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Pirelli, la digitalizzazione avanzata dei processi di procurement, strategia di resilienza industriale


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Gestire una filiera globale di 18 stabilimenti e migliaia di fornitori richiede visibilità in tempo reale e processi predittivi. L’azienda italiana, con SAP e Accenture, indica come l’AI pervasiva e la digitalizzazione del procurement rappresentino una risorsa centrale per contenere i costi delle materie prime e creare valore di lungo periodo

Pubblicato il 23 ott 2026

Stefano Casini

giornalista



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Gestire procurement e supply chain di un colosso dell’industria globale come il Gruppo Pirelli significa affrontare una complessità strutturale straordinaria.

Con 18 stabilimenti produttivi – distribuiti tra Europa, Cina, Nord e Sud America – e una rete commerciale di 22mila punti vendita tra proprietà e distributori, l’azienda milanese, fondata nel 1872 da uno studente del Politecnico, produce annualmente circa 74 milioni di pneumatici.

A rendere particolarmente articolato questo ecosistema è il posizionamento strategico del brand: circa l’80% della produzione è infatti concentrato nei segmenti High Value e Prestige. Pirelli sviluppa pneumatici ad alte prestazioni per marchi automobilistici di fascia alta come BMW e Mercedes, fino ai costruttori top di gamma come Pagani e Maserati, a cui si aggiunge l’attività costante come fornitore unico nella Formula 1.

Il digitale è il pilastro della strategia di resilienza industriale

Con migliaia di fornitori attivi a livello globale, “la stabilità e la capacità predittiva della catena di acquisto e fornitura diventano asset decisivi per salvaguardare la marginalità”, come ha spiegato Luca Urban, IT director corporate in Pirelli, intervenendo alla tappa milanese del SAP NOW AI Tour.

E osserva: “in un contesto caratterizzato dalla volatilità delle materie prime e da dinamiche di produzione distribuite su scala internazionale, la digitalizzazione avanzata dei processi di procurement costituisce il pilastro di una vera e propria strategia di resilienza industriale”.

Modelli Digital Twin della filiera procurement e fornitori

Una delle peculiarità più rilevanti del modello operativo di Pirelli sta nell’estensione temporale della sua pianificazione aziendale.

Nel settore dell’automotive e del primo equipaggiamento, le case automobilistiche avviano le gare per la fornitura degli pneumatici con un anticipo anche di 5 anni rispetto all’uscita sul mercato del nuovo veicolo. Considerato poi il ciclo di vita del prodotto sul mercato del ricambio, l’orizzonte di pianificazione integrata di Pirelli si estende nell’arco di un decennio.

Pianificare fino a 10 anni la produzione per ogni singolo codice prodotto (IP code) genera un impatto diretto ed enorme sulla rete dei fornitori. Per governare tale complessità, l’azienda ha intrapreso una sfida ambiziosa: creare una sorta di Digital Twin delle operazioni di procurement e della grande rete dei propri fornitori.

Il simulatore hi-tech del centro Ricerca e sviluppo di Pirelli a Milano
Il simulatore hi-tech del centro Ricerca e sviluppo di Pirelli a Milano

L’obiettivo fondamentale di questa modellizzazione digitale è simulare e pianificare sul lungo periodo l’impatto e il fabbisogno delle materie prime.

L’adozione del gemello digitale e la condivisione dei piani di produzione offrono vantaggi strategici bilaterali. Da un lato, Pirelli ottiene un forte vantaggio competitivo nelle negoziazioni di lungo termine, riuscendo a ‘blindare’ i contratti di fornitura sul pricing anche in fasi storiche contrassegnate da forti rincari delle materie prime.

Dall’altro lato, la visibilità pluriennale garantita ai fornitori consente loro di ottimizzare la pianificazione della capacità produttiva, traducendosi in una predisposizione a concedere condizioni di pricing e scontistiche migliori. La collaborazione di filiera si trasforma così in una leva economica misurabile.

Integrazione di processo: superare i silos e la disomogeneità

Lo sviluppo operativo di questo modello collaborativo ha trovato il proprio perno tecnologico nell’adozione di SAP Business Network, un progetto strategico in cui Pirelli è stata affiancata da Accenture, partner che da diversi decenni ne accompagna i percorsi di trasformazione digitale e di processo insieme a SAP.

La principale complessità affrontata nell’implementazione della piattaforma è derivata dall’elevata disomogeneità del parco fornitori.

La catena di fornitura di Pirelli comprende sia grandi produttori di materie prime chimiche e naturali, sia fornitori altamente specializzati e concentrati a livello globale, come i produttori delle anime metalliche di acciaio (cordini) integrate nella struttura dello pneumatico.

