L’idea di una macchina capace non solo di eseguire compiti specifici, ma di comprendere, adattarsi, apprendere in autonomia e operare in contesti diversi come farebbe un essere umano, continua a esercitare un fascino straordinario. Eppure, proprio mentre l’intelligenza artificiale entra con forza nelle imprese, nelle professioni e nelle infrastrutture decisionali, il lessico pubblico si fa più confuso. Si parla di AI forte, di AGI, di sistemi agentici, di modelli multimodali sempre più versatili. Il rischio è scambiare la spettacolarità delle prestazioni attuali per il superamento di una soglia che, dal punto di vista scientifico, non è stata ancora dimostrata. È da questa ambiguità che conviene partire.
approfondimento
Dalla Narrow AI verso l’intelligenza artificiale forte
Che cosa distingue davvero la cosiddetta intelligenza artificiale forte dalla narrow AI, a che punto siamo oggi rispetto a questo orizzonte e perché il dibattito riguarda non solo la tecnologia, ma anche lavoro, reddito, governance e responsabilità collettiva
Computer science engineer

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