A un ritmo incalzante, praticamente ogni giorno vengono diffusi dati sulle forti potenzialità e ampie prospettive dell’AI applicata al business e alle imprese.
Ad esempio, un’adozione pervasiva degli strumenti di intelligenza artificiale – secondo le stime di Teha – potrebbe generare un incremento annuale del PIL italiano del 18% al 2040, per un valore aggiunto pari a 336 miliardi di euro all’anno.
La transizione in corso verso l’AI agentica apre nuove opportunità per l’ecosistema tecnologico: a livello globale, IDC prevede che entro il 2029 saranno attivi nelle organizzazioni oltre un miliardo di agenti AI.
Anche in Italia l’AI agentica si sta diffondendo, seppure – sempre secondo i dati Teha – a un ritmo più lento a causa di ostacoli come cultura e competenze in primo luogo (70% dei casi censiti), ma anche l’integrazione con i processi aziendali esistenti (47%).

In questo scenario, i partner tecnologici delle imprese possono fare la differenza, agevolando i percorsi di change management, lo sviluppo di progetti che partano dal ripensamento dei processi, e l’adozione di tecnologie in grado di connettere persone, dati e contesto.
Indice degli argomenti:
Specializzarsi sui nuovi processi verticali e AI-Driven per le imprese
Lo sviluppo di modelli di governance e di gestione dei costi diventa, inoltre, una competenza differenziante affinché i partner hi-tech possano favorire un uso estensivo dell’AI agentica da parte delle aziende italiane.
Microsoft Italia ha una strategia di sviluppo del mercato che si fonda anche su una poderosa rete di circa 15mila partner tecnologici, gestiti anche attraverso cinque grandi distributori di tecnologie e soluzioni hi-tech.
E anche per questo grande network si pone la questione e il problema di come evolvere nell’era dell’AI agentica, per restare competitivi e allineati con le principali tendenze ed esigenze in corso.
I partner tecnologici “devono innanzitutto rimanere aggiornati e formati sulle novità e i cambiamenti che interessano il mondo delle tecnologie applicate alle imprese, e devono anche portare avanti una specializzazione verticale di processo”, spiega Annamaria Bottero, direttore della divisione Global Partner Solutions di Microsoft Italia.

Che sottolinea: “per un partner hi-tech è sempre necessaria una competenza puntuale su ogni processo aziendale, che ora cambia con la spinta dell’AI agentica, da un lato; e dall’altro, occorre una capacità non soltanto tecnologica ma di accompagnare le aziende clienti nel change management, e anche nella gestione e nel governo dei costi collegati all’AI”.
Oltre alle competenze tecnologiche fondamentali, specializzarsi nelle nuove competenze verticali di processo, nell’accompagnamento culturale e nel cambio di governance sono quindi “le principali direttrici su cui vediamo più attenzione e più mercato per i nostri partner tecnologici”, rimarca Bottero.
L’adozione dell’AI entra in una nuova fase: come adeguarsi
L’adozione dell’AI sta entrando in una nuova fase: le aziende sono pronte a passare da progetti pilota a utilizzo su scala, ma hanno bisogno di visione, competenze e tecnologia.
“Per questo, il nostro imperativo per il 2027 è investire per consentire ai partner di sviluppare skill distintive, generare nuova domanda e approcciare congiuntamente il mercato, trasformando l’innovazione AI in crescita”, anticipa il direttore della divisione Global Partner Solutions di Microsoft Italia.
Che sottolinea: “il nostro ecosistema fa leva su cinque anime complementari – system integrator, società di consulenza, ISV, distributori e startup – che ci consentono di raggiungere capillarmente le organizzazioni italiane e di supportarne in modo mirato il percorso d’innovazione”.
In questa fase sta emergendo sempre più l’importanza di combinare competenze tecnologiche e di processo e accanto ai grandi player emergono numerose realtà boutique specializzate ad esempio nell’ambito del change management. È uno scenario in costante evoluzione e “i partner di maggiore successo hanno un approccio Customer Zero”.
Le 4 realtà innovative del Microsoft AI Lab
Al di fuori del network di partner tecnologici – ma parte integrante della strategia Microsoft a livello nazionale –, c’è poi il sistema AI L.A.B., che punta a promuovere le competenze digitali e l’accelerazione di progetti AI, che proprio grazie al contributo di 39 partner attivi sul territorio offre formazione e alimenta costantemente lo sviluppo di progetti in quattro filoni.
È stato creato e sviluppato l’AI L.A.B. for Frontier per le grandi aziende a supporto della trasformazione agentica; AI L.A.B. for Italy per le PMI che rappresentano la colonna portante del Sistema Paese e per valorizzare le eccellenze del Made-in-Italy.
In tre anni, coinvolte 500 aziende e 60 startup
Ci sono poi l’AI L.A.B for Good, con focus sulla formazione e sull’accessibilità, anche da parte dei soggetti più svantaggiati e fragili, e l’AI L.A.B. for Startups, la nuova iniziativa lanciata quest’anno in collaborazione con 8 Venture capital a supporto della nuova imprenditorialità e per accelerare l’innovazione.

A tre anni dal lancio, il programma AI Lab ha coinvolto oltre 500 aziende, a cui si aggiungono 60 startup solo negli ultimi sei mesi. Sono stati sviluppati oltre 230 Use case e 850 progetti, e in totale sono state formate 1,5 milioni di persone.




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