I vantaggi sulla strada dell’innovazione

Con il supporto di Accenture nel ridisegno dei processi e nella gestione delle relazioni organizzative, Pirelli ha già attivato la piattaforma su un lotto strategico di fornitori a elevata complessità. I benefici emersi sul campo sono diversi:

  • Trasparenza e visibilità in tempo reale: la condivisione immediata dei dati di pianificazione ed esecuzione elimina le asimmetrie informative tra azienda e rete di acquisto e fornitura.
  • Eliminazione delle attività manuali: la digitalizzazione delle transazioni azzera le inefficienze operative a livello globale.
  • Accesso a un ecosistema scalabile: l’integrazione con SAP Business Network permette a Pirelli di connettersi a un network globale di oltre 7 milioni di aziende interconnesse.

“Attualmente il processo di innovazione si trova in fase di full adoption sui fornitori strategici integrati”, sottolinea l’IT director corporate di Pirelli, “ed è in corso di finalizzazione un value case economico che verrà presentato ai vertici dell’azienda per tracciare il piano di rollout e scalabilità futura”.

Dall’HR al procure-to-pay: l’adozione strategica dell’intelligenza artificiale

L’evoluzione digitale di Pirelli non si limita alla connettività di rete, ma individua nell’intelligenza artificiale il motore di una nuova trasformazione dei modelli operativi.

L’azienda ha già avviato l’integrazione di funzionalità di AI all’interno di specifici domini gestionali, spaziando dai processi di human resources (e-recruiting) fino all’ambito procure-to-pay (PTP).

Un altro salto in avanti nella strategia dell’azienda “si delinea con il completamento della migrazione verso la piattaforma cloud SAP S/4Hana, percorso attualmente avviato con il supporto di Accenture”, spiega Urban.

L’integrazione nativa dell’intelligenza artificiale nelle soluzioni gestionali di nuova generazione “consentirà al Gruppo di superare la logica delle singole automazioni per approdare a un’AI pervasiva”.

Le indicazioni per i Chief Procurement Officer

Per le aziende e i Chief Procurement Officer (CPO), la prospettiva tracciata da Pirelli evidenzia come l’AI stia evolvendo da strumento tattico di efficienza a leva di ridisegno dei processi operativi:

  • Algoritmi predittivi per il procurement: l’AI applicata alle basi dati storiche e in tempo reale permette di anticipare i colli di bottiglia nella catena di fornitura e valutare i rischi di saturazione dei fornitori.
  • Automazione intelligente nel procure-to-pay: l’integrazione di modelli di machine learning e AI ottimizza la gestione documentale, la riconciliazione degli ordini e l’analisi della spesa.
  • Evoluzione dei modelli operativi: la disponibilità di dati certi e analizzati dall’AI consente di sollevare le risorse umane dalle attività ripetitive, riposizionando il team Procurement su attività ad alto valore strategico e di negoziazione.

Change management e Business leadership

L’esperienza di Pirelli nell’innovazione di procurement e supply chain fornisce indicazioni strategiche e metodologiche per i manager aziendali. Innanzitutto, in progetti di trasformazione digitale ad alto impatto, la componente tecnologica rappresenta soltanto una parte dell’equazione e della strada da fare.

La principale lesson learned emersa dalla collaborazione tra Pirelli, SAP e Accenture sta nella centralità della business leadership. Come sottolineato da Urban, affinché un’iniziativa di digitalizzazione della filiera abbia successo, “non è sufficiente un approccio guidato esclusivamente dall’IT o dai partner tecnologici: è indispensabile che la business leadership dell’azienda creda nell’iniziativa e ne assuma la guida diretta”.

Se l’IT e i partner hanno la responsabilità di rendere l’infrastruttura ottimale, “sono le linee di business che devono ingaggiare attivamente i fornitori e guidare il cambiamento dei processi culturali e operativi”.

Piattaforme collaborative gestite e soluzioni di AI diffuse

Inoltre, l’esperienza di Pirelli pone l’accento sul valore della filiera per il cosiddetto Sistema Paese.

L’industria italiana è caratterizzata da un tessuto imprenditoriale frammentato ma ad altissima specializzazione. Piattaforme collaborative gestite e soluzioni di intelligenza artificiale diffuse consentono anche alle piccole e medie imprese fornitrici di aumentare la propria maturità digitale, creando ecosistemi integrati in grado di competere sui mercati internazionali con maggiore flessibilità e velocità di risposta.

La roadmap di Pirelli dimostra in pratica che il futuro di procurement e supply chain sta nell’unione tra connettività di rete, intelligenza predittiva e visione strategica di business.

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