Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), in vista del World Economic Forum di Davos, ha pubblicato un aggiornamento delle sue previsioni economiche, evidenziando come l’economia mondiale resti finora sorprendentemente resiliente, ma con rischi orientati al ribasso, soprattutto se la frenata del boom degli investimenti in intelligenza artificiale dovesse materializzarsi.
Le nuove stime del Fondo prevedono una crescita del 3,3% del PIL mondiale nel 2026, leggermente rivista al rialzo rispetto alle previsioni di ottobre 2025, e una crescita stabile al 3,2% nel 2027.
Indice degli argomenti:
“C’è il rischio di una correzione” nel mercato AI
Pierre-Olivier Gourinchas, capo economista dell’FMI, ha avvertito che “esiste il rischio di una correzione del mercato, se le aspettative relative ai guadagni in termini di produttività e redditività dell’AI non dovessero realizzarsi”, evidenziando che una delusione sugli effetti produttivi dell’AI potrebbe tradursi in un improvviso ribasso degli investimenti e nei mercati azionari, con effetti a catena sulla crescita globale.
Pur non osservando ancora livelli di “spumosità” paragonabili alla bolla dot-com, l’elevata concentrazione di capitalizzazione nei titoli tecnologici e l’aumento dell’indebitamento tra i grandi investitori AI sono fonte di preoccupazione.
Driver della crescita: USA, Cina e altri G7
Secondo il FMI, la crescita degli Stati Uniti continuerà a superare quella degli altri paesi del G7, con una previsione di 2,4% nel 2026 e 2% nel 2027. Gli investimenti tech negli USA raggiungono il livello più alto in termini di quota di output economico dal 2001.
Anche la Cina è prevista in espansione, con crescita del 4,5% nel 2026, in aumento rispetto alle proiezioni precedenti. Le previsioni per Canada, Regno Unito e Germania vedono espansioni moderate.
Rischi geopolitici e tensioni commerciali
Oltre ai rischi legati all’AI, l’FMI sottolinea come le tensioni geopolitiche e le politiche commerciali instabili, incluse possibili nuove fasi di tariffe e dazi commerciali, possano pesare sull’attività economica globale.
In particolare, l’incertezza sulle politiche statunitensi e la minaccia di nuove barriere commerciali potrebbero alterare catene di fornitura e aumentare la volatilità dei mercati finanziari, una dinamica già evidenziata in altri rapporti dell’FMI.
Scenario alternativo: benefici da AI se si realizzano i guadagni
Il rapporto programmato dall’FMI contempla tuttavia anche uno scenario positivo. Se i guadagni di produttività legati all’AI dovessero concretizzarsi più rapidamente del previsto, ciò potrebbe aggiungere fino a +0,3 punti percentuali alla crescita globale nel 2026 e tra +0,1 e +0,8 punti in media nei prossimi anni.
Questo scenario rialzista riflette la possibilità che l’adozione dell’AI possa realmente tradursi in aumento di produttività, dinamismo aziendale e innovazione diffusa, contribuendo a sostenere l’espansione economica.
La moneta e la stabilità finanziaria restano al centro
Oltre alla crescita, l’FMI ha ribadito l’importanza dell’indipendenza delle banche centrali per mantenere la stabilità macroeconomica e finanziaria, soprattutto dopo che recenti eventi negli Stati Uniti hanno messo sotto pressione la credibilità della Federal Reserve.
L’Istituto rammenta quanto sia fondamentale un quadro istituzionale forte per affrontare shock potenziali e sostenere fiducia e investimenti in un contesto di elevata incertezza globale.
Conclusione
L’ultimo aggiornamento del Fondo Monetario Internazionale fotografa una crescita globale ancora solida ma dipendente da un numero limitato di fattori, come l’ondata di investimenti in AI. Mentre una realizzazione positiva delle aspettative potrebbe rafforzare la crescita, un’inversione del boom tecnologico o un’escalation delle tensioni commerciali rappresentano rischi significativi per l’economia mondiale nei prossimi anni.
Il messaggio dell’FMI va letto come un warning sul rischio di concentrazione e di valutazioni eccessive. La crescita globale appare sostenuta da un numero ristretto di fattori – in primis il comparto tecnologico statunitense e la narrativa sull’AI – con una asimmetria dei rischi chiaramente orientata al downside.
Le attuali multipli di mercato incorporano scenari di forte accelerazione della produttività e dei margini, ma la visibilità sugli effettivi ritorni economici degli investimenti in AI resta limitata. In assenza di una monetizzazione tangibile nel breve-medio termine, il rischio è quello di una re-pricing degli asset tecnologici, più che di un vero shock macro, con effetti di spillover su consumi e wealth effect.
Particolarmente rilevante è il tema della leva finanziaria crescente tra gli hyperscaler, che introduce un ulteriore elemento di vulnerabilità sistemica: un rallentamento del ciclo degli investimenti potrebbe amplificare la volatilità dei mercati azionari e del credito, soprattutto nel segmento investment grade e high yield legato al tech.
In questo contesto, lo scenario centrale resta di soft landing, ma con code di rischio più spesse rispetto ai cicli precedenti. Per gli investitori, il trade-off è chiaro: mantenere esposizione strutturale all’AI come driver di crescita di lungo periodo, ma con un approccio più selettivo, privilegiando bilanci solidi, free cash flow sostenibile e capacità di execution, piuttosto che pure play basati su aspettative ancora da validare.







