e le testimonianze di Banca Mediolanum e di Errevi Automation

Pubblicato il 28 ott 2026

Stefano Casini

giornalista



AI_445342_169_2




Dagli algoritmi che permettono di stimare lo stress dei lavoratori, ai robot che condividono gli spazi produttivi con le persone, fino allo studio degli effetti delle tecnologie digitali sulle emozioni e sui processi decisionali.

Sono alcune delle attività di ricerca sviluppate dal Politecnico di Milano nell’ambito di HumanTech – Humans and Technology –, il progetto del dipartimento di Ingegneria gestionale che studia la relazione tra persone e tecnologie digitali, per favorire sistemi industriali più sostenibili, inclusivi e attenti al benessere umano.

Il progetto comprende oltre 80 attività di ricerca e si avvale di tre laboratori hi-tech e infrastrutture sperimentali dedicate allo studio dell’interazione tra persone e tecnologie.

HumanTech integra competenze tecnologiche e manageriali

Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca per il periodo 2023-2027 nell’ambito dell’iniziativa Dipartimenti di Eccellenza, HumanTech integra competenze tecnologiche e industriali con quelle economico-manageriali, comportamentali e delle scienze sociali.

La ricerca si sviluppa lungo tre direttrici complementari:

• la progettazione di tecnologie digitali centrate sulla persona

• lo sviluppo di processi produttivi e filiere resilienti e sostenibili

• l’adozione di modelli organizzativi e sistemi di lavoro che mettano al centro le persone.

Un momento del convegno sugli sviluppi del progetto HumanTech al Politecnico di Milano
Un momento del convegno sugli sviluppi del progetto HumanTech al Politecnico di Milano

“HumanTech si pone l’obiettivo di ridisegnare la relazione tra tecnologia e persona, per una transizione digitale sostenibile dei sistemi industriali”, sottolinea Raffaella Cagliano, direttrice del dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico milanese. Che spiega: “lo facciamo attraverso modelli di sviluppo tecnologico che tengano conto anche delle implicazioni sulle persone, sulla società e sull’ambiente”.

Dall’intelligenza artificiale alla sicurezza dei lavoratori

Nel Laboratorio Marco Garetti, dedicato allo studio delle tecnologie industriali, i ricercatori analizzano l’interazione tra persone e sistemi digitali attraverso robot collaborativi, esoscheletri, sensori indossabili e tecnologie di realtà virtuale e aumentata.

Tra i progetti sviluppati, c’è un sistema che sfrutta le letture biometriche ricavate da sensori indossabili per stimare lo stress fisico, cognitivo ed emotivo degli operatori.

Altre attività riguardano la configurazione di postazioni di lavoro sulla base di indicatori ergonomici e lo sviluppo di soluzioni per aumentare la sicurezza nella collaborazione tra persone e robot.

Come le emozioni influenzano le decisioni

Il BRIEL – Behavioral Research in Immersive Environment Laboratory – studia le emozioni, i comportamenti e i processi decisionali delle persone in ambienti reali, immersivi e controllati, attraverso strumenti come elettroencefalografia, eye-tracking e sensori fisiologici.

Tra le ricerche condotte, c’è ad esempio l’analisi degli effetti del supporto dell’intelligenza artificiale sul carico cognitivo e sullo stress nei processi decisionali. E anche lo studio della relazione tra stress lavorativo, creatività e prestazioni.

L’obiettivo è “comprendere meglio i processi cognitivi e comportamentali delle persone in contesti organizzativi e tecnologici, attraverso la misurazione delle risposte comportamentali e psicofisiologiche”, spiegano i ricercatori del Politecnico milanese.

Supercalcolo e dati al servizio dell’innovazione

Il DataHub Lab – centro di calcolo ad alte prestazioni, dedicato all’analisi avanzata dei dati, all’intelligenza artificiale e alla gestione di grandi quantità di informazioni –, supporta lo sviluppo di modelli per affrontare problemi complessi in diversi ambiti scientifici e industriali.

Tra le applicazioni, anche una ricerca dedicata ai magazzini intelligenti, in cui persone e robot operano negli stessi ambienti. Attraverso le risorse di calcolo ad alte prestazioni e i modelli di ottimizzazione, i ricercatori hanno sviluppato soluzioni per pianificare dinamicamente e in tempo reale i percorsi dei robot, integrando la tutela della sicurezza dei lavoratori nella gestione delle operazioni.

Le tre infrastrutture “rappresentano il cuore sperimentale di HumanTech e permettono di affrontare da prospettive complementari le implicazioni tecnologiche, cognitive e organizzative della trasformazione digitale”, rimarcano dai laboratori hi-tech del polo universitario in zona Bovisa a Milano.

