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Bambini e AI, il divario che allarma l’Unicef



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Fino a un minore su due usa già strumenti di intelligenza artificiale, spesso per i compiti e in alcuni casi per chiedere consigli personali. L’Unicef chiede di chiudere il divario di accesso, investire nella ricerca sugli effetti dell’AI sullo sviluppo dei bambini, costruire alfabetizzazione specifica e progettare sistemi più sicuri

Pubblicato il 30 giu 2026



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Foto: Unicef




Fino al 50 per cento dei bambini e adolescenti intervistati dall’Unicef ha già usato sistemi di AI, soprattutto per i compiti e per cercare informazioni, mentre gli adulti di riferimento restano molto più indietro. L’intelligenza artificiale è già entrata nella vita quotidiana dei minori molto prima che famiglie, scuole e regole pubbliche riuscissero a starle dietro. Il punto non è più capire se i ragazzi la usano, ma come la usano, con quali vantaggi e con quali rischi. Il nuovo brief dell’Unicef Innocenti, pubblicato a giugno 2026 e basato su indagini in 10 Paesi, fotografa un passaggio netto.

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