L’intelligenza artificiale entra negli studi legali con una funzione sempre meno sperimentale e sempre più industriale. Non si tratta soltanto di usare prodotti acquistati sul mercato per accelerare revisioni contrattuali o ricerche documentali. Un numero crescente di law firm sta sviluppando strumenti proprietari, costruiti sulle proprie banche dati, sui precedenti interni e sui flussi di lavoro maturati negli anni. In alcuni casi, questi sistemi non restano confinati all’uso interno: diventano servizi da concedere in licenza ai clienti, con la prospettiva di aprire nuove fonti di ricavo.
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AI, perché alle law firm piace “fatta in casa”
In varie parti del mondo, gli studi legali non si limitano più a comprare software basati sull’intelligenza artificiale: sempre più spesso li progettano in casa. L’obiettivo è ridurre tempi e costi nelle attività ripetitive, adattare gli strumenti alle diverse giurisdizioni e, in alcuni casi, venderli ai clienti come nuovo servizio a pagamento

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