Proseguire la ricerca di frontiera e le collaborazioni

Alle attività di ricerca si affiancano collaborazioni scientifiche internazionali, percorsi di dottorato e iniziative di formazione e diffusione delle conoscenze.

“HumanTech rappresenta anche una piattaforma strategica per contribuire al dibattito globale su come progettare e governare le tecnologie, mantenendo la centralità delle persone e creando valore per le organizzazioni e la società”, indica Cagliano.

Raffaella Cagliano, direttrice del dipartimento di Ingegneria gestionale del PoliMi
Raffaella Cagliano, direttrice del dipartimento di Ingegneria gestionale del PoliMi

E osserva: “a un anno dalla prevista conclusione del progetto nel 2027, la sfida è proseguire la ricerca di frontiera, rafforzare il posizionamento scientifico internazionale e ampliare le collaborazioni con le imprese per aumentare l’impatto economico e sociale dei risultati raggiunti”.

L’AI in azienda, tra tecnologie prese dal mercato e sviluppi interni

Al convegno sugli sviluppi del progetto HumanTech al Politecnico di Milano hanno preso parte anche diverse aziende che stanno utilizzando le nuove opportunità dell’intelligenza artificiale applicate alle attività e operazioni di business.

Tra queste, ad esempio, Banca Mediolanum — che opera in un settore altamente regolamentato come quello finanziario, con molti vincoli di privacy e tracciabilità del dato —, gestisce e coordina la transizione tecnologica anche attraverso la direzione ‘AI Strategy and Procurement’.

L’adozione dell’AI in azienda “segue due direttrici parallele”, spiega Silvia Migliavacca, Head of AI Strategy and Procurement di Banca Mediolanum: “l’efficientamento interno e l’innovazione dei servizi per rete e clienti. Sul piano dell’operatività interna, l’efficacia si misura innanzitutto attraverso l’impatto sul Cost-Income, ottimizzando processi, fornitori e integrazioni ibride”.

Una scelta rilevante riguarda lo sviluppo tecnologico al bivio tra Deploy da una parte, Enhance e Reinvent come altra possibilità. Le imprese non devono sviluppare tutto in casa: “il principio del Deploy prevede l’adozione delle migliori soluzioni verticali di mercato dove l’AI è core business dei partner. L’approccio Reinvent è invece riservato agli ambiti in cui la tecnologia impatta direttamente sul valore distintivo, sulla cultura e sull’identità dell’azienda”.

Human augmentation: la risposta ai clienti dell’era digitale

Anche ricerche internazionali, tra cui quelle di EY e McKinsey, evidenziano come i clienti arrivino oggi alle aziende estremamente informati, utilizzando motori AI general purpose per raccogliere dati preliminari su prodotti, servizi e altri elementi.

In questo contesto, “la strategia aziendale punta alla Human augmentation”, rileva Migliavacca. Nel settore finanziario e nei servizi complessi, “la fiducia e la pianificazione restano ancorate alla relazione umana. L’AI agisce come un coach per il professionista, potenziandone competenze e soft skill”. E, sebbene l’AI generativa tenda a essere condiscendente, “se sollecitata a fare challenge costringe manager e operatori a superare i vecchi schemi, fornendo prospettive laterali inaspettate”.

L’assistente AI nella Control room

Un’altra applicazione dell’AI nei processi aziendali riguarda il Customer service: Errevi Automation ha integrato un assistente AI nella propria Control room 24/7 per il monitoraggio degli impianti.

Quando un cliente segnala un fermo macchina, l’assistente digitale trascrive automaticamente la chiamata, analizza il problema e suggerisce all’operatore le possibili soluzioni. “Ciò consente di creare memoria storica, velocizzare gli interventi e generare report dettagliati per il cliente, aumentando efficienza e qualità del servizio senza mai sostituire il giudizio dell’operatore umano”, sottolinea Matteo Pietro Brusasca, Chief commercial officer in Errevi Automation.

Governance e competenze: nuova formazione strategica per i manager

L’adozione dell’AI agentica e della Physical AI “richiede l’evoluzione parallela delle competenze d’impresa”, osserva Federico Caniato, Program manager del progetto HumanTech.

Il ruolo di università e centri formativi “è decisivo per preparare tecnici e manager a interpretare gli output delle macchine, evitando che la tecnologia prenda il sopravvento nei processi decisionali. Per le aziende, investire in formazione e in soluzioni orientate al supporto umano rappresenta la chiave per coniugare efficienza, sostenibilità e valorizzazione delle persone”.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti
0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x